oggi le assise

Assemblea Carige: affluenza ferma al 40% con occhi su Malacalza. Bce dà un anno in più per salvataggio

di Andrea Fontana ed Enrico Miele


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(ANSA)

3' di lettura

Vigilia dell’assemblea di Banca Carige, decisiva per il futuro dell’istituto, giocata sul filo della partecipazione, con Malacalza vero ago della bilancia. Mentre la Bce, infatti, ha deciso di dare un anno di tempo in più ai vertici della banca ligure per mettere in sicurezza il capitale, con il termine che slitta a fine dicembre 2019, resta l’incognita sulla presenza (e meno) degli azionisti all’assise di domani mattina. Al momento, secondo quanto ricostruito da Radiocor, è ferma a poco sopra il 40% la partecipazione prevista all’assemblea sulla base delle azioni depositate. La riunione dei soci dovrà deliberare in primis sulla delega al cda per eseguire l’aumento di capitale da 400 milioni. Sarà comunque possibile fino all’inizio dei lavori, come previsto dal regolamento, che altri azionisti non ancora registrati si presentino documentando la propria posizione nel capitale alla record date del 13 dicembre.
Nel caso in cui fosse confermata una quota di poco superiore al 40%, ovviamente risulterebbe decisiva la scelta di Malacalza Investimenti, primo socio con il 27,5% delle azioni. Per l’ok all’aumento, infatti, servirà il via libera dei due terzi del capitale presente e un’eventuale astensione di Malacalza, come ipotizzato oggi da Il Sole 24 Ore, non consentirebbe l’approvazione della delibera relativa alla capitalizzazione.

Da Francoforte ok ad aumento, slitta al fine 2019 il termone per il salvataggio

Nell’attesa è arrivato l'atteso via libera della Bce alla realizzazione della manovra di rafforzamento patrimoniale della banca approvata dal cda lo scorso 12 novembre. Non solo. La Banca Centrale Europea ha analizzato il Capital Conservation Plan, inviato da Banca Carige il 30 novembre, e ha notificato una bozza di decisione che prevede l’estensione al 31 dicembre 2019 del termine entro il quale l'istituto ligure dovrà conseguire in «modo sostenibile» l’osservanza dei requisiti patrimoniali, sottolineando che l’attuazione integrale e puntuale della manovra di rafforzamento patrimoniale e della cessione di asset non core e crediti deteriorati, nonché l’impegno concreto verso un’aggregazione aziendale, rappresentano condizioni necessarie per assicurare un sostenibile rispetto dei requisiti patrimoniali. Tradotto, ci sarà un anno in più per concludere il risanamento e realizzare quel «matrimonio» con un altro istituto da più parti auspicato.

Esce il cfo Soro, nominato Massimo Genovese
Ma a cambiare in queste ore è anche la squadra al vertice, con la nomina di Fabio Massimo Genovese come cfo. Il nuovo manager entrerà in Carige dal prossimo mese di gennaio. Managing Director della seconda banca d’investimento cinese, la Haitong Bank London, con l’incarico di Responsabile Globale per le relazioni con le Istituzioni Finanziarie, Genovese arriva in Carige con un’esperienza trentennale nell’investment banking. Dal 2012 al 2015 è stato membro indipendente del cda di Banca Generali e membro del Comitato nomine e remunerazione. Genovese subentra al Cfo uscente Andrea Soro, che ha deciso di perseguire nuove opportunità professionali.

Chiuso accordo con Chenavari per closing vendita 80,1% Creditis
Carige intanto ha confermato «di aver raggiunto un accordo con Chenavari per procedere al closing della cessione dell'80,1% delle azioni di Creditis a Chenavari entro il 28 marzo 2019 e alla stipula di un contratto di distribuzione di lungo
termine con Creditis». Chenavari ha ricevuto l'autorizzazione
dalla Banca d'Italia il 3 ottobre 2018 e «le parti sono addivenute ad un accordo sui rimanenti punti aperti».

Intesa su credito verso gruppo Messina, Msc entra nel gruppo armatoriale
Sempre venerdì 21 dicembre è stato formalizzato a Genova l'accordo fra Banca Carige e le altre banche interessate e il Gruppo Messina sui crediti vantati dal sistema bancario. L'intesa approvata cda di Carige ieri e dai consigli delle società del gruppo Messina prevede un rimborso graduale del capitale all'interno di un piano basato sull'attesa ripresa del mercato, dei relativi margini operativi della compagnia di navigazione e delle attività correlate che fanno capo al gruppo genovese. In contemporanea, i soci del Gruppo Messina si sono impegnati ad attuare un aumento di capitale attraverso l'immissione di nuove risorse finanziarie e l'ingresso del Gruppo Msc che fa capo alla famiglia Aponte. «L'accordo raggiunto a conclusione di un iter impegnativo e' frutto di un costante dialogo in cui tutti gli attori hanno dimostrato grande disponibilita' e senso di responsabilità - commenta l'amministratore delegato di Banca Carige, Fabio Innocenzi - L'intesa ha effetti positivi per Banca Carige che grazie all'accordo di ristrutturazione siglato procede nell'opera di derisking, per il Gruppo Messina che può così riprendere il proprio percorso di sviluppo e per l'intero territorio in cui l'economia del mare riveste un ruolo centrale».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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