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Assemblea generale, Toma è il nuovo presidente

Confindustria Taranto riparte con un presidente del tessile ma chiede una svolta sull’ex Ilva

di Domenico Palmiotti

3' di lettura


Confindustria Taranto riparte con un nuovo presidente che viene dal tessile - é Salvatore Toma, la prima volta di un imprenditore non metalmeccanico o edile -, si apre al nuovo, ma nell'assemblea generale rilancia la sfida della trasformazione sostenibile dell'ex Ilva, ora Acciaierie d'Italia, chiedendo un segno concreto. «Ambientalizzare la grande industria è possibile – ha dichiarato Toma. Che ha manifestato – una forte preoccupazione ed ha parlato di «grande priorità che non consente ulteriori proroghe. Parliamo di una partita enorme, complessa – ha rilevato Toma – che ci vede tutti coinvolti e su cui al momento non intravvediamo scenari e programmi circostanziati o almeno, laddove ci fossero, non a noi noti».

La decarbonizzazione

Secondo il numero uno di Confindustria Taranto, «non basta parlare di tempi ipotetici per il fondamentale processo di decarbonizzazione che peraltro ci trova tutti concordi. Occorre intravvedere una pietra miliare – ha sostenuto Toma –, l’avvio di un percorso su cui gravano ancora, e forse questo è il reale problema, troppe incognite. Non lo vediamo ancora e questo non ci rende tranquilli – ha aggiunto il neo presidente Toma a proposito del percorso di futuro –. E lo diciamo pur in presenza di certificate, risapute e reali volontà che registriamo sia dall’investitore privato sia da quello pubblico, di voler perseguire la strada del cambiamento possibile, ovvero di un processo di transizione energetica che é necessario è fattibile ma non è celere e semplice».

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«Sempre più partecipi»

Sull’acciaio lo Stato può essere determinante. Confindustria Taranto ha «contezza e insieme speranza che lo Stato potrà veramente svolgere una funzione determinante perché a sua volta supportato con interventi e risorse europee, nel risanare, valorizzare e ricollocare sul mercato gli asset dell’ex Ilva con trasformati livelli di performance produttiva e di impatto ambientale. Lavoreremo da ora in poi – ha dichiarato Toma – affinché ogni passo avanti, in questa partita così importante per il nostro territorio, ci possa vedere partecipi».

Non solo Ilva

Ma non c’è solo ex Ilva nei programmi di Toma e della squadra dei vice presidenti che lo affianca. Il nuovo presidente chiede infatti che si delineino «percorsi di internalizzazione mediante i colleghi delle omologhe europee» per attivare “uno scambio virtuoso” in grado di aprire possibili relazioni commerciali internazionali per le aziende dell’area tarantina. Parla poi delle prospettive che si aprono con gli investimenti per i Giochi del Mediterraneo, per il porto e lo spazioporto nell’aeroporto di Grottaglie. Il cambiamento è vitale per l’area tarantina «Cambiare certo è difficile ma non cambiare per il nostro territorio è fatale», ha insistito Toma, imprenditore del tessile (ed é la prima volta che un rappresentante di questo settore assurge alla guida dell'associazione industriali). «Non accetterò le logiche del “contro” - ha affermato Toma - e le dietrologie attraverso la quale ogni crescita é condizionata da un eterno freno a mano».

Progetti duraturi

Toma ha posto l’accento in particolare su «progetti e programmi duraturi, scevri da condizionamenti e volti esclusivamente allo sviluppo di pratiche virtuose per il territorio». Sul Pnrr, Toma ha evidenziato che «saremo in questa partita al fianco delle nostre amministrazioni, propositivi, ma soprattutto attenti a che ciascuno faccia la sua parte. Ci sarà bisogno di spendere le risorse nei tempi e farlo col pieno coinvolgimento delle filiere territoriali. C’è bisogno di celerità e concretezza, dovremo fare le opere rispettando i cronoprogrammi ma cercando di massimizzare l’impatto della spesa pubblica con la partecipazione attiva delle nostre imprese» ha detto Toma.

L’iniziativa privata

Confindustria Taranto, per il rilancio dell'area, vuole mobilitare la leva dell’iniziativa privata. «Non si rilancia l’economia e l'occupazione – è la posizione degli imprenditori –, non si rigenera e valorizza il territorio solo con l’intervento pubblico. Lavoriamo e lavoreremo per un sistema imprenditoriale che riscopra la voglia di investire e scommettere sul futuro». All’assemblea di Taranto intervenuti anche Sergio Fontana, presidente Confindustria Puglia, e in collegamento Alberto Marenghi, vice presidente delegato all'organizzazione e allo sviluppo. Per Fontana, l’elezione a presidente di un imprenditore del tessile è «un bel segnale per l’economia di Taranto che non deve essere esclusivamente legata all’acciaio. Per tantissimi anni Taranto è vissuta solo ed esclusivamente di Arsenale e di Italsider, poi Ilva, poi ArcelorMittal. Ma non c’è solo questo a Taranto. C’è anche questo, dobbiamo vivere di questo – ha rilevato Fontana –, ma dobbiamo anche vivere delle aziende che lavorano in mercati diversi».

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