Governance

Assemblee a porte chiuse, ma Assonime raccomanda il collegamento video

Le aziende hanno tutto l'interesse a non ritardare il pagamento dei dividendi, la cui distribuzione deve essere approvata dall'assemblea di bilancio

di Antonella Olivieri

(AdobeStock)

2' di lettura

Assemblee a porte chiuse. La stagione che sta per iniziare sarà pesantemente impattata dall'emergenza coronavirus che impone di limitare i contatti fisici tra le persone, evitando i luoghi affollati. Il decreto “Cura Italia”, che porta la data del 17 marzo, contiene a riguardo norme transitorie che consentono alle società la flessibilità sufficiente a non discostarsi troppo dalla normalità. In particolare – riferisce Marcello Bianchi, vice-direttore generale di Assonime (l'associazione delle società quotate) – le aziende hanno tutto l'interesse a non ritardare il pagamento dei dividendi, la cui distribuzione deve essere approvata dall'assemblea di bilancio. «Le aziende vogliono rassicurare il mercato confermando per quanto possibile il dividendo, sul cui incasso contano molti investitori, tanto più in un contesto di tassi negativi», spiega Bianchi. Ritardi o cancellazioni andrebbero esattamente nella direzione opposta, aumentando lo stress sul mercato.

Certo, a farne le spese - in qualche misura – saranno i meccanismi della democrazia societaria, perché sarà difficile se non impossibile assicurare il dibattito a distanza. Ma Assonime raccomanderà ai suoi associati di svolgere comunque le assemblee in streaming, anche se non si potrà votare “in diretta”, proprio per consentire un presidio di trasparenza, considerato che mancherà il “controllo” assicurato dalla presenza fisica dei partecipanti.

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Le misure d'emergenza previste nel decretone estendono anzitutto alle società – anche a quelle che oggi non avevano questa facoltà – di poter convocare le assemblee fino a fine giugno (con le seconde/terze convocazioni entro il 31 luglio) e di poterle svolgere totalmente a distanza, cioè esclusivamente a porte chiuse.

Per il regolare svolgimento dell'assemblea basterà la presenza di presidente, segretario e rappresentante designato alla raccolta delle deleghe, che non necessariamente dovranno essere riuniti nello stesso luogo: è sufficiente che nel luogo indicato nell'avviso di convocazione si trovi il segretario che stende il verbale o il notaio. È previsto un iter semplificato per l'indicazione del rappresentante designato dalla società, che eventualmente potrà essere anche per il retail il legale che rappresenta gli investitori istituzionali. Il rappresentante designato che potrà raccogliere le deleghe dei soci delle cooperative derogando ai limiti vigenti ul numero delle deleghe (hanno tetti in questo senso, per esempio, Cattolica assicurazione e Popolare di Sondrio).

Tutte le società di capitali, società cooperative e mutue assicuratrici possono utilizzare le modalità di voto a distanza (voto per corrispondenza e voto elettronico) e la partecipazione in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, anche in deroga a diverse disposizioni statutarie. Quindi, le società che non hanno previsto l'utilizzo di tali strumenti nei loro statuti, potranno farvi ricorso – senza bisogno di alcuna modifica statutaria – prevedendole nell'avviso di convocazione, sintetizza una nota esplicativa di Assonime.

Da segnalare infine che anche le riunioni degli organi societari – consiglio di amministrazione e collegio sindacale – potranno svolgersi da remoto, anche se questo non fosse previsto dallo statuto.

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