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Il Governo vara i Ddl su rendiconto e assestamento di bilancio

Disco verde del Governo ai Ddl sul rendiconto e l'assestamento del bilancio dello Stato. Due passaggi chiave per scongiurare la procedura d'infrazione Ue, slittati più volte per la difficoltà a trovare la quadra nella maggioranza

di Vittorio Nuti


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3' di lettura

Disco verde del Governo ai Ddl sul rendiconto e l'assestamento del bilancio dello Stato. Due passaggi chiave per scongiurare la procedura d'infrazione Ue, slittati più volte per la difficoltà a trovare la quadra nella maggioranza. Il Governo ha varato anche un decreto legge salvaconti da 1,5 miliardi di euro.Nel testo del Dl con «misure urgenti in materia di miglioramento di saldi di finanza pubblica» si precisa che per il 2019 «i risparmi di spesa o le maggiori entrate conseguenti al minor utilizzo» delle misure per il Reddito di cittadinanza e Quota 100 «costituiscono economia di bilancio e sono destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica».

Il "pacchetto" dei due ddl rendiconto e assestamento approvato dal Consiglio dei ministri, secondo il ministero dell'Economia, «certifica una correzione di 6,1 miliardi di euro», comprese «le misure fuori dal perimetro del bilancio dello Stato, e del decreto-legge per il congelamento di 1,5 miliardi» per il minor utilizzo delle risorse per RdC e Quota 100. «Quest'anno - spiega poi il Mef - l'indebitamento netto dell'Italia si ridurrà di 7,6 miliardi», circa 0,4 punti percentuali, «rispetto alle previsioni del Def di aprile».

«Il saldo netto da finanziare per la competenza dell'anno, in termini di accertamenti e impegni, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie - spiega invece il comunicato diffuso dopo il Cdm con riferimento al Ddl sul Rendiconto dello Stato - risulta pari a -19.986 milioni di euro, derivante da entrate finali accertate per 591.612 milioni di euro e da spese finali impegnate per 611.597 milioni di euro; l'avanzo primario si cifra in 49.199 milioni di euro. Entrambi i saldi denotano un sensibile miglioramento rispetto alle previsioni iniziali stabilite con la legge di bilancio 2018».

I dati contenuti nel Ddl per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019, prosegue la nota, «recepiscono l'effetto del quadro macroeconomico contenuto nel Def e le più recenti informazioni risultanti dal monitoraggio di finanza pubblica. Nel complesso, le entrate finali registrano una diminuzione di circa 1 miliardo di euro, quale risultato della riduzione di 6,7 miliardi delle entrate tributarie e dell'aumento di 5,7 miliardi delle altre entrate. Le spese evidenziano una riduzione netta di circa 2,9 miliardi di euro di competenza e 4,4 miliardi di cassa». In termini di competenza l'assestamento del bilancio «mostra pertanto un miglioramento di circa 1,9 miliardi di euro del saldo netto da finanziare di competenza e 3,4 miliardi di cassa».

Ma tra M5S e Lega - nonostante il varo dei provvedimenti che dovrebbero evitare all'Italia la procedura di infrazione Ue - la tensione rimane altissima. Il casus belli di oggi è la diretta Facebook del pomeriggio durante la quale il vicepremier Luigi Di Maio ha attaccato il «silenzio della Lega» sulla revoca delle concessioni di Autostrade, che «fa sentire ancora più protetti questi signori Benetton, e li fa sentire vittime, li fa dire che c'è un problema di trasparenza su come stanno uscendo alcune relazioni». I l vicepremier Matteo Salvini ha lasciato la riunione del Cdm in anticipo, schivando le polemiche («abbiamo solo tanto lavoro») ma mettendo in guardia l'alleato sul dossier Autostrade-Benetton: «Chi ha sbagliato deve pagare, caro e fino in fondo, ma non devono andarci di mezzo migliaia di lavoratori o di piccoli risparmiatori italiani che non hanno colpe». Fonti pentastellate hanno invece giustificato l'assenza per motivi personali del vicepremier Luigi Di Maio («era stata comunicata una settimana fa») rilanciando però la richiesta alla Lega di «fare squadra» sulla revoca della concessione Autostrade.

GUARDA IL VIDEO: Ue, Conte: Italia eviterà la procedura perchè ha conti in ordine

La riunione del Consiglio dei ministri, convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi, si è svolta a poche ore dalla fumata nera a Bruxelles sulle nomine al vertice delle istituzioni Ue. Tra i leader dei 28 Paesi Ue manca infatti l'intesa sul successore di Juncker alla guida della Commissione, per il quale era in pole position il socialista olandese Timmermans, sostenuto dalla Merkel. Su di lui però è arrivato il no di 11 Paesi, tra cui l'Italia, cosa che ha costretto il presidente del Consiglio europeo Tusk a sospendere la riunione riconvocandola per domani alle 11. Lo stallo politico registrato al Consiglio europeo si è riflesso anche sulla Commissione Ue. I commissari hanno infatti sospeso la partenza per Strasburgo, e la riunione prevista per domani alle 13 è in stand by, in attesa di sviluppi. È probabile che l'esecutivo Ue si riunisca mercoledì a Bruxelles. All'ordine del giorno c'è anche la decisione se raccomandare o meno all'Ecofin del 9 luglio l'avvio della procedura di infrazione contro l'Italia per debito eccessivo.

PER APPROFONDIRE: Le fasi più bollenti nel rapporto tra governo M5S-Lega e Commissione

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