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Asset managment europeo in buona salute

di Lucilla Incorvati


2' di lettura

Nel 2016 il settore del risparmio gestito in Europa gode di ottima salute: le masse sono cresciute del 7% fino a raggiungere i 19mila miliardi di euro (il 29% degli asset globali). Inoltre, si conferma l’area geografica che contribuisce di più alla crescita del settore, sia in ottica di medio periodo, sia nell’ultimo anno con oltre 400 miliardi di flussi addizionali. Il Nord America rappresenta negli ultimi 5 anni meno del 20% dei flussi di risparmio confluiti nell’industria. Sono alcune delle evidenze dell’ultimo rapporto di McKinsey sull’asset management. Diversamente dal passato, però, l’aumento delle masse in gestione non ha generato una uguale crescita dei profitti degli operatori. I margini della gestione di attivi di terzi si sono infatti ridotti nel 2016 a 11,7 bp, in flessione del 10% rispetto al 2015. Un risultato dovuto a una riduzione dei margini di ricavo del 7% (33,2 basis point), unita da una riduzione dei margini di costo di poco meno del 5% (21,5 bp). «La profittabilità delle masse è stabile ma sotto pressione - spiega Cristina Catania, partner, McKinsey - a causa di due fattori: la sostituzione di prodotti attivi con fondi passivi ed Etf, e il contenimento del pricing dei prodotti tradizionali». Secondo lo studio, anche in Italia i dati preliminari sul 2016 restituiscono un quadro in linea con le dinamiche europee: a una crescita delle masse in gestione di circa l’11% rispetto al 2015 si contrappone infatti una riduzione dei margini di profitto del 7% (22,3 bp nel 2015 erano 24) e dei margini di ricavo dell’8% (35,8 bp nel 2015 erano 38,9). Ma quali sono in trend in atto dell’industria? «Il modello di servizio italiano, fondato sulla prossimità della banca e dei consulenti finanziari, continua a intercettare la domanda di “advisory” dei risparmiatori - aggiunge Catania -. Lato produzione, la competizione tra gli operatori sta crescendo più rapidamente della domanda, complice anche la concorrenza di un mercato, quello assicurativo, che tramite l’aggiornamento della gamma prodotti si sta posizionando come concorrente diretto della distribuzione di fondi».

LA FOTOGRAFIA DEL SETTORE NEL 2016

Stime preliminari sui flussi netti per area geografica, 2012-2016 in mld di euro. (Fonte: McKinsev)

LA FOTOGRAFIA DEL SETTORE NEL 2016

Come spiega l’esperta, la conseguenza inevitabile della forza della distribuzione da un lato e dell’accentuarsi della competizione dall’altro è una generalizzata pressione sui margini di ricavo dei gestori – tanto più marcata in un contesto fortemente integrato come quello italiano, dove i gestori hanno limitate opzioni strategiche. Molti operatori stanno puntando al mondo del risparmio per rilanciarsi in ottica industriale, ritenendolo un settore con ancora ampi margini di crescita. In questo senso, un modello integrato produzione-distribuzione può garantire la massimizzazione dei profitti. «Per il 2017 nonostante il calo dei profitti registrato nel 2016 - spiega ancora Catania - il quadro in Italia resta positivo. Nei primi quattro mesi del 2017 la raccolta netta di fondi e gestioni patrimoniali, pari a 37 miliardi di euro, supera quella dello stesso periodo del 2016 (pari a 30 miliardi). I Pir stanno contribuendo in misura significativa a questo risultato positivo, Sul fronte Mifid2 c’è ancora incertezza sulle modalità con cui la direttiva verrà recepita. Anche su uno degli aspetti più discussi, la trasparenza al cliente finale del “full cost” dei prodotti di investimento, non c’è ancora chiarezza».

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