SIDERURGIA

Assetto Ilva, al vaglio del Mise l’ipotesi di una quota Cdp

di Matteo Meneghello

(Gaetano Lo Porto / AGF)

3' di lettura

I sindacati sono pronti a tornare il tavolo di trattativa per Ilva, ma «senza condizioni prestabilite e vincolanti», pronti a un confronto che parta dal «superamento integrale dei contenuti indicati nella comunicazione dello scorso 6 ottobre». Mentre proseguono le prove di dialogo tra ministero dello Sviluppo economico e sindacati in vista del tavolo del 31 ottobre prossimo, si registrano rumors anche sul versante societario: a quanto segnala l’agenzia di stampa Adn Kronos, il Mise starebbe valutando la fattibilità di un prossimo ingresso nell’azionariato di Am Investco (la cordata vincente formata da Arcelor Mittal, con l’85%, e Marcegaglia, con il restante delle quote) di Cdp (Cassa depositi e prestiti).

Tornando al fronte sindacale, Fim, Fiom e Uilm, in una nota unitaria rispondono alla convocazione del tavolo per il futuro del gruppo siderurgico in amministrazione straordinaria, i cui asset stanno per essere ceduti ad Am Investco Italy.

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«Dopo il rinvio dell’incontro del 9 ottobre deciso dal ministro Carlo Calenda - si legge nella nota sindacale unitaria - abbiamo ricevuto nella tarda serata di ieri la comunicazione, da parte dei commissari straordinari di Ilva e dei rappresentanti di Am InvestCo Italy, con cui si invitano le organizzazioni sindacali a partecipare ad un nuovo incontro al Mise». I sindacati annunciano che «si presenteranno al tavolo superando integralmente i contenuti indicati nella comunicazione ex art. 47 del 6 ottobre e riconfermando l’inaccettabilità degli esuberi dichiarati e delle penalizzazioni delle condizioni economiche e normative, livelli retributivi, inquadramento e di anzianità».

Per Fim, Fiom e Uilm «occorre ristabilire le condizioni iniziali del confronto senza condizioni prestabilite e vincolanti». Secondo i rappresentanti dei lavoratori «il negoziato si può avviare solo a partire da un serio confronto sul piano industriale ed ambientale e con approfondimenti su investimenti, volumi produttivi ed organizzazione del lavoro anche in rapporto all’indotto».

I sindacati sottolineano che il Governo ha deciso di rinviare l’incontro del 9 ottobre, ravvisando «una mancanza del rispetto sostanziale degli impegni da parte dell’azienda». Per questo motivo, nel giudizio dei rappresentanti dei lavoratori, il Mise deve ora «favorire un negoziato urgente ma vero, facendo chiarezza anche sul ruolo dei commissari straordinari, che hanno condiviso con Am Investco Italy i contenuti della comunicazione dell’art. 47, inaccettabili e ingiustificabili». Secondo alcune fonti vicine alla trattativa, i sindacati e i rappresentanti del Mise potrebbero incontrarsi prima del 31, in un vertice separato in preparazione del tavolo con Am Investco Italy.

Il 30 ottobre le segreterie e le rsu di Fim, Fiom e Uilm di Taranto si riuniranno in consiglio di fabbrica il 30 ottobre «per decidere e pianificare - si legge in un’altra nota - le ulteriori azioni di lotta, non escludendo la possibilità di una manifestazione dei lavoratori tarantini a Roma, per chiedere il rispetto di quelle garanzie annunciate dal governo per salvaguardare ambiente, salute e occupazione». I sindacati territoriali ribadiscono «la posizione unitaria assunta
il 9 ottobre, quando ci siamo dichiarati contrari alle condizioni di apertura della procedura. Rispetto a quanto ci veniva prospettato, non essendo ad oggi cambiato nulla nei contenuti di apertura della procedura ex art. 47, confermiamo l’irricevibilità della nuova comunicazione, in quanto non ci
sono elementi di novità nell’impostazione da parte del governo e di Mittal».

A margine del tavolo di fine ottobre, secondo indiscrezioni dell’ultima ora, Calenda incontrerà anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

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