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Assicurazioni, per i broker del mare 67 milioni di business

Uno studio inglese rileva che nella top ten di ricavi, dopo le multinazionali, sono presenti tre realtà del capoluogo ligure nel settore marittimo: Cambiaso Risso, Ital Brokers, P.L. Ferrari

di Raoul de Forcade

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Scontro tra la gasiera Gas Roman e la nave Springbok

Uno studio inglese rileva che nella top ten di ricavi, dopo le multinazionali, sono presenti tre realtà del capoluogo ligure nel settore marittimo: Cambiaso Risso, Ital Brokers, P.L. Ferrari


5' di lettura

Era il 1343, quando un notaio genovese rogò la prima polizza conosciuta al mondo per assicurare un carico trasportato via nave. Sette secoli dopo, Genova si conferma capitale italiana dei broker assicurativi marittimi.

Lo evidenzia uno studio appena messo a punto da Plimsoll, società inglese specializzata nelle analisi economiche, e pubblicato da Assinews. E se la polizza medievale è visibile alla mostra Un mare di rischi , allestita fino al 29 marzo a Genova, la classifica Plimsoll ( riferita al 2018) delle top 100 imprese, per ricavi, di brokeraggio assicurativo in Italia evidenzia che tra le prime 10 società leader di mercato, sette hanno sede a Milano e tre a Genova. Queste ultime trattano tutte assicurazioni marittime. Sono Cambiaso Risso, specializzata soprattutto nelle assicurazioni “corpi e macchine” (che coprono lo scafo di una nave con tutte le sue pertinenze ed accessori nonché l’apparato motore), un settore in cui è prima in Italia; P.L. Ferrari, specializzata principalmente nelle polizze P&I, ossia protection & indemnity (che coprono i danni causati a terzi, sia a bordo che all’esterno, dalla nave); Ital Brokers, che, nella divisione marine, include anche le assicurazioni per i cantieri navali e annovera tra i suoi clienti Fincantieri. I primi posti della classifica sono occupati dalle grandi multinazionali come Aon Insurance (con ricavi per 199,6 milioni di euro), Marsh (124,2 milioni), Aon Benfield (che fa anche riassicurazioni, con 62 milioni)) e Willis Italia (58,6 milioni). Ma nella top ten entrano anche le tre realtà genovesi, con il gruppo Cambiaso Risso (la divisione marine più Cr international) al settimo posto, che totalizza 24,3 milioni di ricavi, Ital Brokers al nono, con 19,9 milioni e P.L. Ferrari al decimo, con 18,7 milioni: complessivamente 63 milioni. La classifica Plimsoll, che rispecchia, con poche discrepanze, anche quelle stilate annualmente da Asefi Brokers (organismo di informazione del settore), mette in evidenza il ruolo chiave di Genova nel brokeraggio assicurativo marittimo. D’altro canto, proprio il capoluogo ligure, dove sono nate molte società di assicurazioni dedicate al marine , continua a mantenere un ruolo chiave anche dal punto di vista delle compagnie presenti, nonostante, negli ultimi 40 anni, il fenomeno delle aggregazioni abbia interessato in modo deciso il comparto.

«Nel 1980 in Italia - sottolinea Mauro Iguera, ceo di Cambiaso Risso - si contavano 24 compagnie di assicurazione corpi; oggi sono cinque, ma si trovano tutte a Genova: Generali, Siat, Axa, Cattolica e Swiss Re. Quest’ultima ha fatto di Genova il suo hub del marine nel mondo, chiudendo tutti gli altri uffici dedicati a quel comparto». Il primo mercato mondiale del settore corpi, afferma il manager, è Londra, che copre il 15-20% del totale; seguono i Paesi scandinavi, col 10% circa, e poi Italia, col 4%, Francia e Usa anche questi con circa il 4% ciascuno. Altri mercati sono Cina e Giappone, ognuno col 10% ,ma trattano sostanzialmente armamento domestico. Dunque, a fronte di un mercato italiano dell’assicurazione marine che, insieme alla Francia, è al terzo posto in Europa, Genova conta il 100% delle compagnie che operano nel settore in Italia. Questo accade anche perché sotto la Lanterna albergano storicamente, fuori dal comparto assicurativo, notevoli competenze legate allo shipping. Ad esempio la quasi totalità dei liquidatori di avarie marittime e un’altissima percentuale di periti navali. Senza contare il 50% degli avvocati marittimisti italiani e i broker di charter e di compravendita navale. Fra questi ultimi anche il numero uno in Italia del settore (che opera anche come agenzia marittima e nelle assicurazioni, dove nel 2018 ha avuto ricavi per 3,9 milioni), cioè Banchero Costa; nonché altre realtà come Bravo Tankers ,Burke & Novi, Nolarma.

Bancosta, nasce nel 1968 con Lorenzo Banchero, che ne è ancora al vertice coi figli, e Umberto Costa (uscito nel 1999) . Da allora ha continuato, a dispetto anche delle crisi che hanno colpito lo shipping (l’ultima è quella innescatasi nel 2008 e proseguita, a fasi alterne, negli anni successivi), a mantenere una posizione di primo piano. Oggi conta 160 dipendenti. «Negli ultimi quattro anni – spiega Francesco Fuselli, managing director dell’azienda – i cambiamenti sono stati notevoli: abbiamo visto i fondi entrare nel mondo dell’armamento italiano. Questo è successo negli ultimi quattro anni, con diverse compagnie tradizionali che hanno ristrutturato i debiti e sono state affiancate dai fondi. Questi ne hanno poi rilevato gli asset e sono diventati armatori a loro volta. I broker, da parte loro, hanno dovuto puntare sempre più sulla specializzazione» per restare sul mercato. Tornando al campo prettamente assicurativo, P.L. Ferrari (fondata nel 1959 da Pier Luigi Ferrari e Carlo Rovegno, in seguito entrambi usciti dall’azienda) è oggi competitor, nel settore P&I, di multinazionali come Aon (che nella prima metà del 2000 per un periodo ha controllato la società genovese, poi riacquistata, nel 2008, dai suoi dirigenti con un management buyout) . «Nell’arco di 60 anni – afferma Antonio Talarico, direttore generale di P.L. – l’assicurazione P&I, che copre i danni a terzi con massimali molto alti, che arrivano a miliardi di dollari per ogni sinistro, è diventata sempre più importante nel settore marine. Oggi, peraltro, è mutato notevolmente anche il mondo dell’armamento. E con la pesante crisi che ha colpito gli ramatori italiani, che erano il 40% della nostra clientela, abbiamo ritenuto di dover crescere in altre aree. Per farlo, nel 2016 abbiamo ceduto le nostre partecipazioni al gruppo Usa Lockton, mantenendo però il brand, il management e l’intero staff della P.L. Ferrari. Grazie a questa operazione, ci siamo allargati a Singapore, Hong Kong, Cina, Middle East, Usa, Centro e Sud America, dove il numero di nuovi clienti è in crescita continua. Nel 2019 abbiamo coperto 3.500 navi, con 250 milioni di dollari di premi». L’azienda è anche entrata da poco in un settore nuovo, quello dell’arte: in due anni di attività ha assicurato 60 mostre. Altra realtà sul mercato genovese è Ital Brokers. L’azienda, fondata nel 1981, ha avuto un periodo difficile intorno alla metà degli anni 2000.

«Ma ora – spiega Franco Lazzarini, presidente dell’azienda – siamo di nuovo in una fase di sviluppo commerciale. Nel 2015 c’è stato un riassetto azionario, col quale sono entrati la Logtainer di Luigi Negri e Rainbow Finance ed è rimasto il gruppo Duferco. È seguita una ricapitalizzazione da 8,5 milioni. Oggi, oltre che nel marine, operiamo in diversi settori assicurativi, tra i quali il financial risk e la cyber security. E ora, anche per dare continuità all’azienda oltre l’attuale management, siamo alla ricerca di un partner italiano o internazionale».

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