Le ricadute economiche

Assist per l’indotto abruzzese

di Celestina Dominelli


2' di lettura

C’è l’Abc General Engineering, azienda fiorentina con una lunga tradizione alle spalle, che gira il mondo mettendo a disposizione la sua expertise nella bonifica da ordigni bellici e che è intervenuta nella realizzazione della nuova stazione di Cepagatti, in provincia di Pescara. E c’è la Capriotti&C Snc, il cui quartier generale è a Tortoreto, vicino Teramo, che da vent’anni opera nel settore edile e che ha sviluppato, a partire dal 1995, un comparto specializzato nelle coperture industriali e civili, nonché nella bonifica di manufatti contenenti amianto. E ancora, la Cebat Srl, fondata nel 1961 dall’imprenditore Nello Montanari che ha una consolidata esperienza nella posa dei cavi terrestri avendo già lavorato su diversi progetti targati Terna per conto di Prysmian, al quale la Spa dell’alta tensione ha commissionato molte delle sue opere: dal Sapei, il collegamento elettrico tra la Sardegna (Fiume Santo) e la penisola (Latina)inaugurato nel 2011 all’interconnessione tra Italia e Francia (Piemonte-Savoia) che aumenterà la capacità di trasmissione di energia tra i due paesi di oltre il 60 per cento, fino all’elettrodotto con il Montenegro.

L’elenco delle aziende scese in campo per il nuovo collegamento è lungo e annovera complessivamente 40 imprese del Centro della penisola, coinvolte nel progetto di realizzazione, in particolare per le opere civili sul lato italiano. Di queste il 70% è abruzzese, come la Gamma Segnaletica di Città di Sant’Angelo, nei pressi di Pescara, che si occupa della posa in opera di tutto ciò che riguarda la segnaletica e la sicurezza stradale, mentre a un’altra azienda della regione, Aquila srl, con sede a Ortona, è stata affidata l’installazione di impianti antintrusione e di soluzioni per la sicurezza dell’opera.

Una boccata d’ossigeno, insomma, per l’Abruzzo che beneficerà anche di 263 milioni di investimenti previsti per i prossimi cinque anni dall’ultimo piano strategico di Terna. La società ha infatti programmato una serie di interventi per lo sviluppo, la manutenzione e il rinnovo delle infrastrutture elettriche del territorio con l’obiettivo di rendere più sicura ed efficiente la rete regionale attualmente caratterizzata da notevoli criticità. Tra le principali opere previste nell’arco di piano, figura la realizzazione dell’elettrodotto Foggia-Villanova da 380 kilovolt (kV) che costituirà il raddoppio della dorsale medio adriatica e che consentirà di ridurre le congestioni di rete da Sud a Nord e a livello locale.

Il piano di Terna per l’area destina poi circa 113 milioni a interventi finalizzati ad aumentare la sicurezza del sistema elettrico regionale che conta 2278 chilometri di linee in alta e altissima tensione e 23 stazioni elettriche con oltre 50 persone impegnate ogni giorno nel supporto e nella manutenzione della rete che si snoda lungo tutto il territorio. Con la società che punta a costruire, nell’arco di piano, oltre 30 chilometri di linee in cavo interrato in modo da ridurre l’impatto sull’ambiente.

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