tensioni nella maggioranza

Palazzo Chigi: ok ad assistenti civici, non avranno compiti di polizia

Secondo l'accordo raggiunto tra il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il presidente dell'Anci Antonio Decaro, 60mila volontari saranno recrutati con un bando della Protezione civile per aiutare a far rispettare le norme sul distanziamento sociale

di Nicola Barone

Detto e contraddetto. Assistenti civici: il bando della discordia

Secondo l'accordo raggiunto tra il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il presidente dell'Anci Antonio Decaro, 60mila volontari saranno recrutati con un bando della Protezione civile per aiutare a far rispettare le norme sul distanziamento sociale


3' di lettura

Si apre qualche crepa vistosa nella maggioranza sugli assistenti civici ingaggiati per accompagnare il post lockdown, figure a cui il governo pensa per supportare i Comuni nell’attività di controllo del distanziamento sociale nei parchi, nelle spiagge e nei locali ed anche per sostenere la parte più debole della popolazione. Per Matteo Renzi «sono una follia». E marcato scetticismo circola tra i Cinque Stelle, che chiedono un passo indietro sulla proposta per discutere preventivamente il tema.

L’annuncio del bando per il reclutamento
Volontari maggiorenni, purché siano disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali. Queste le caratteristiche in base alle quali saranno scelte con un bando (annunciato già in settimana) 60mila persone coordinate dalla Protezione civile che indicherà alle Regioni le disponibilità su tutto il territorio nazionale. Secondo l'accordo raggiunto tra il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il presidente dell'Anci Antonio Decaro, gli assistenti civici presteranno il loro “supporto” a titolo gratuito sino ad un massimo di tre giorni a settimana, e per non più di 16 ore settimanali, sulla base delle indicazioni fornite da ciascun Comune nel quale operano. Saranno “coperti” dall'Inail in caso di infortuni e avranno una polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi in caso di eventi che lo richiedano.

M5S e Italia Viva chiedono un ripensamento
«La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila #assistenticivici non mi convince. E non convince il #M5S», scrive in un tweet il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi. « Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza». Uguale contrarietà nutre il leader di Italia Viva. «Un ministro ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità? Come spesso accade la penso come Matteo Orfini. Non sarebbe meglio valorizzare di più il terzo settore e il servizio civile?», taglia corto l’ex premier.

«Dai volontari non ronde ma aiuto»
Dinanzi alle polemiche dal ministero degli Affari regionali vengono meglio precisate intenzioni e modalità del progetto. «Quando si parla di assistenti civici parliamo di volontariato. Stiamo parlando di 16 ore settimanali che ciascuno può regalare al proprio Comune per aiutare gli anziani, portare spesa e medicine, aiutare nell'organizzazione del distanziamento sociale, come ad esempio fuori dalle chiese o fuori dai parchi per contingentare gli ingressi. Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz. In caso di assembramenti non potranno chiedere i documenti ma solo segnalare a vigili e forze dell'ordine».

Viminale: noi non informati
Sulla questione alcune puntualizzazioni giungono dal Viminale. «Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell'Interno, per l'istituzione della figura degli assistenti civici in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio».

Palazzo Chigi: attività assistenti civici diversa da polizia
In serata il chiarimento di palazzo Chigi al termine di una riunione con il premier Conte e i ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo sul dossier “assistenti civici”. L'iniziativa della sorveglianza volontaria «si inserisce nell'alveo di quelle già assunte dalla Protezione civile, che hanno portato a dislocare oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, nelle Rsa e nelle carceri. Questi soggetti volontari non saranno “incaricati di pubblico servizio” e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia» spiegano fonti di governo.

Per approfondire:
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