Le richieste della FILIERA 

Assobirra al governo: «Credito d’imposta per la birra alla spina e riduzione delle accise»

Con la nuova stretta sull’ apertura dei locali la filiera italiana della birra è messa in seria difficoltà. Un settore finora in crescita a doppia cifra (+35% negli ultimi 10 anni) che ora chiede misure per sopravvivere

di Maurizio Maestrelli

Assobirra, la richieste al Governo per rilanciare il settore

Con la nuova stretta sull’ apertura dei locali la filiera italiana della birra è messa in seria difficoltà. Un settore finora in crescita a doppia cifra (+35% negli ultimi 10 anni) che ora chiede misure per sopravvivere


3' di lettura

Negli ultimi dieci anni la birra italiana stava andando a gonfie vele. La produzione salita del 35%, il consumo del 24% e l'export decollato in verticale (+98%) rivelavano un comparto in salute, capace di mettere a segno risultati anche più positivi di quelli, già buoni, del settore agroalimentare. Anche il 2019 aveva confermato questo trend. Poi è arrivato il Covid-19, la stretta sui pubblici esercizi, il lockdown, un'estate traballante e la seconda ondata autunnale con il recente provvedimento governativo che impone chiusure alle 18 per ristoranti, pizzerie, pub e locali pubblici. In pratica per quell'Horeca che da sempre rappresenta un canale fondamentale per chi la birra la produce, fondamentale per le grandi aziende, vitale per i piccoli produttori che non riescono a raggiungere la grande distribuzione.

Alleggerimento delle accise e credito d’imposta per la birra alla spina

«Con la chiusura alle 18», ha spiegato in una conferenza stampa a distanza il presidente di Assobirra, Michele Cason, «vengono meno tutte quelle occasioni di convivialità e socialità nelle quali la birra gioca un ruolo importante. È necessario salvaguardare il bisogno di aggregazione e di socializzazione degli italiani e servono misure concrete altrimenti l'impatto sulla filiera sarà rilevante, per non dire drammatico».Sono decine di migliaia le aziende che dipendono in tutto o per buona parte dalla birra. Chi la produce ovviamente, ma anche tutti quei distributori del mondo beverage per i quali la birra spesso rappresenta il 40% circa del loro fatturato e infine, altrettanto ovviamente, pub e pizzerie. «Parliamo di 50mila imprese e 350mila posti di lavoro che sono a rischio» sottolinea Alfredo Pratolongo, vicepresidente di Assobirra, «è chiaro che oggi il settore necessiti di forme di supporto. Da parte nostra ci facciamo portatori di due distinte proposte, una di tipo strutturale e una di tipo congiunturale. La prima riguarda il tema delle accise, un argomento sul quale insistiamo da tempo. La birra è l'unica bevanda da pasto a sostenere queste tasse, tasse che sono salite del 30% tra il 2013 e il 2015 e tasse che appesantiscono un settore che ha grandi potenzialità da esprimere, che con quelle risorse potrebbe fare investimenti e creare più lavoro. Una graduale riduzione delle accise, andando a ritoccare al ribasso l'attuale soglia di 2,99 euro per ettolitro e per grado Plato (il grado Plato identifica la quantità di estratto, ovvero di zuccheri disciolti in un litro di mosto di birra, ndr.)». Se la partita sulle accise è un po' la “madre di tutte le battaglie” per Assobirra e richiede dei tempi medio-lunghi, l'intervento congiunturale avrebbe invece i requisiti della rapidità e di un potenziale vantaggio immediato per i pubblici esercizi che sono stati, per la seconda volta in un anno, messi sotto pressione. «Quella di inserire un credito di imposta per la birra alla spina è una delle possibili soluzioni pratiche e applicabili concretamente, che porterebbe benefici proporzionali e consentirebbe agli esercenti di migliorare i margini e far fronte così al calo drastico dei consumi», spiega Pratolongo. Assobirra non nega la necessità dei provvedimenti governativi in materia di pandemia visto la curva ascendente di queste ultime settimane, ma è preoccupata da una situazione che sta mettendo a serio rischio le piccole imprese, molte delle quali a conduzione familiare.

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«Il comparto negli ultimi anni», conclude il presidente Cason, «ha generato una ricchezza tale da diventare uno dei settori strategici della nostra economia. Questo valore non può andare disperso e, anzi, va valorizzato affinché la filiera birraria possa essere uno dei pilastri strategici su cui costruire una roadmap chiara per affrontare la crisi attuale».


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