assemblea annuale

Assolombarda, Boccia: piano infrastrutturale da 170 miliardi. Conte: insieme per vera svolta

Un minuto di silenzio in ricordo di Squinzi, Bonomi: «Ciao Giorgio, ci mancherai». L’assemblea accoglie con una standing ovation l’arrivo del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Conte: stop a Iva evita rincaro da 542 euro a famiglia

di Alessia Tripodi


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(Imagoeconomica)

4' di lettura

L’assemblea generale di Assolombarda si è aperta con un minuto di silenzio per ricordare l'ex presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, deceduto il 2 ottobre all'ospedale San Raffaele di Milano. «Ciao Giorgio, ci mancherai....grazie», ha detto il presidente di Assolombarda Carlo Bomoni aprendo i lavori. Al Teatro alla Scala di Milano la platea degli imprenditori ha accolto con una standing ovation il Capo dello Stato Sergio Mattarella , colui che secondo il sindaco di Milano Beppe Sala è stato «un’ancora di salvezza per il mondo imprenditoriale« milanese e lombardo. All’assemblea, aperta da ha partecipato anche il premier Giuseppe Conte, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

«Per l’abbattimento del cuneo fiscale servono 13-14 miliardi», ha detto il presidente Assolombarda Bonomi, secondo il quale non sono sufficienti i «pochi miliardi» previsti dalla Nadef varata dal governo. Invece di «chiedere più deficit che fa incrementare il debito pubblico», ha detto il numero uno di Confindustria Boccia, «l’Italia deve proporre agli altri Paesi dell’Ue un grande piano di investimenti infrastrutturali da 1.000 miliardi di euro, di cui 100 per l'Italia». Il premier Conte ha parlato della «guerra dei dazi» che «cista mettendo a dura prova» e ha assicurato: ««Faremo di tutto per limitare i danni». E ha parlato dell’obiettivo di «un green new deal» per il quale nella legge di bilancio ci saranno «due nuovi fondi di investimento da almeno 50 miliardi per la rigenerazione urbana, la riconversione energetica, l'incentivo all'uso di fonti rinnovabili». «Lavoriamo fianco a fianco per imprimere una vera svolta all’Italia, le nostre porte sono aperte», ha detto poi rivolto alla platea degli imprenditori. Parole che hanno suscitato la soddisfazione di Bonomi: «Credo che il presidente del consiglio sia stato molto chiaro, da detto che le porte del Governo sono sempre aperte».

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Dopo l’inno d’Italia, il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, ha preso la parola per ricordare «Giorgio Squinzi, un grande amico, un grande imprenditore. Lo ricordiamo alla Scala dove era componente del cda. Noi non lo dimenticheremo mai. Ciao Giorgio, ci mancherai...grazie». Bonomi ha avvertito che per il taglio del cuneo fiscale «no bastano i pochi miliardi» indicati nella Nadef varata dal governo.

Boccia: piano infrastrutturale da 170 miliardi
Il grande piano infrastrutturale proposto da Confindustria «attiverebbe milioni di posti di lavoro», ha detto Boccia, e a questo «si aggiungerebbero i 70miliardi già in dotazione all'Italia per un piano da 170 miliardi di dotazione infrastrutturale che, collegando territori, include le persone e, creando lavoro, determina la coesione sociale». «Questa è la visione che l'industria italiana porta all'attenzione della politica», ha aggiunto il presidente degli industriali, secondo il quale «non ci devono essere scambi con la politica» serve «più crescita e meno debito pubblico» e «bisogna quindi ripartire dai valori fondamentali, da una chiara idea di società con persone al centro della società e imprese al centro dell'economia». Anche Boccia ha ricordato Squinzi, «un grande imprenditore con la dedizione al lavoro».

Def, Conte: aumento Iva avrebbe gravato per 542 miliardi
Nel suo intervento il premier Conte è tornato sui contenuti del Nadef che hanno permesso di sterilizzare l’aumento dell’Iva, un rincaro che «avrebbe gravato per 542 euro su ogni famiglia italiana». «Far scattare le clausole - ha avvertito il premier - sarebbe stato un enorme ostacolo alla crescita e al rilancio del Paese». Conte ha poi spiegato che le risorse liberate dal calo dello spread -pari a 18 miliardi nel tempo - saranno «reinvestite» per «l’abbattimento del cuneo fiscale» e «investimenti nelle infrastrutture».

Conte: esclusa qualsiasi patrimoniale, affrettare spesa fondi Ue
Il premier è poi tornato a rassicurare sul fatto che «questo governo esclude l'introduzione di qualsiasi patrimoniale e non intende penalizzare in diritto all'abitazione». E che, invece, «è intenzionato a sostenere il settore delle costruzioni», anche con «l’istituzione di «un tavolo permanente sull'edilizia a Palazzo Chigi». Conte ha quindi ricordato che «per il periodo 2014-2020 i fondi europei a disposizione dell’Italia sono pari a 75 miliardi> e che «l’avanzamento dei pagamenti su queste risorse è al 25%». «C’è ancora un triennio per spenderle ma ci dobbiamo affrettare», ha avvertito.

Bonomi: 2 miliardi per taglio cuneo non bastano
L'Italia «ha una nuova occasione, che fino a pochi mesi fa non esisteva, e che è stata decisa dai cittadini europei, alle urne - ha sottolineato il presidente di Assolombarda Bonomi nel suo intervento, spiegando che «ora sta alla politica italiana capire e mettere a frutto le nuove condizioni create». E parlando della manovra ha dichiarato: «Non servono pochi miliardi di abbattimento del cuneo, ne servono almeno 13 o 14, non certo i 2 miliardi e qualcosa di cui leggiamo nella Nadef».

Tra gli interventi anche quello del sindaco di Milano, Beppe Sala, che rivolto al presidente Mattarella ha detto: «Per la stabilità delle istituzioni nazionali e la positività del rapporto con l'Europa e con il mondo lei è stato un'ancora di salvezza per il mondo imprenditoriale» milanese e lombardo.

Marcegaglia: in manovra serve robusta riduzione cuneo fiscale
All’Italia serve «una manovra chiara che dia una chiara indicazione che si vuole ricominciare a investire sulla crescita. Le cose più importanti sono la riduzione del cuneo fiscale in modo robusto, la ripartenza degli investimenti in infrastrutture e un'attenzione particolare ai giovani». Lo ha dichiarato la presidente di Eni ed ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine dell’assemblea annuale di Assolombarda.

Marcegaglia ha poi ricordato l’ex presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, appena scomparso: «Giorgio è stato un imprenditore visionario - ha detto - ha preso l'azienda del padre e l'ha resa una multinazionale tra le più forti in Europa e anche nel mondo».

Def, Cottarelli: su conti pubblici direzione sbagliata
«Io mi rendo conto che in un momento in cui l’economia italiana sta ferma diventa difficile fare una azione di correzione dei conti pubblici», ma «io avrei fatto qualcosa in più. Siamo andati invece nella direzione opposta, quella di indebolire ulteriormente i conti pubblici». Così l’ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha commentato la Nadef varata dal governo Conte. «Ci muoviamo nella direzione sbagliata - avverte - non vedo il miglioramento nei conti, che aspettiamo avvenga prima o poi. Il debito pubblico ci lascia esposti a un rischio di aumento dei tassi di interessi. Finchè questo dura, questo crea incertezza e mina la crescita di lungo termine».

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