Assemblea

Assolombarda, Spada: «Ripartire non basta, riforme e investimenti per il futuro»

Per il presidente di Assolombarda Spada occorre sfruttare l’occasione del Recovery fund per cambiare l’economia

di Luca Orlando

3' di lettura

Rigenerare il Paese. Sfruttando l’occasione del recovery fund per cambiare l’economia, la politica, la pubblica amministrazione, le regole di funzionamento della giustizia.

È il perno del discorso di Alessandro Spada, numero uno di Assolombarda, maggiore territoriale di Confindustria che non a caso ha scelto di localizzare la propria assemblea nelle aree ex-Falck a nord-ovest di Milano, 1,5 milioni di metri quadri di aree industriali ormai da decenni inutilizzate che rappresentano il maggiore progetto di rigenerazione urbana in Italia, uno dei più significativi anche a livello europeo.

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Rigenerare dunque, perché ripartire non basta - scandisce Spada - ora dobbiamo cambiare.

L’assist in arrivo dai 235 miliardi del piano di ripresa e resilienza è «la più grande occasione di modernizzazione che il Paese abbia mai avuto nella sua storia repubblicana», opportunità da cogliere dando al Governo tempo e sostegno per realizzare il cammino di riforme. «Sarebbe sconsiderato - aggiunge - qualsiasi tentativo di far deragliare un Governo che grazie a Draghi gode in Europa di prestigio e autorevolezza».

Appello alla politica: rigenerarsi

L’invito alla politica è analogo, cambiare in meglio, rigenerarsi, puntando ad una politica che guardi alle prossime generazioni, non alle imminenti elezioni.

Rigenerazione che può comunque partire da una base solida, da un’industria che ha saputo reagire alla crisi contenendo le perdite, mentre nei servizi la sofferenza è stata maggiore.

Ed ecco perché su Miano occorre un rilancio, mettendo in campo nuove capacità progettuali, sfruttando le sinergie tra pubblico e privato, come avviene ad esempio proprio nell’area ex-Falck.

Il lavoro non si crea per decreto

A cambiare dovrà essere anche l’approccio al mercato del lavoro, spostando il focus dall’occupazione all’occupabilità, spostando sulle politiche attive parte delle risorse oggi utilizzate per il reddito di cittadinanza, «che va riportato alla sua funzione originaria di contrasto alla povertà».

In un quadro così difficile, aggiunge, non aiuta un mercato del lavoro ingessato per troppo tempo dal blocco dei licenziamenti. I posti di lavoro non si creano per decreto ma con lo sviluppo e la crescita delle aziende. «Sia chiaro - spiega - noi imprenditori non vogliamo il Far West ma regole intelligenti e un confronto continuo con le parti sociali».

Superare vincoli del decreto Dignità

Riforma degli ammortizzatori sociali e superamento dei vincoli introdotti dal decreto Dignità sono le traiettorie suggerite per rilanciare l’occupazione.

Nell’immediato Spada chiede al Governo di affrontare alcuni temi chiave per le imprese. Anzitutto i debiti contratti nell’emergenza, puntando all’allungamento dei tempi di rimborso e all’adozione di strumenti di defiscalizzazione dell’economia reale.

Per contrastare l’emergenza materie prime si chiede di supportare le azioni a livello Ue mentre il gap tra domanda e offerta di lavoro, altro nodo critico per il sistema, si può affrontare solo investendo nella collaborazione tra imprese e mondo della formazione.

La riforma del Fisco

Più in generale, la richiesta chiave è quella di riformare il Fisco, puntando a regole semplici, chiare e stabili nel tempo. Che abbiano per architrave l’eliminazione definitiva dell’Irap e la revisione completa della tassazione del reddito d’impresa, inserendo meccanismi premiali per quanti decidono di reinvestire gli utili.

Ripensamento globale che dovrà porsi tra gli obiettivi chiave la lotta all’evasione, «obiettivo da perseguiire senza indugio - spiega Spada - per vedere alleggerita la pressione sui contribuenti onesti».

Formazione, digitalizzazione, infrastrutture

Rigenerare dunque. Riformando la Giustizia, la Pubblica amministrazione e investendo pesantemente lungo tre direttrici: formazione (rendendo ad esempio strutturale il credito d’imposta in formazione per gli investimenti 4.0), digitalizzazione, infrastrutture.

Infrastrutture che ancora una volta rappresentano l’elemento chiave dello sviluppo, cruciali proprio qui - spiega Spada - dove le Acciaierie Falck potevano contare sulla prossimità della linea ferroviaria per il San Gottardo, progetto avviato nel 1872.

Se il Pnrr offre delle opportunità - conclude Spada - è dovere delle classi dirigenti coglierle.

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