innovazione e competenze

Asstel: «Competenze necessarie per generare 'capitale innovativo', usare al meglio risorse del Next generation EU»

L'intervento della direttrice Laura Di Raimondo su DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) sulloskill mismatch e la necessità di nuove risorse

di Laura Di Raimondo*

Laura Di Raimondo, direttrice Asstel

3' di lettura

Questa crisi prima o poi passerà. Ciò che verrà dopo, "il new normal", dipenderà da noi. Sappiamo che gli elementi imprescindibili per operare in un contesto complesso, mutevole e iper-veloce sono le competenze, ossia, le uniche forze in grado di generare "capitale innovativo", oggi più che mai necessario per reagire a situazioni estreme e inedite come questa. Ci stiamo avviando verso una stagione in cui scopriremo nuovi spazi, perché grazie alle tecnologie digitali che abilitano lo smart working e alla didattica a distanza, vivremo sempre più uno spostamento dei nostri confini fisici e soprattutto mentali.

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Formare studenti e persone già presenti nel mercato del lavoro

Ciò determina la necessità di un ripensamento sia del contesto lavorativo e della sua organizzazione, sia del ruolo del lavoratore. Pertanto, tra gli obiettivi primari si annovera il bisogno di investimenti nelle persone e nelle loro competenze. Ciò richiede un'attenzione sempre maggiore alla formazione sia degli studenti, sia delle persone già presenti nel mercato del lavoro, mettendo in campo azioni volte a superare lo skill mismatch. È in atto un'evoluzione del modo di pensare alla formazione e al lavoro che dovrà favorire da un lato la nascita di partnership didattiche con gli istituti tecnici superiori, con le università e i politecnici, sostenendo l'aggiornamento dei contenuti degli insegnamenti e l'orientamento occupazionale degli studenti e dall'altro, la promozione di percorsi di formazione continua per promuovere occupabilità, ricambio generazionale e active aging. Si pensi che secondo le previsioni della Oxford Martin School, il 60% di coloro che accedono oggi al mondo del lavoro, entro il 2025 ricopriranno una mansione che ancora non esiste.

26 nuovi profili professionali nel nuovo contratto collettivo

In questa direzione si è mossa l'azione della filiera tlc e di Asstel, concretizzata nell'inserimento all'interno del Ccnl tlc rinnovato da poco, di ben 26 nuovi profili professionali legati alle innovazioni digitali, superando le figure non più presenti nel settore. Una rivisitazione del sistema di classificazione del personale legato ai processi di trasformazione digitale e che conferma l'impegno della filiera delle telecomunicazioni a lavorare avendo come obiettivo una prospettiva di medio lungo periodo. A questo si affianca la spinta verso un modello "espansivo" degli ammortizzatori sociali che coniughi le politiche attive del lavoro con gli strumenti di sostegno del reddito, per questo abbiamo infatti sostenuto e accolto con favore l'introduzione del "Contratto di espansione" nel 2019 e, da ultimo, il suo rifinanziamento previsto dalla legge di bilancio 2021; così come innovativa è stata la previsione del fondo di solidarietà di settore, all'interno del Ccnl tlc, che persegue l'obiettivo, con maggiore flessibilità e in una logica "tailor made", di accompagnare la trasformazione digitale e la riorganizzazione delle imprese della filiera, puntando a sostenere gli investimenti che, partendo dalla formazione in chiave sia di reskilling che di upskilling, favoriscano una nuova organizzazione del lavoro al passo con i tempi e con le sfide che abbiamo davanti. Ritengo che la combinazione coerente e simultanea dell'insieme degli strumenti illustrati, a favore della nuova occupazione e dell'occupazione esistente, possa condurre a un reale cambiamento a beneficio della competitività delle imprese e dello sviluppo del capitale umano, preservando l'occupabilità delle persone.

Rete in fibra: ci sono le competenze per realizzarla?

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Impiegare al meglio le risorse del Next Generation EU

In questo scenario il Next Generation EU, costituisce un segnale di grande valore, aprendo le porte a una stagione nuova dell'Europa. Sarà fondamentale che le ingenti risorse previste dal piano vengano impiegate al meglio e con intelligenza, consentendoci di passare dalla fase dell'emergenza a quella della progettualità e, infine, della realizzazione. Per questo diventa decisivo impiegarle per superare le diseguaglianze presenti sul territorio: dal divario materiale e immateriale, al divario occupazionale e sociale. Ben vengano le risorse stanziate per l'innovazione e la digitalizzazione, temi che oggi finalmente occupano una straordinaria centralità nel dibattito pubblico.

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