riordino necessario

Assunzioni, tra i bonus per i giovani troppe sovrapposizioni

Una su tutte: lo sgravio per assumere laureati «110 e lode» e dottori di ricerca rischia di duplicare il bonus per under 35

di E.D.F.

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Una su tutte: lo sgravio per assumere laureati «110 e lode» e dottori di ricerca rischia di duplicare il bonus per under 35


2' di lettura

È necessaria una revisione degli incentivi per l’assunzione dei giovani lavoratori perché in diversi casi i destinatari sono sovrapposti, rischiando di vanificare le iniziative. Emerge questo se si analizza il grafico in pagina che riepiloga i benefici contributivi messi in campo per il 2020.

Due bonus per la stessa platea
La prima criticità è proprio nello sgravio contributivo per le assunzioni di laureati «110 e lode» e dottori di ricerca che nell’ultima legge di Bilancio è stato esteso al 2020. È ragionevole pensare, però, che il lavoratore destinatario di questa agevolazione contributiva abbia un’età sotto 35 anni e che non abbia ancora avuto un’esperienza lavorativa stabile. Per questo motivo lo sgravio potrebbe sovrapporsi diverse volte con l’altro bonus previsto per giovani assunti per la prima volta a tempo indeterminato con un’età inferiore a 35 anni.

Nel primo caso, è previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, per un periodo massimo di 12 mesi dalla data di assunzione, nel limite di 8mila euro per ogni assunzione effettuata.

Nel secondo caso, l’incentivo ha una durata massima di 36 mesi ed è pari al 50% della contribuzione a carico del datore di lavoro, nel limite di 3mila euro su base annua.

Quindi i due benefici sono sostanzialmente equivalenti nella misura massima, ma distribuiti su periodi differenti. È evidente che il datore di lavoro ha un interesse a beneficiare prima possibile dello sgravio e quindi a preferire il bonus laureati eccellenti rispetto agli under 35.

Il bonus voluto da Meloni
Un’analoga sovrapposizione si registra per il bonus una tantum introdotto 10 anni fa dall’allora ministro della Gioventù Giorgia Meloni (decreto 301 del 19 novembre 2010). I destinatari sono di nuovo i giovani fino a 35 anni genitori ma in questo caso padri di figli minori e privi di contratto a tempo indeterminato.

L’incentivo consiste in un importo riconosciuto in unica soluzione pari a 5mila euro per ogni assunzione con contratto a tempo indeterminato di giovani genitori iscritti alla Banca dati dei giovani genitori istituita presso l’Inps.

È evidente che lo sgravio previsto per gli under 35 dalla legge di bilancio 2020 assorbe anche la condizione di essere un padre di figlio minorenne, essendo necessario rispettare solo il requisito anagrafico e di mancanza di un contratto preesistente a tempo indeterminato.

Sarebbe interessante capire se il datore di lavoro abbia diritto o meno a riscuotere entrambi i bonus, ma anche nel caso più favorevole, questo non sembrerebbe coerente con un sistema ordinato degli incentivi per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Lo stesso rischio per l’apprendistato
A questo quadro si aggiunge il contratto di apprendistato che almeno nella fascia di età fino a 30 anni non compiuti ha un’analoga sovrapposizione.

È chiaro però che il problema dell’apprendistato non è certamente la sovrapposizione almeno parziale con altri benefici, ma semplicemente una mancanza di chiarezza sugli obblighi formativi strettamente connessi con il regime contributivo di favore.

Per approfondire:
Lavoro: donne, giovani, laureati con lode, ecco i 10 bonus per le assunzioni del 2020

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