acciaio

Ast, fermata invernale più lunga

di Matteo Meneghello

1' di lettura

Ast Terni ha comunicato un calendario di fermata programmata degli impianti per la fine anno leggermente più lunga rispetto a quella dell’anno scorso, anche a causa di uno scarico produttivo legato anche all’introduzione dei dazi da parte degli Usa. Nell’area Acciaieria, una delle due linee fermerà per due settimane, dal 22 dicembre al 7 gennaio, l’altra per una decina di giorni, dal 24 dicembre al 3 gennaio. Il laminatoio a caldo non lavorerà invece dal 23 dicembre al 3 gennaio. Le giornate saranno gestite con la cassa integrazione ordinaria.

Le cause dello stop - in base a quanto si apprende - sono state motivate con le problematiche di mercato dovute all’introduzione dei dazi sull'acciaio da parte degli Stati Uniti, dinamica che ha provocato un surplus di prodotto
proveniente dall’Asia, penalizzando i produttori europei. L’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, aveva già affrontato questo tema nei giorni scorsi, commentando i risultati dell’ultimo esercizio della controllata di ThyssenKrupp, chiuso con un utile netto di 98 milioni a fronte di una produzione di oltre un milione di tonnellate. «Le condizioni sono peggiori rispetto a quando avevamo definito il budget - aveva detto l’amministratore delegato -, ma troveremo una strada per raggiungere gli obiettivi».

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Burelli ha recentemente illustrato ai sindacati le linee guida di un piano industriale che si attende un livello di output inferiore, circa 940mila tonnellate (la media degli ultimi anni): nelle intenzioni dei vertici è un piano-ponte con un orizzonte temporale limitato a due anni, vista l’incombente operazione di spin off del gruppo tedesco, che coinvolgerà anche Ast, ora tornata strategica per ThyssenKrupp.

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