MIlano

Venduta all’asta per 12,5 milioni la collezione Tanzi: 55 opere con Picasso, Monet e Van Gogh

Aggiudicata da Pandolfini la collezione dell’ex patron della Parmalat. L’asta ordinata dal giudice andrà a copertura del fallimento dell’azienda

di Marilena Pirrelli


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LOTTO N°24 - PABLO PICASSO (Malaga 1881 – Mougins 1973) - NATURE MORTE AU CITRON, À L'ORANGE ET AU VERRE, 1944 - firmato in alto a destra

4' di lettura

Nel titolo dell’asta, Pandolfini ha scelto di non menzionare Callisto Tanzi, proprietario della Parmalat e della collezione che la casa d’asta ha battuto al Centro Svizzero di Milano. La stima tra 6 e 8 milioni di euro per i 55 «Tesori ritrovati: impressionisti e capolavori moderni da una raccolta privata», titolo dell’asta, era facile prevedere sarebbe stata abbondantemente superata per raggiungere i 10.046.500 che, con le commissioni sono diventati 12,5 milioni. Solo due gli invenduti (l’opera di Giuseppe De Nittis e quella di Marcello Dudovich) e un’opera ritirata (Nicolas de Staël) perché priva della certificazione della fondazione di riferimento dell’artista.

Lotto n°21 - Claude Monet (Paris 1840 – Giverny 1926) - «Falaise du petit Ailly à Varengeville», 1896-1897 - firmato e datato successivamente “82” in basso a sinistra olio su tela, cm 65x92 - sul retro: etichetta della mostra Monet in the ‘90s, etichetta della Philippe Daverio Gallery Ltd. di New York sul telaio - stima 800.000/1.200.000 euro aggiudicato per 1.250.000 euro (escluse le commissioni)

Il mix vincente delle stime molto basse e la grande eco mediatica hanno fatto da detonatore alla vendita ordinata in procedura esecutiva dal Giudice Onorario del Tribunale di Parma, Salvatore Di Carluccio, sulla base della perizia di stima redatta dalla casa d'aste fiorentina. Le opere del patron della fallita Parmalat e della moglie Anita furono acquistate tra il 1990 e il 2000 con i fondi dell’azienda e ora il ricavato dell’asta andrà a soddisfare i creditori.

Lotto n°6 - Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958) - «Finestra di Düsseldorf», 1912 - firmato in basso a destra - olio su tavola, cm 28,3x35 - retro: cartiglio della mostra Futurismus, cartiglio della Biennale di Venezia del 1978, cartiglio della mostra Futurballa - Opera dichiarata di interesse culturale particolarmente importante dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. - stima 70.000/100.000 euro battuto per 500.000 euro (esclusi i diritti d’asta)

Il Picasso a 1,75 milioni (più commissioni)
Il catalogo presentava dipinti e sculture realizzati dalla fine del XIX
secolo alla metà del ‘900: top lot della serata «La Natura morta» di Picasso. L’olio su tela del 1944 valutato con una base d'asta fra 800mila e 1,2 milioni di euro e con attestato di libera circolazione ha raggiunto in una gara tra la sala e i telefoni i 1.750.000 euro (oltre il 45% della stima massima) che con le commissioni sono diventati oltre 2,1 milioni. Il rilancio ultimo è stato aggiudicato ad un collezionista al telefono dal battittore, l'ad di Pandolfini, Pietro De Bernardi. In sala anche tra i tanti operatori italiani e collezionisti anche l’art dealer David Nahmad , che si è alzato ed è andato via dopo l’aggiudicazione del Picasso

Monet al secondo posto
La seconda opera più cara è stata «La Falaise du Petit Ailly a' Varegenville'» di Claude Monet, che aveva un diniego all’esportazione, battuto per poco più di un milione e mezzo di euro, commissioni incluse. L’olio su tela risalente al 1896-97 partiva da una base d'asta di 800mila-1,2 milioni di euro e quindi è stato aggiudicato entro le stime.

Lotto n°28 - Vincent Van Gogh (Zundert 1853 – Auvers-sur-Oise 1890) - «Pollard Willow», 1881-1882 - gessetto nero, acquerello e biacca su carta, cm 58x44 - stima 200.000/300.000 euro passato di mano a poco più di 800.000 euro con le commissioni

Disegno di Van Gogh al terzo posto
La terza opera più cara è stata «Pollard Willow» di Van Gogh, disegno con un soggetto di campagna risalente al 1881 considerato un tipo di opera raro sul mercato, anch’essa con un diniego all’esportazione partiva da una base di 200-300mila euro ed è stata acquistata in sala a 650mila che con le commissioni è salito a poco più 800mila euro. L’altra opera del pittore olandese, una «Natura morta», olio su tela del 1885 circa, partiva dalla stima di 280mila euro ed è stata aggiudicata per 495mila euro. All'incanto ha partecipato anche il Van Gogh Museum di Amsterdam.

Il Balla quadruplica le stime
Ha raggiunto il mezzo milione di euro un'opera di Giacomo Balla, uno dei pezzi più belli dell'asta: la «Finestra di Duesseldorf», olio su tavola realizzato dall'artista futurista nel 1912, partiva da una base di 100mila euro ed è stata aggiudicata in sala a 500mila euro (esclusi i diritti d'asta), quadruplicando le stime e conquistando il primo applauso della serata.

Il capolavoro non potrà lasciare l'Italia perché è stato dichiarato di interesse culturale dal Mibact. Altri due lotti erano vincolati per i quali sarebbe possibile la prelazione dello Stato (art. 60 Codice dei Beni culturali): «Le Poullailler» 1912 di Picabia, che dalla stima tra 150.000-250.000 €, ha raggiunto i 500.000 (commissioni escluse) acquistato al telefono e la «Donna con cane» del 1885 di Vittorio Matteo Corcos (stima 80.000-120.000 €) che, invece, si è fermato a 140.000 euro prima delle commissioni, con un acquirente in sala.

Lotto n°12 - Vittorio Matteo Corcos (Livorno 1859 – Firenze 1933) - «Donna con cane», 1885 - recante firma apocrifa “De Nittis” in basso a destra - olio su tela, cm 146x58,5 - Opera dichiarata di interesse culturale particolarmente importante dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali - stima 80.000/120.000 euro aggiudicato a 140.000 euro prima del buyer premium

Altra opera delle quattro ad avere il diniego all’esportazione era «Sestre-abends» di Vasilij Vasil'evič Kandinskij che in sala è stata battuta per 280mila euro prima delle commissioni (vicino alla stima massima di 250mila), mentre «Dunn und flecking souple» è stato scambiato entro le stime a 160mila prima delle commissioni.

Anche «Il falciatore» di Boccioni con un diniego all’esportazione si è fermato alle stime basse, aggiudicato al telefono a 150mila euro prima delle commissioni. Ha fatto meglio la «Donna che legge» sempre di Boccioni raggiungendo i 120mila euro (escluso il buyer premium) dalla stima massima di 50mila.

Ma l’opera che ha riscosso il maggior incremento rispetto alle stime è stato il bel «Autoritratto» (1960-61) di Ligabue con una ventina di telefoni collegati e molti rilanci in sala; De Bernardi è salito velocemente dalle stime tra 12-18mila euro sino a 280mila, oltre 15 volte il valore di partenza, per finire nelle mani del compratore in sala che si era già aggiudicato «Pollard Willow» di Van Gogh.

Altre due opere sono state particolarmente richieste: di Signac il bel «Samois. étude n.11» che ha triplicato la stima massima di 180.000 € per arrivare a 580mila. Era uno dei pannelli della seria dedicata alla Senna, alle sue anse, all'acqua quieta delle trasparenze in cui si riflettono gli intensi colori della natura, dipinti sul finire degli anni '90.

Gara anche per la bella opera «Musico con gallo e personaggi», una simbolica visione della città di Parigi di Chagall, stimata 120.000-180.000€ ha raggiunto velocemente i 480mila euro.

Si chiude così la lunga vicenda della collezione di Callisto Tanzi, le cui opere rintracciate all’epoca del crack Parmalat fecero tanto scalpore. Ora dopo 16 anni i lavori ritrovati nei nascondigli svizzeri e nel garage dell'imprenditore sono uscite dalla tutela giudiziaria per avere una nuova casa. Il ricavato dell’incanto andrà ai creditori di Tanzi condannato in via definitiva per aggiotaggio e bancarotta fraudolenta a 17 anni di galera per il crack da 14 miliardi di euro del gruppo Parmalat.

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