COSTRUZIONI

Astaldi rimbalza dopo il crollo e il declassamento a «default» di S&P

2' di lettura

Astaldi riesce a fare prezzo in Borsa dopo il crollo delle ultime sedute. Il titolo della società di costruzioni è stato poi subito congelato al rialzo e guadagna un 19% teorico.

Ieri il titolo della società che venerdì ha chiesto al tribunale di Roma il concordato preventivo con riserva, è rimasto a lungo congelato alle contrattazioni e ha chiuso in calo del 28,1% a 0,41 euro. Giovedì scorso quotava 1,14 euro: in tre sedute ha bruciato il 64% del suo valore.

Loading...

S&P declassa il rating a default
Martedì sera Standard & Poor's ha rivisto al ribasso il rating su Astaldi, tagliandolo al livello della categoria 'Default' dal precedente 'CCC'. «Riteniamo che la situazione attuale di Astaldi equivalga a un default - si legge nella nota - perché prevede la sospensione dei pagamenti relativi agli obblighi in sospeso. Il rating del credito dell'emittente rimarrà a “D” - continua l'agenzia - fino alla ripresa dei termini di pagamento previsti dalle emissioni di Astaldi o alla ristrutturazione degli obblighi finanziari in capo alla società». Lunedì sera Fitch ha abbassato il rating di Astaldi a 'C' da 'CCC-' e, come nel caso di S&P, la revisione è stata effettuata dopo decisione del cda di Astaldi di presentare domanda per il concordato preventivo con riserva in continuità aziendale.

Proseguono le trattative per il Terzo Ponte sul Bosforo
Nel frattempo, secondo indiscrezioni di stampa di Bloomberg, le trattative per la quota nella concessionaria del Terzo Ponte sul Bosforo stanno continuando con China Merchant Group che non ha ancora preso una decisione definitiva e Astaldi che mira a completare l`operazione entro la fine dell`anno. Inoltre, altre società cinesi e il fondo londinese Centricus Asset Management potrebbero essere interessate ad entrare nel consorzio con China Merchant Group.

Consob prolunga divieto di vendite allo scoperto
Consob intanto ha deciso di prolungare fino al 4 ottobre il divieto di vendite allo scoperto sul titolo. Lo ha deliberato l’Autorità di borsa prolungando quindi il provvedimento emesso ieri. Il divieto durerà fino al termine della seduta borsistica del 4 ottobre 2018. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli. Con ciò viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre 2012 in virtù del citato Regolamento comunitario.

Il concordato in bianco
Nella mattinata del 28 settembre l’azienda di Paolo Astaldi ha annunciato l’iter per accedere al concordato in bianco
. Se il Tribunale, come pare probabile, accetterà la domanda, Astaldi avrà 120 giorni di tempo per presentare un piano di salvataggio, mentre i creditori saranno «congelati». Tra i creditori ci sono anche i possessori di un bond da 700 milioni in scadenza nel 2020.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti