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Astaldi corre in Borsa, conti in rosso ma si avvicina il concordato

Per gli analisti numeri inferiori alle attese ma gli occhi sono puntati all'udienza del 23 giugno per il concordato. Possibile ingresso di WeBuild entro ottobre 2020

di Flavia Carletti

2' di lettura

Astaldi in rally a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati 2018 e 2019 e in attesa dell'udienza per l'omologa del concordato. La società di costruzioni ha reso noto che il consiglio di amministrazione ha approvato i bilanci al 31 dicembre 2018 e al 31 dicembre 2019. Lo scorso anno si è chiuso con ricavi in aumento del 50% a 1,5 miliardi di euro (984,4 milioni al 31 dicembre 2018).

In rosso per 72 mln di euro nel 2019

L’Ebit è stato pari a 9,7 milioni di euro (negativo per 1,3 miliardi nel 2018). la società evidenzia che gli oneri di competenza del periodo legati alla procedura di concordato, in linea con quanto previsto dalla Proposta Concordataria, sono ammontati a 30 milioni di euro circa; escludendo tali oneri non ricorrenti, l’Ebit adjusted si attesta a 40 milioni, che si traducono in un Ebit margin (adjusted) del 2,9% a conferma della ripresa della componente industriale delle attività. Il risultato netto derivante dalle attività operative cessate (discounted operation) è negativo e pari a 6,6 milioni di euro (negativo per 472,3 milioni nel 2018), quale riflesso nei conti delle azioni di efficientamento del perimetro di attività intraprese in esecuzione del Piano Concordatario. L'esercizio si è quindi chiuso con una perdita attribuibile al Gruppo di 72 milioni di euro (1,9 miliardi nel 2018). Il totale debito lordo si attesta a 3 miliardi di euro (2,6 miliardi al 31 dicembre 2018). L’esposizione finanziaria netta è negativa per 2,3 miliardi di euro (negativa per 2,1 miliardi nel 2018). Il patrimonio netto è negativo per 1,5 miliardi di euro (negativo per 1,4 miliardi nel 2018).

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Effetti negativi da Covid-19 riassorbibili nel periodo del Piano

Il Portafoglio Ordini 2019, si attesta a circa 8 miliardi di euro a livello di Gruppo (9,2 miliardi al 31 dicembre 2018), di cui 6,6 miliardi per attività di Costruzione e 1,3 miliardi per attività O&M. Per quanto riguarda il 2020, la società spiega che "per quanto attiene agli impatti derivanti dall’attuale emergenza sanitaria Covid–19, in base alle informazioni a oggi disponibili, si conferma il sostanziale allineamento nell’arco del piano delle proiezioni economico-finanziarie e commerciali già formulate, presumendo che eventuali effetti negativi sul 2020 potranno essere tutti presumibilmente riassorbiti nell’arco di Piano".

Per Equita numeri inferiori alle attese

Inoltre, Astaldi indica che l'udienza per omologa del concordato è stata fissata il 23 giugno e "sarà un passaggio fondamentale nell’iter per il ritorno in bonis della società". Gli analisti di Equita rilevano che l'Ebit adjusted del 2019 è "inferiore alle attese principalmente per effetto del minor fatturato mentre la marginalità è risultata essere solo leggermente inferiore alle attese. I risultati operativi sono inferiori rispetto alle attese del piano concordatario che per il 2019 anticipava un fatturato di 1,777 miliardi e un Ebit di 70 milioni". In questo quadro, aggiungono che "il debito netto cresce nell'anno di 240 milioni principalmente per effetto delle escussioni relative al ridimensionamento del perimetro di attività previsto dal Piano Concordatario. Al netto di tale effetto, l'attività operativa non registra assorbimento di cassa nel periodo", ricordando "che a completamento del processo di ristrutturazione la società sarà sostanzialmente debt-free". Considerando che l'udienza per il piano di omologa è fissato al 23 giugno, gli esperti della sim milanese considerano "ragionevole" che "l'ingresso di Webuild in Astaldi possa avvenire entro ottobre 2020".

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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