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Aste, il design del XX secolo trascina il modernariato

di Stefano Cosenz

PIASA di Gio Ponti. Un commode a muro del 1950 in mogano e ottone stimato 25-35mila euro

5' di lettura

Il design del XX secolo conferma il suo successo in ambito internazionale, in particolare gli artisti italiani del Novecento, trascinando con sé il modernariato, considerato il fratello minore del design. Mentre Gio Ponti rimane una costante della maggior parte delle vendite, a Parigi nella prossima vendita di opere italiane spiccano le creazioni di un gruppo storico, il B.B.P.R. che è stato non solo il pioniere del design del dopoguerra, ma ha combattuto per la libertà di espressione artistica nei tempi del fascismo. Intanto a Torino la Casa d'aste Sant'Agostino organizzerà ad ottobre a prima vendita al mondo (proprio nel settore del design) in cui saranno accettate le cripto valute.

“Gli arredi del Novecento sono ben più di una moda”. Grande successo per Il Ponte Casa d'aste di Milano per il primo incanto della stagione nella sede di Via Pitteri di decorazione d'interni, arte moderna e modernariato che programmata dal 24 al 26 settembre si è prolungata fino al 6 ottobre grazie all'ingente numero di lotti in vendita, totalizzando 637.848 euro e il 75,08% di lotti venduti. “La tornata di modernariato - ha dichiarato Stefano Poli, esperto nel settore, - è sempre un appuntamento molto atteso dal pubblico e dagli appassionati, con un venduto pari al 70% e incrementi importanti rispetto alle basi d'asta. La vendita ha confermato come gli arredi del Novecento siano ben più di una moda, ma una vera e propria tendenza del mercato. Queste due tornate hanno registrato un risultato positivo e stabile rispetto al recente semestre e il modernariato, considerato il fratello minore del design, ha riscosso grande apprezzamento con un sempre maggior numero di acquirenti”. Tra i top lot si segnalano una coppia di armadi anni '40 (160 x 174 x 58 cm) in legno di rovere massello a due ante rivestite con tessuto a decoro floreale che da una stima di 200-400 euro sono volati a 2.295 euro, una poltrona Frau modello 904 Vanity Fair del 2003 (esemplare numerato 48/1.000 imbottito in pelle arancione) aggiudicata a 1.283 euro (stima 450-550 euro) e una toilette tonda rivestita in pelle con poltrona Frau a scomparsa e piano apribile celante specchio aggiudicata per 1.350 euro contro una stima di 200-220. “Sono risultati - conclude Poli - che si raggiungono rivolgendosi a un pubblico variegato che non vuole solo il pezzo unico da collezione o di grande manifattura, ma cerca piuttosto il sapore di un'epoca e di un passato recente per farne comunque un'icona”. Positivi pure i risultati nella tornata di arti decorative e in alcuni casi inaspettati per quanto riguarda gli arredi antichi, confermando così quel rinnovato interesse per una tipologia di beni rimasti fin troppo a lungo in una fase di recessione e poi di stallo del mercato, è il parere di Flavio Eusebio, esperto del settore. Lo confermano i realizzi che per alcuni lotti hanno moltiplicato di molto il valore iniziale, come nel caso di un canterano lombardo del XVII secolo stimato 1.800-2mila euro e aggiudicato per 6.348 euro.

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Design e modernariato

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Le criptovalute entrano nel mondo delle aste. Per la prima volta al mondo le criptovalute entrano nelle mondo delle aste, lo fa Sant'Agostino Casa d'aste di Torino nella prossima vendita di design del 23-24 ottobre: più precisamente saranno accettate Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) e Litecoin (LTC), (le cripto valute sono diventate un potente strumento finanziario il cui sviluppo ha permesso negli ultimi cinque anni la creazione di un nuovo ecosistema nel settore ICT finanziario e notarile). Nell'asta saranno esitati oltre 600 lotti tra mobili e oggetti di produzione italiana e internazionale, di rara reperibilità: tra i top lot la libreria LB7 di Franco Albini prod. Poggi del 1957, con montanti in legno massiccio fissati a pressione tra pavimento e soffitto (270 x 320 x 35 cm), con base 8mila euro e stima 12-16mila e un tavolino Leda, prod. Ediciones de Diseno del 1935 su disegno di Salvador Dalì (185 x 45 x 4 cm) con base 6mila euro e stima 9-12mila. Di Gio Ponti sono presenti una coppia di poltroncine mod.646 in legno di frassino, imbottitura rivestita in tessuto, prod. Cassina anni '50, con base 2mila euro e stima 3-4mila.

Il Gruppo B.B.P.R. pioniere del design in Italia. L'asta Piasa a Parigi Il 26 ottobre sarà dedicata al Design italiano, in particolare a opere di grande gusto ed eleganza creati da artisti del Nord d'Italia, cuore nevralgico del settore nella seconda metà del XX secolo. L'asta è formata da un mix tra diverse collezioni europee, in particolare dall'Italia, Francia, UK e Belgio in cui Piasa ha effettuato un'attenta selezione. Di assoluto prestigio due oggetti di arredo del celebre gruppo di architetti che nel 1932 fondarono il B.B.P.R., ovvero Gianluigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers che inizialmente seguirono i temi del razionalismo italiano degli anni '30 e si distinsero in particolare per la colonia elioterapica di Legnano nel 1938, ove realizzarono anche unità abitative popolari, ovvero il quartiere operaio Le Grazie. Si distinsero pure per vari piani urbanistici, soprattutto per il piano regolatore della Val d'Aosta. Combatterono per la libertà di espressione e per il trionfo dell'architettura moderna all'interno del fascismo, abbracciarono infine i valori della Resistenza all'introduzione delle leggi razziali del 1938 che colpirono Banfi morto nel 1945 nel campo di sterminio di Gusennel, nel quale Belgiojoso, anche lui deportato, riuscì fortunatamente a sopravvivere. Il gruppo fu attivo anche nel campo del design creando la prima linea di arredi di ufficio per Arflex , i mobili per ufficio “spazio” per Olivetti e le maniglie “Emma” per Olivari . Il Gruppo allestì nel 1951 la IX Triennale di Milano e la mostra “la forma dell'utile” da cui si fa partire l'industrial design in Italia. Rogers fu direttore di Domus e poi a cavallo tra gli anni '50 e '60 di Casabella. Del B.B.P.R. vengono proposti da Piasa una biblioteca murale in legno e metallo del 1950, 233 x 295 x 30 cm, stimata 40-60mila euro e una coppia di poltrone in tessuto, legno e ottone del 1958, edizione Arflex, stimata 30-40mila euro. Non poteva mancare in questa selezione Gio Ponti con un commode a muro del 1950 in mogano e ottone stimato 25-35mila euro. Tra i top lot, anche un tavolo in ottone nichelato e vetro di Pietro Chiesa alto 77 cm del 1934, edizione Fontana Arte (stima 70-90mila euro) e una sospensione in alluminio laccato e ottone del 1952 di Mario Tedeschi, edizione Arredoluce stima 35-45mila euro.

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