Epoca

Aste internazionali: il mercato sceglie storia e qualità top


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3' di lettura

Affascinante, elegante e, quasi sempre, riservato a pochi fortunati che possono permettersi esborsi da centinaia di migliaia, se non milioni di euro o di dollari. Il mondo delle aste di auto d’epoca appare molto lontano dal collezionista “normale”. Ma negli ultimi anni, in effetti, qualche cambiamento importante c’è stato.

Accanto ai grandi appuntamenti gestiti dai protagonisti del settore, come Arcturial, Bonhams e RM Sotheby’s, si stanno infatti diffondendo appuntamenti che non possono essere definiti “minori”, perché si finirebbe per sminuirne il valore crescente. Ci sono, per esempio, le prime aste dedicate alle Youngtimer (di loro abbiamo parlato nell’articolo che apre questa pagina): appuntamenti che riscuotono un crescente interesse e che vedono un numero sempre maggiore di partecipanti e compratori.

Ma per ora, è giusto ammetterlo, il dominio incontrastato resta quello dei grandissimi appuntamenti, dove si trovano pezzi da museo contesi dai maggiori collezionisti di tutto il mondo.

Anche qui, negli ultimi anni, il mercato è cambiato con l’ingresso di nuovi compratori provenienti da Cina, Sud America, Russia e Paesi Arabi. Montagne di denaro hanno alimentato una richiesta crescente e un incremento dei prezzi che ha fatto temere lo scoppio di una bolla speculativa.

Per fortuna, dopo il picco massimio di un paio di anni fa, il mercato ha ritracciato senza però crollare, passando a una fase più matura fatta di prezzi stabili. Alla crescita economica e numerica si è affiancata la presenza di compratori più responsabili, veri appassionati del settore, capaci di guardare al di là del semplice numero di zeri del prezzo finale battuto in asta.

Così sono diventate sempre più ricercate le auto con una storia certa e ben documentata, con restauri effettuati nel pieno rispetto della caratteristiche costruttive originali. Addirittura al momento della vendita sono stati premati modelli riportati a nuovo da specialisti la cui fama è riconosciuta senza zone d’ombra, a testimonianza che ormai per il top del mercato non conta solo che il restauro sia stato fatto bene, ma da chi è stato fatto.

Si può pertanto parlare di una crescita anche culturale del mondo del collezionismo delle auto d’epoca, che hanno superato la difficile fase del «bene rifugio» con meno scossoni rispetto a quanto fosse possibile immaginare e temere.

Una testimonianza importante, a questo proposito, è arrivato dalle grandi aste californiane della scorsa estate, in particolare quelle di Gooding a Pebble Beach e di RM Sotheby's a Monterey.

Dopo anni di corse pazze a prezzi impossibili, di singoli modelli che schizzavano alle stelle (spesso poi ritracciando, e di molto, rispetto ai massimi) i due appuntamenti americani hanno certificato la raggiunta maturità del settore.

Le punte multimilionarie, come quella della Ferrari 275 GTB/C battuta da Gooding per 14.520.000 dollari, o della Porsche 917 K di Joseph Siffert che ha raggiunto i 14.080.000 dollari, sono insieme a pochi altri casi eccezioni che non fanno più la regola. I prezzi sempre più spesso dimostrano di avere un senso e di trovare una giustificazione nelle motivazioni che abbiamo descritto in precedenza.

Quando si parla di stabilizzazione del mercato e di calo ragionevole è bene rifarsi alla media dei risultati registrati nel corso del 2017, che hanno visto il numero di automobili aggiudicate aumentare di circa il 5%, a fronte di un calo medio dei prezzi intorno al 15 per cento. Nulla di drammatico. E anche se non sono al moneto disponibili i risultati definitivi con le medie del 2018, è facile pronosticare una tenuta dei prezzi a fronte di un ulteriore incremento delle aggiudicazioni.

Detto questo, per il collezionista normale è bene limitarsi ai canali di vendita descitti nell’articolo qui a sinistra, lasciando le grandi aste ai grandi collezionisti.

Se poi qualcuno fosse mosso dalla curiosità per un’asta dedicate alle Youngtimer, quello potrebbe un modo intelligente per avvicinarsi al sacro fuoco del collezionismo senza scottarsi al primo approccio.

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