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Aste di orologi, la prima metà dell’anno è da record

I primi sei mesi del 2019 hanno segnato nuovi record per le aste del settore: per Sotheby’s vendite a +54%, 31 milioni di euro per Phillips + Bacs & Russo. Molti ancora gli appuntamenti in calendario entro la fine dell’anno

di Paco Guarnaccia


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3' di lettura

L’orologeria all’incanto continua a crescere, assumendo un ruolo sempre più importante tra gli asset delle case d’aste. A cominciare da Sotheby’s, che al 2019 ha realizzato con le lancette quasi 59 milioni di dollari (53 milioni di euro), segnando un +54% rispetto allo stesso periodo del 2018. Nello specifico i lotti venduti finora sono stati più di 1.400, il 40% dei quali ha superato la stima massima iniziale: 12 modelli hanno toccato i 450mila euro, 108, invece, i 90mila euro. Da registrare anche la forte crescita delle aste online (+85 %) con una percentuale di vendita finale del 53%: solo la sessione “Omega Speedmaster: To the Moon and Back, Celebrating 50 years since Apollo 11” ha raggiunto il milione di euro.

«Siamo soddisfatti di essere i leader di questo settore, in un momento in cui questo mercato è fiorente. Il nostro team ha lavorato intensamente nel cercare pezzi eccezionali per le nostre aste - ha commentato Sam Hines, Global Head di Sotheby’s Watches. - Cercheremo di avere gli stessi risultati esaltanti anche nella seconda parte dell’anno».

Una performance da record, quindi, raggiunta anche grazie al deciso contributo dei 12,5 milioni di euro raccolti nelle tre sessioni che si sono svolte nel mese di luglio. In particolare, alla “Masterworks of Time: George Daniels” del 2 luglio, asta che ha celebrato il britannico George Daniels (scomparso nel 2011 a 85 anni e considerato il più importante orologiaio del XX secolo): la vendita di un pezzo unico, il modello da tasca ultracomplicato Space Traveller, ha fruttato 4,1 milioni di euro, il risultato più alto nella storia delle aste relativo ai segnatempo realizzati da orologiai indipendenti. Almeno finora. Sotheby’s, infatti, ha in calendario altre sette sessioni a partire dal 30 agosto fino a fine anno: quattro sul web (dal 30 agosto al 9 settembre; dal 12 settembre al 19; da 12 al 28 novembre) e tre fisiche (il 24 settembre a Londra, l’8 ottobre a Hong Kong e l’11 settembre a Ginevra).

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Un’altra casa d’aste che con i record ha una certa familiarità è Phillips in association with Bacs & Russo, che ha consegnato alla storia il 27 ottobre 2017 a New York la vendita a quasi 16 milioni di euro del mitico Rolex Daytona appartenuto a Paul Newman (la cifra più elevata di sempre per un segnatempo all’asta) e alle sue ultime sessioni ha segnato oltre 31,5 milioni di euro (23 milioni con la “The Geneva Watch Auction: NINE” del 15 maggio a Ginevra e 8,5 milioni con la “Phillips & Blackbird: SPORTS Thematic Evening Sale” del 27 maggio a Hong Kong).

Marlon Brando sul set di “Apocalypse Now” (credit: Mary Ellen Mark)

Il 10 dicembre a New York, nell’ambito dell’asta “Game Changers”, metterà all’incanto un altro orologio indossato da un mito del cinema: Marlon Brando. Si tratta del Rolex GMT-Master, al polso di Brando nel film “Apocalypse Now” e appartenuto all’attore fino al 1995, anno in cui lo donò alla figlia Petra. Tornando alle aste online, invece, dal 1 agosto fino al 4 settembre sarà all’incanto su www.charitystars.com/foundation/laureus-italia-onlus un Portugieser unico in platino di Iwc: il ricavato andrà alla Fondazione Laureus, impegnata nell’aiutare bambini in difficoltà nell’ambito della Laureus F1 Charity Night che si terrà a Milano giovedì 5 settembre e di cui il brand svizzero (nel bouquet delle maison del gruppo Richemont) è da cinque anni official partner.

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