Sotto il martello

Aste, primo Novecento italiano e Scuola Romana da rivalutare

Chi sono gli italiani sui quali si concentra la domanda e quali quelli con potenziale di crescita in vista negli incanti di arte moderna e contemporanea

di Silvia Anna Barrilà

Fontana,Concetto spaziale, 1953, stima 250-300.000 € (Courtesy sotheby's)

6' di lettura

Sono meno di una decina gli artisti italiani le cui opere sono state incluse nelle prestigiose aste d'arte del XX e XXI secolo appena concluse a New York (dall'11 al 14 maggio). La settimana, che ha fruttato 691 milioni di dollari a Christie's e 597 milioni a Sotheby's, ha dimostrato una certa vivacità del mercato dopo l'affondo della pandemia.
Ma l'arte italiana? All'asta a New York c'erano i grandi come Modigliani, Fontana, Boetti, ma anche Severini, Campigli, Manzù e Gnoli, tutti con opere vendute entro le stime. Marino Marini era presente con due opere, di cui un «Cavaliere» stimato 2-3 milioni di dollari è andato invenduto da Sotheby's. Unico contemporaneo, Rudolf Stingel, in asta con due opere: «Untitled (Malaparte III)» del 2017, stimata 250-350mila dollari, ha raggiunto i 737.500 dollari da Christie's, mentre l'autoritratto «Untitled (Bolego)», stimato 1,8-2,5 milioni, è arrivato a 3.771.000 dollari: le due aggiudicazioni hanno invertito un trend negativo per l'artista che ha interessato tutto il 2020. Acquistato direttamente dall'artista nel 2007, anno dell'esecuzione dell'opera, l'autoritratto era entrato in una prestigiosa collezione da cui non era più uscito. Nel 2018 un altro autoritratto dell'artista (rappresenta lo stesso momento da un'altra angolazione) era stato messo all'asta con la stessa stima ed è stato venduto per 4,5 milioni di dollari.

I passaggi all'asta degli italiani

I nomi battuti a New York sono gli stessi che da inizio anno a oggi hanno realizzato i fatturati più alti in asta: Modigliani 22,9 milioni di dollari con 25 opere di cui una, quella venduta ora a New York, «Jeune fille assise, les cheveux dénoués (Jeune fille en bleu)» (1919), da 16.350.000 dollari. Fontana con 12,4 milioni di dollari per 46 opere; Boetti con 8,6 milioni di dollari per 38 opere e il nuovo record per il grande ricamo «Sottrazione» (1982) aggiudicato a 4.590.000 dollari a New York da Christie's, che conferma il lungo momento positivo per l'artista anche durante la pandemia, forse l'unico italiano così in ascesa. «Boetti è certamente in grado di catalizzare interesse internazionale» ha affermato Raphaelle Blanga, Senior Director, Head of Contemporary Art Department di Sotheby's Milano. «Dagli Arazzi alle Biro, dai Mimetici alle richiestissime Mappe, la sua inesauribile e ricchissima produzione artistica lo rende un artista poliedrico eppure riconoscibilissimo, fonte di ispirazione per molti artisti giovani, nella sua inimitabile poetica creativa, così all'avanguardia allora e così contemporanea ancora oggi». E poi Stingel con 4,5 milioni per sole quattro opere.

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Leoncillo, San Sebastiano Bianco, 1962, stima 200-250.000 € (Courtesy Sotheby's)

Attenzione sul design e la ceramica

L'analisi per turnover e numero di lotti battuti, realizzata da artprice, dimostra che il numero di opere scambiate in questi primi cinque mesi dell'anno ha interessato poetiche forse ancora sottovalutate. Le prossime aste italiane e internazionali stimoleranno la domanda in tale senso. Enzo Mari, grande artista e designer scomparso a ottobre, ha registrato ben 87 passaggi sotto il martello con le ceramiche in forte ascesa. Grande attenzione anche ad altri colleghi designer come Munari e Sottsass. L'attenzione sulle ceramiche è particolarmente intensa: «Tra i nomi che potranno avere un bello sviluppo c'è Franco Garelli che, portato da Fontana ad Albissola dai Mazzotta, ha fatto un percorso molto interessante sulla ceramica. Per la scultura, che sta prendendo sempre più piede in Italia, segnalerei Sandro Cherchi e Mino Rosso» suggerisce Cristiano Collari, business developer di Aste Bolaffi. L'asta che si è svolta il 19 maggio a Torino ha registrato buoni risultati e partecipazione internazionale: l’esito totale è stato di 744.000 euro, con il 70% dei lotti venduti. La tempera su carta “Trasvolata atlantica” di Osvaldo Peruzzi è salita fino a 25.000 euro e l'olio su tela “Floridia” di Luciano Ventrone, recentemente scomparso, è stato aggiudicato a 18.700 euro, tre volte la base d'asta.

L'attenzione alla terza dimensione è stata confermata anche da Blanga di Sotheby's Milano: «La crescente attenzione verso i manufatti artistici in ceramica, da Fontana a Leoncillo fino a Melotti, ha illuminato finalmente un aspetto artistico tutt'altro che secondario, ancora fino a poco tempo fa considerato di minor importanza, facendo emergere opere di grande intensità e perfezione esecutiva». Nell'asta milanese online in corso fino al 27 maggio da Sotheby’s sono presenti con ceramiche questi autori: il «San Sebastiano bianco» del 1962 di Leoncillo (200-250.000 euro) e diverse ceramiche di Fontana della serie «Concetto Spaziale».

Schifano, Tutte stelle, 1967, stima 180-250.000 € (Courtesy Sotheby's)

La scuola romana

Anche gli artisti romani come Schifano, Dorazio, Rotella, Franco Angeli, Tano Festa e Carla Accardi sono in grande spolvero, grazie anche a diverse mostre in corso o programmate. «Riteniamo che ci possa essere più spazio in futuro per orientare l'attenzione anche su altri eccellenti ed ispirati portavoce della cosiddetta Pop Art Romana» suggerisce Blanga, «quali Tano Festa o Franco Angeli, artisti a tutto tondo che vissero con intensità e pienezza quella felice stagione romana dove cinema, letteratura, arte e impegno politico formavano un tutt’uno, grazie alle frequentazioni colte e vivacissime con Pasolini, Moravia, Penna, Visconti, Morante, Cecchi e Asti, ma anche grazie alle incursioni americane di molti di loro o ai contatti con il Living Theater».

Irma Blank, Gianfranco Baruchello e Mario Ceroli sono ben rappresentanti nel catalogo di Arte Moderna e Contemporanea dell'asta de Il Ponte (25, 26 maggio 2021). «Di Mario Ceroli offriamo all'asta diverse opere degli anni '60 particolarmente rappresentative della Pop Art» anticipa Freddy Battino, Capo Dipartimento di Arte a Moderna e Contemporanea da Il Ponte Casa d'Aste, «tra cui la scultura “Orologio” del 1964 (stima 8.000 - 12.000 €) esposta proprio nello stesso anno in cui venne organizzata da Plinio de Martiis la personale dell'artista alla Galleria La Tartaruga di Roma».

Si prevede anche una rivalutazione per il Primo Novecento italiano. «In generale il Primo Novecento italiano di qualità si conferma solido nel collezionismo ed è sempre un sicuro investimento – continua Battino –. Prediligere opere con pedigree, rarità e provenienza è una certezza dal punto di vista del mercato presente e futuro. Proponiamo una rarissima pergamena di Adolfo Wildt e e di Fillia un “Idolo meccanico”, primissima opera del futurista torinese».

Il Realismo magico e gli anni 70

«Da Casorati a Donghi, così come la Scuola di via Cavour da Mafai a Scipione, dopo la mostra a Palazo Reale a Milano, attendono solo di ricevere l'attenzione del grande pubblico internazionale, notifica permettendo» spiega Mariolina Bassetti, presidente di Christie's Italia «per crescere nei valori. Sono sicura che il focus per l’arte figurativa italiana degli anni magici tornerà, sento ci sarà un ritorno così come per Capogrossi e Consagra». Questi artisti italiani cominciano a fare cifre importanti. «Aspettiamo che la crisi passi. Già sulle piazze internazionali le aste stanno andando molto bene e questo entusiasmo arriverà in Italia dopo l’estate. Qui tutto arriva con un lieve ritardo e, poi, i limiti della licenza d’esportazione frena i nostri capolavori che se potessero avere un patentino internazionale di riconoscimento per circolare sarebbero già nelle grandi mostre. Il legislatore dovrebbe comprendere l’importanza dell'arte per l'economia, la notifica è obsoleta, si dovrebbe avere traccia di tutte le opere per averle a disposizione, non è necessario bloccarne il possesso. E se ci fossero degli Nft al posto della notifica? Si manterrebbe la tracciabilità dell’opera ma si darebbe ampio spazio alla circolazione ed esposizione» suggerisce Bassetti. «Così scopriremmo che anche Burri è ancora sottovalutato a livello internazionale».

Ma l'arte italiana è ancora piena di nomi da rivalutare: Maria Lai e Bice Lazzari (di quest'ultima, in particolare, Bolaffi anticipa già la vendita in asta a novembre di una bella raccolta di opere che vanno dagli anni Quaranta agli anni Settanta). Piero Dorazio, sul quale le attenzioni del mercato si sono già concentrate negli ultimi anni, artista attento alle correnti internazionali, promotore di riviste e assiduo frequentatore della scena americana. «L'arte italiana deve ancora crescere molto» è convinto Memmo Grilli di Blindarte, la cui asta si svolge a Milano il 27 maggio con opere di Castellani (una “Superficie bianca” da 100-150.000 euro), Turi Simeti, da poco scomparso, (“Cinque ovali color sabbia” da 18-25.000 euro), Jannis Kounellis e Toni Costa (“Dinamica visuale oggetto seriale BG/65” da 14-18.000 euro). «Ha potenzialità altissime per la grande qualità che l'ha contraddistinta e che ancora contraddistingue la creatività contemporanea». Naturalmente altro artista di grande rilievo anche in un'ottica di investimento è Giulio Paolini: Sotheby’s presenta un’installazione storica facente parte di una serie di sei opere con lo stesso titolo “Parnaso” realizzate tra il 1977 ed il 1979, esposte poi nel 1980 allo Stedelijk Museum di Amsterdam.

E poi in giugno e luglio gli appuntamenti con il martello e l’arte italiana proseguiranno con le aste di arte moderna e contemporanea a giugno da Sant’Agostino il 7-8, da Farsetti il 10-11, da Capitolium il 21, mentre in luglio sarà la volta di Pandolfini il 7 e di Bertolami.

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