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Aste: ricercati i coni d’oro dei Savoia e rinascimentali

di Stefano Cosenz

Varesi Numismatica un 100 lire d'oro Vittorio Emanuele II coniato a Roma nel 1878 pagato 165.200 euro a fronte di una base di 85mila euro

4' di lettura

Il mercato delle antiche e rare monete non conosce crisi e batte realizzi importanti anche in Italia, malgrado l'incudine rappresentata dalla possibile notifica di monete storiche (restrizione che non esiste in altri paesi della Comunità Europea) che rischia di lasciare sul campo qualche invenduto di pregio. Infatti in ottobre a Torino, nella vendita di Montenegro Casa d'aste del 27 ottobre, un aureo dell'imperatore Augusto proposto con una base di 12mila euro e che avrebbe dovuto raggiungere, a parere di Eupremio Montenegro, i 25mila euro è stato immediatamente notificato dalla Sopraintendenza alla visione del catalogo e la rara moneta è rimasta invenduta. Comunque a novembre quattro importanti vendite sono state organizzate in Italia con buone od ottime performance grazie anche alla richiesta di una clientela internazionale. Continuano ad essere ambite le monete Savoia d'oro e di alto facciale, particolarmente in ottimale stato di conservazione.

A Milano vincono i Savoia. Due le aste organizzate da Varesi Numismatica di Pavia. La prima del 10 novembre, organizzata a Milano e costituita da 617 lotti con una base complessiva di 2.260.000 euro, ha totalizzato 3.136.570 euro con una percentuale di venduto dell'80% (468 lotti). Come ha dichiarato ad ArtEconomy24 il titolare Alberto Varesi: “le nostre vendite milanesi coinvolgono senza alcun dubbio un maggior numero di clienti provenienti dall'estero (principalmente investitori) e anche questa volta abbiamo avuto commercianti e collezionisti svizzeri, sammarinesi, tedeschi, monegaschi e persino cinesi. Vero e proprio record di prezzo per un 100 lire d'oro Vittorio Emanuele II coniato a Roma nel 1878 pagato 165.200 euro a fronte di una base di 85mila euro. ẾUn settore quello delle monete d'oro Savoia assai ambito con importanti realizzi: un aureo da 20 lire coniato a Bologna nel 1860 di Vittorio Emanuele II in condizioni fior di conio con base 80mila euro è volato a 129.800 euro, mentre il famoso 50 lire oro del 1864, zecca di Torino, malgrado una condizione non perfetta (era un esemplare BB / quasi Splendido) ha trovato acquirente a 177mila euro contro una base di 120mila. La Zecca di Milano ha registrato un rinnovato interesse, con ottimi realizzi tra i quali il Fiorino o Ducato d'oro di Gian Galeazzo Visconti (primo Duca di Milano tra il 1378 e il 1385), in eccelsa conservazione, pagato 12.980 euro a fronte di una base di 5.500. Tra le zecche italiane, due esemplari del 40 franchi d‘oro del 1810 di Gioacchino Murat per Napoli, base 30mila e 50mila euro rispettivamente, pagati 112.100 e 123.900. Tra le monete papali, un Giulio in argento per Ancona di Leone X pagata 35.400 euro a fronte di una base di 7mila”.

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La seconda asta, del 18 novembre, si è tenuta presso la Villa d'Este a Reggio Emilia: si tratta della 10ª asta Varesi & Aurora (“brand” della Varesi srl) con 750 lotti con base complessiva di 466.415 euro. Ne sono stati aggiudicati 645 (86%) per un totale di 656.581 euro: materiale eterogeneo dal medioevo ai giorni nostri di zecche italiane ed estere, nonché medaglie, appannaggio principalmente di appassionati, pure stranieri, alla ricerca di esemplari anche di non eccelsa conservazione. Anche qui il top lot è una moneta dei Savoia, un 20 lire”marengo” in oro del 1821 di Vittorio Emanuele II che da una base di 20mila euro è stata pagata 29.500. In termini percentuali il maggiore exploit si è avuto per alcune monete di Malta come un 2 Tari in argento di Claude de la Sengle aggiudicata per 11.800 euro contro una base di 1.700 euro.

L'oro e la qualità premiano più della rarità. Due milioni il realizzo per la vendita numismatica di Aste Bolaf fi di Torino col 70% di lotti venduti organizzata il 29 e 30 novembre. Gabriele Tonello, esperto numismatico di Aste Bolaffi, ha confermato: “Trainanti le coniazioni in oro e le alte conservazioni che, in molti casi, premiano più della rarità”. Tonello ha altresì rilevato la “grande partecipazione alla vendita da parte di collezionisti italiani e stranieri, con offerte dagli Usa, dalla Germania, dall'India e dal Giappone”. Il miglior risultato l'ha spuntato l'80 lire del 1821 di Vittorio Emanuele I (di qualità molto buona) aggiudicato a 73.200 euro da un prezzo di partenza di 20mila. La moneta era uno dei lotti di punta della prestigiosa collezione di monete d'oro italiane che ha visto numerosi altri importanti realizzi, come quelli del 100 lire 1864 della Zecca di Torino, di qualità molto buona, venduto a 31.700 euro contro una base di 15mila, e del 100 lire 1872 della zecca di Roma venduto a 22mila euro contro una base di 14mila. Tra gli altri migliori risultati, un 100 lire 1878 di Vittorio Emanuele II di qualità molto buona (294 esemplari coniati) aggiudicato per 29.300 euro e il 100 lire Aquila Sabauda del 1905 della Zecca di Roma battuto per 26.900 euro. Nel capitolo delle medaglie è passato di mano per 29.300 euro l'esemplare estremamente raro in oro di grande modulo del 1878 celebrativo della sepoltura di re Vittorio Emanuele II, su cui è stata immortalata la facciata del Pantheon.

Volano le monete rinascimentali. Il 30 novembre è stata la volta della vendita di Pandolfini con un incasso di 385.385 euro, pari al 125% della stima e al 75% dei lotti venduti, che ha visto il successo delle grandi rarità delle zecche di Siena e Montalcino e del forte interesse suscitato dalle monete in oro di imperatori svevi. Tra i top lot, il rarissimo Bolognino (moneta battuta a Bologna) da 2 soldi del 1450 aggiudicato per 9.250 euro e la Crazia, ultimo nominale repubblicano battuto in Siena nel 1555 prima dell'occupazione Mediceo-Papale venduto per 16.250 euro. Importanti risultati hanno registrato anche diversi pezzi di Montalcino, ultimo baluardo dei rifugiati senesi del periodo 1555-1559, tra questi lo Scudo d'Oro del 1559 aggiudicato a 12.500 euro e la Parpagliola col gemello sul dorso della Lupa, ex asta Baranowsky 1932, passata in una nuova collezione per 11.875 euro. Grande bagarre ha segnato la gara del bellissimo Ducatone in argento di Mantova datato 1629, unico conosciuto con questa data, proveniente da una importante collezione mantovana che è stato aggiudicato a 13.125 euro.

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