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Aste: venduto un Leonardo per 450 milioni di dollari a New York, record polverizzato

di Giovanni Gasparini


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2' di lettura

Ci sono voluti oltre 20 minuti e cinquanta rilanci per aggiudicare a 400 milioni di dollari (450,3 milioni con le commissioni) il “Salvator Mundi”, tavola recentemente attribuita a Leonardo raffigurante il Cristo benedicente, tra i pochi dipinti rimasti in mani private del maestro da Vinci.
Il lavoro era proposto nell'asta di arte contemporanea battuta da Christie's a New York la sera del 15 novembre e partiva da una stima a richiesta di 100 milioni di dollari, protetta da una garanzia di parte terza che si è evidentemente rivelata inutile.

Vendita record da Christie’s per il Salvator Mundi di Leonardo

Il dipinto è stato inseguito da almeno quattro pretendenti al telefono con personale della casa d'aste fino a 170 milioni di dollari, cifra raggiunta in solo nove rilanci di dieci milioni ciascuno, superando così già nei primi minuti il precedente record per un'opera d'arte in asta.

L'asta del “Salvator Mundi” di Leonardo

L'asta del “Salvator Mundi” di Leonardo

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Attorno ai 250 milioni la competizione si è ridotta a due soli contendenti, rappresentati rispettivamente da Alex Rotter del dipartimento d'arte contemporanea, e Francois De Poortere, direttore del dipartimento di dipinti antichi, entrambi recenti ‘acquisti' provenienti dalla rivale Sotheby's ; il banditore Jussi Pylkkanen, presidente di Christie's, non ha dovuto faticare per ottenere incrementi insolitamente elevati, talora ben superiori ai 5 o 10 milioni di dollari richiesti, tanto che i colpi finali hanno visto il prezzo balzare in avanti da 355 a 370 e, infine, a 400 milioni: un rilancio di 30 milioni che ha messo a tacere il cliente dei dipinti dei grandi maestri, a favore del compratore cliente nell'ambito dell'arte contemporanea.

Il prezzo straordinario rimarrà inattaccabile per molto tempo ed è già parte della storia del mercato dell'arte per la sua eccezionalità.
Sono stati dunque fugati i sospetti relativi all'attribuzione sollevati da alcuni studiosi, così come la condizione men che ottimale del dipinto, restaurato di recente, ha influenzato negativamente i ricchissimi compratori. Il grande lavoro di marketing della casa d'aste Christie's, il meccanismo competitivo dell'asta e il riposizionamento del lavoro come ‘capolavoro senza tempo' hanno, senza dubbio, influito enormemente sul prezzo, portandoloa 400 da 127 milioni pagati privatamente dal venditore sono qualche anno fa.

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