l’autostrada incompiuta

Asti-Cuneo, la “Salerno-Reggio Calabria del Nord”: riparte dopo 7 anni

L’investimento fa capo al Gruppo Gavio, progetto in cross-financing con l’autostrada A4 Torino-Milano. Lavori per 350 milioni per realizzare i 10 chilometri mancanti

di Filomena Greco


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3' di lettura

Sono passati 16 anni anni dalla pubblicazione del bando di gara per l’Asti-Cuneo e oltre sei dallo stop dei lavori sul collegamento autostradale tra le province meridionali del Piemonte, la Salerno-Reggio Calabria del Nord. L’immagine che meglio fotografa la situazione è quella del moncone di autostrada che finisce nel vuoto, a ridosso della campagna cuneese. Oggi l’impasse sembra definitivamente superata grazie al via libera arrivato dal Cipe nella riunione del primo agosto.

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La Asti-Cuneo dunque, opera affidata al Gruppo Gavio, si completerà grazie a un nuovo tracciato e alla procedura di cross financing che permetterà di finanziare la fine dei lavori per l’A33 con i proventi derivanti dalla gestione, da parte di Satap – sempre Gruppo Gavio – dell’autostrada A4 Torino-Milano. Una soluzione che esclude proroghe della concessione, come previsto dal precedente Governo, ma fa riferimento ad un valore di subentro, alla scadenza, nel 2026, più alto di quello iniziale.

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Dieci chilometri e 350 milioni di lavori: il nuovo progetto prevede il completamento dell’opera rinunciando alla galleria in località Verduno – intervento che aveva fatto lievitare i costi del collegamento a oltre un miliardo e 400 milioni – che sarà sostituita da una “bretella” di 5 chilometri che unirà il moncone dell’autostrada in località Cherasco alla tangenziale di Alba.

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Per Matteo Salvini e Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, si tratta di una vittoria della Lega, il Movimento 5 Stelle plaude allo sblocco di opere «utili al territorio» come ribadisce Laura Castelli, viceministro dell’Economia e delle Finanze. A stretto giro arriva il commento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che parla di un’infrastruttura strategica: «Come promesso ripartono i lavori per il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo».

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Come si procederà adesso? I 10 chilometri totali di collegamento da realizzare fanno capo a due lotti (2.6 A e B): il 2.6 B è già stato progettato e riguarda i 5 chilometri di collegamento tra Verduno e Alba, il secondo lotto rappresenta invece la variante vera e propria che dovrà essere progettata e sottoposta alla procedura di impatto ambientale. Per i lavori già progettati, dunque, i cantieri potrebbero iniziare a breve, è quanto si augura il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «Quella di oggi per il nostro territorio – ha sottolineato – è una giornata storica. In soli due mesi, da quando abbiamo assunto la guida della Regione, la Tav è ripartita e l’Asti-Cuneo si è sbloccata. Il Cipe ha chiesto di tenere aggiornata sull’evoluzione della procedura l’Unione Europea, da cui però non è necessaria nessuna autorizzazione preventiva. Per cui i lavori possono partire».

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Più delicata la parte “politica” dell’accordo come evidenziato dall’ex ministro ai Trasporti Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, che all’agenzia Radiocor ha dichiarato: «Toninelli porta al Cipe una delibera illegittima come già gli ha segnalato correttamente l’Autorità dei trasporti, che non ha il via libera della Commissione europea, via libera che invece avevamo già ottenuto a maggio del 2018 quando il nostro governo davvero aveva sbloccato l’opera». Le critiche di Delrio riguardano l’ipotesi di accordo che fissa in circa 880 milioni il valore di subentro in fase di gara per il rinnovo della concessione.

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