Consorzio di tutela

Asti Docg a quota 102 milioni di bottiglie (+11% sul 2020)

Approvazione definitiva del nuovo disciplinare: il marchio del Consorzio diventa simbolo collettivo e va sulle fascette delle bottigl

di Emiliano Sgambato

Con il nuovo disciplinare il marchio dell’Asti Docg assume più importanza

2' di lettura

I vini Asti Docg hanno chiuso il 2021 con una crescita che fa ben sperare per il futuro: secondo i dati diffusi dal Consorzio, sono state prodotte oltre 102 milioni di bottiglie, con un incremento dell'11% rispetto al 2020, già in crescita rispetto alle 85,5 milioni di bottiglie del 2019. La crescita a doppia a cifra ha riguardato sia il Moscato d'Asti (+ 10%) che l'Asti Spumante (+ 12%).

«Questi numeri – commenta Lorenzo Barbero, presidente del Consorzio per la tutela dell'Asti Docg – testimoniano la bontà del lavoro svolto insieme ai produttori del territorio e alle aziende consorziate e ci spronano a fare sempre meglio. Nel 2022 abbiamo in programma diverse iniziative sia a livello nazionale che internazionale. In particolare, riprenderemo con forza le attività di promozione sui mercati esteri più strategici, bloccate a causa della pandemia».

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Si tratta di un aspetto determinante, dato che il peso dell’export vale circa il 90% del giro d’affari, che complessivamente – in attesa di dati ufficiali – si stima superi ormai largamente i 300 milioni di euro. I mercati più importanti rimangono gli Usa – dove il Moscato d’Asti è passato da 15 milioni di bottiglie del 2019 alle oltre 22 milioni del 2020 – e la Russia, dove si esporta il 22% dell’Asti Spumante.

Tra le novità di questo inizio anno c'è anche l'approvazione in via definitiva da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, della richiesta di modifica del Disciplinare della Docg dei vini Asti. L’aspetto più visibile, spiegano dal Consorzio, «è sicuramente quella che fa diventare il logo del Consorzio il marchio collettivo della Denominazione: l'immagine di San Secondo, santo patrono della città di Asti e figura centrale del marchio consortile, apparirà quindi anche sulle “fascette” Docg che, per legge, devono essere applicate sulle bottiglie di Asti Spumante e Moscato d'Asti».


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