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Aston Martin Dbx: ecco come va il nuovo super-suv inglese

L'Aston Martin si gioca il suo futuro con la Dbx. Il nuovo modello entra a pieno titolo nell'ormai consolidato settore dei super-suv, diventato fonte di rassicuranti certezze per marchi che mai si sarebbe pensato avrebbero ridimensionato il loro interesse per le limousine e le sportive di gran razza

di Massimo Mambretti

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L'Aston Martin si gioca il suo futuro con la Dbx. Il nuovo modello entra a pieno titolo nell'ormai consolidato settore dei super-suv, diventato fonte di rassicuranti certezze per marchi che mai si sarebbe pensato avrebbero ridimensionato il loro interesse per le limousine e le sportive di gran razza


4' di lettura

L'Aston Martin scommette sulla Dbx per uscire dalla delicata situazione finanziaria in cui si trova. Infatti, la casa inglese s'infila con questo modello, che è nuovo da cima da fondo e al quale dedica un altrettanto nuovo sito produttivo, nel settore dei super-suv che ha spinto in alto le vendite di molti blasonati brand, alcuni dei quali sono usciti da situazioni problematiche proprio grazie a simili scelte. Tanto per citarne alcuni dalla Bentley alla Lamborghini, dalla Jaguar sino alla Maserati e alla Rolls Royce. Insomma, la Dbx è l'ennesima dimostrazione che le ruote alte sono tutt'altro che scandalose nei settori del lusso e delle alte prestazioni, come del resto conferma anche l'annunciato arrivo di un modello simile persino nelle file del Cavallino.

Aston Martin, tutte le foto della prova del super-suv

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Aston Martin Dbx, formato vincente
Nonostante le dimensioni importanti, poiché è lunga 5,03 metri e larga di 2 metri, la Dbx ha un silhouette atletica, oltre che connotata in perfetto stile Aston Martin. Il risultato si traduce in una linea nella quale l'immancabile muscolosità dei suv risalta in maniera equilibrata tanto nei confronti dell'eleganza e della sportività quanto in quelli dei territori dell'off-road, nei quali almeno in Europa nessuno porterà la Dbx. La risoluzione formale della Dbx è dovuta anche all'architettura sui cui poggia, completamente inedita e in larga percentuale realizzata in alluminio. Quest'ultima ha propiziata anche il rapporto fra dimensioni esterne e interne grazie alla smisurata ampiezza del passo che è di 3,06 metri. Quindi, appena si entra nell'abitacolo della Dbx colpisce la disponibilità di spazio. Invece, la presentazione sontuosa e ricercata dell'ambiente si allinea a quella delle altre Aston Martin, mentre la strumentazione digitale da 10,25” che è una novità assoluta per il brand non limita le perplessità suscitate dal sistema d'infotaiment con un display da 12,3” non touch e che, quindi, si aziona solo tramite un selettore rotante e alcuni tasti. Poi, prevede solo l'interazione connessione con Apple CarPlay. Per essere chiari, è una versione precedente rispetto a quella che equipaggia le odierne Mercedes.

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Aston Martin Dbx, stile inglese ma anche tecnologie tedesche
Grazie a una ripartizione della massa, peraltro non esagerata in rapporto alle dimensioni poiché è di 2.200 kg, e un sistema di trazione integrale che normalmente privilegia le ruote posteriori, per incrementare quella che arriva alle anteriori solo secondo le necessità seguendo gli input dell'elettronica, la Dbx tenta di non allontanarsi troppo dalle più recenti consanguinee. In particolare alla Vantage e alla Db1. Infatti è spinta dallo stesso V8 biturbo di 4 litri con 550 cv e 700 Nm di coppia firmato da Mercedes-Amg, che la spinge sino a 291 all'ora passando per il traguardo dei 100 orari in 4”5, a fronte di percorrenze medie dichiarate di 7 chilometri con un litro. Dall'atellier high-performance e dalla banca d'organi della Stella i tecnici Aston Martin hanno prelevato anche altre componenti: il cambio automatico a nove marce, tecnologie per ottimizzare il dinamismo e sistemi di ausilio alla guida e di sicurezza.

Aston Martin Dbx, la duttilità privilegia il piacere della guida
La posizione di guida alta tradisce che, per la prima volta, ci si trova al posto guida di un'Aston Martin, ma con la Dbx si entra subito in confidenza. Nella prova sulle strade della valle della Mosella e sul percorso off-road del Nurburgring, il super-suv si guida come uno di taglia inferiore. Certo, le robuste dimensioni non sono l'ideale per chi vuole sfoggiarlo nel traffico, ma negli altri contesti la guidabilità è sempre naturale e divertente. Merito soprattutto dell'assetto che ben sfrutta il connubio tra elettronica e sospensioni pneumatiche con elementi a tre stadi, oltre che integrato da barre antirollio attive, per tenere a bada gli spostamenti della massa oltre che dalla spontaneità con cui il V8 risponde a ogni sollecitazione dell'acceleratore. Sui tratti collinari, anche bagnati nonostante i cerchi da 22”, grazie al buon lavoro della trazione integrale la Dbx si muove disinvolta. Ovviamente, sfodera un comportamento rigoroso e un carattere incisivo, sebbene mai brutale, quando dalla configurazione standard Gt si passa a quelle Sport e Sport Plus. Ma ciò che distingue davvero la Dbx dalle altre Aston Martin è la sua capacità di uscire dai sentieri battuti, sebbene non arrivi a eguagliare rivali con un Dna che ben si adegua all'off-road duro come, per esempio, quello di una Range Rover. Infatti, ha comunque i talenti e le tecnologie giusti per trarsi di impaccio anche da situazioni piuttosto impegnative, specie impiegando la configurazione Terrain Plus che incrementa di 5 centimetri l'altezza da terra.

Aston Martin Dbx, quanto costa
Il prezzo definitivo non è ancora noto, ma per comprare una Dbx stando alle anticipazioni e al quello fissato in Germania (oltre 190.000 euro) bisogna spendere almeno 200.000 euro. Una cifra che può lievitare molto poiché, difficilmente, in pochi resisteranno alla tentazione di attingere all'esteso programma di personalizzazione. E pensando che ancora prima di poterla vedere, toccare e provare in giro per il mondo la Dbx ha già raccolto oltre 2.000 prenotazioni sembra che l'Aston Martin stia vincendo la scommessa sulle ruote alte.

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