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Aston Martin verso il debutto in Borsa con multipli più alti di Ferrari

di Andrea Franceschi

(REUTERS)

2' di lettura

Il produttore britannico di auto di lusso Aston Martin ha depositato oggi il prospetto per la quotazione alla Borsa di Londra in cui è contenuta la forchetta di prezzo a cui intende collocare il 25% del capitale azionario. Si va da un minimo di 17,5 sterline a un massimo di 22,5. Numeri che implicano una capitalizzazione implicita della società compresa tra i 4 e i 5 miliardi di sterline.

A questi prezzi, i multipli di Borsa della società, ossia quegli indicatori che rapportano i prezzi di mercato ai fondamentali di bilancio e danno un’indicazione del premio o dello sconto a cui tratta il titolo, risultano superiori a quelli della concorrente Ferrari. A questi prezzi la società potrebbe avere una capitalizzazione pari a oltre 24 volte il margine operativo lordo (Ebitda).

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Ad oggi Ferrari ha un rapporto tra valore di mercato e Ebitda di 20 volte. Numeri che la associano più a un’azienda del comparto lusso che alle concorrenti del settore auto.

Secondo Andy Palmer, ceo della società, «le elevate valutazioni sono un voto di fiducia sul futuro della società. Siamo ancora a metà del piano di sviluppo e c’è ancora tanto che dobbiamo fare». Secondo Palmer la casa automobilistica resa famosa dai film di James Bond si prepara a lanciare il suo primo Suv sul mercato già nel 2020. Un modello che promette di avere molto successo sul mercato cinese. In questo l’azienda ha un vantaggio competitivo rispetto a Ferrari che proprio questa settimana ha rinviato al 2022 il lancio del suo Suv “Purosangue”.

Gli analisti restano comunque scettici sul fatto che Aston Martin possa realisticamente essere valutata più di Ferrari. Numerosi indicatori di bilancio dimostrano come la casa di Maranello sia messa meglio della concorrente britannica. La marginalità è uno di questi. Ferrari vanta un’incidenza dell’Ebitda sui ricavi (Ebitda Margin) del 30% contro il 24% di Aston Martin. C’è poi il tema del debito che, nel caso di Ferrari vale l’1,2% dell’Ebitda, mentre nel caso di Aston Martin si attesta a 3,7 volte.

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