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Astra Sports Tourer, la wagon plug-in abbina capacità di carico e di ricarica

L’ultima generazione della familiare tedesca abbina uno stile originale, funzionalità e spazio a bordo con tecnologie ereditate dal gruppo Stellantis come la piattaforma Emp2 e il powertrain ibrido alla spina già utilizzato su Peugeot, Citroën e Ds

di Massimo Mambretti

Accento francese per la tedesca. La Opel Astra sia nella versione berlina a cinque porte sia in quella station wagon sfrutta la piattaforma Emp2 usata peraltri modelli dei brand francesi di Stellantis. Lo stile segue i dettami più recenti della marca tedesca e questi sono particolarmente evidenti nel rontale caratterizzato dalla calandra nera e chiusa che Opel ha battezzato Vizor ed è tipica dei suoi modelli

3' di lettura

La station wagon secondo Opel volta pagina con la nuova Astra Sports Tourer, prima famigliare del marchio con un look dinamico che propone anche una versione elettrificata. La nuova Sports Tourer si infila nel solco tracciato dalle dieci station wagon delle gamme Kadett e Astra., la cui metamorfosi è sempre stata accompagnata da novità destinate, in particolare, ad accentuare la funzionalità.

La nuova Astra Sports Tourer rispetta questa regola con la corporatura, soluzioni che alzano l'asticella della praticità e avanzate tecnologie della galassia Stellantis. Un repertorio che spazia dalla connettività a tutto ciò che celano le vesti. In particolare, i powertrain fra i quali l'ibrido plug-in con 180 cavalli svetta per potenza e sostenibilità rispetto al 3 cilindri a benzina di 1,2 litri e al quattro cilindri turbodiesel di 1,5 litri entrambi con 130 cavalli. Tutte queste versioni saranno disponibili fra qualche mese a prezzi che per le Sport Tourer partiranno da 26.000 euro. Poi arriverà un'altra ibrida alla spina con 225 cavalli e nel 2023 una elettrica pura. Tutte le motorizzazioni sono di origine Psa (e ora Stellantis), proprio come l'architettura multienergia Emp2 che la Sports Tourer condivide con Peugeot 3008, 308 sw, 408, 3008, Citroen C4 e tanti altri modelli.

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L'Astra famigliare reinterpreta questa tecnologia per avvantaggiare la funzionalità con la crescita del passo da 2,67 a 2,73 metri e l'allungamento di una ventina di centimetri dello sbalzo posteriore che, dal canto suo, determina una lunghezza superiore a quella della berlina di quasi trenta centimetri. L'irrobustimento della corporatura stacca la Sports Tourer dall'Astra berlina a partire dalle porte anteriori. Il design definisce un profilo sportiveggiante, accentuato dallo spoiler all'estremità del padiglione e dalla muscolosità dei passaruota posteriori, e una coda dove spiccano un portellone più grande, una soglia di carico più bassa (è a 60 centimetri da terra) e uno scudo paraurti specifico.

L'abitacolo è arredato come quello della berlina si distingue per la razionale impostazione e la digitalizzazione, impressa dal maxi-schermo composto dai due display da 10” della strumentazione, parzialmente configurabile, e da quello orientato verso chi guida del sistema d'infotainment. L'impianto è integrato dall'assistente personale che si palesa dicendo Hi Opel, ha un'interfaccia intuitiva ed è estesamente personalizzabile. Inoltre, interagisce via wireless con i device e ha il pregio di non nascondere la maggiore parte dei comandi per le funzionalità di uso più frequente come la climatizzazione, che si gestiscono da una tastiera a centro plancia.

La crescita delle dimensioni rispetto a quelle della berlina non amplia la già spaziosa zona anteriore dell'abitacolo ma nemmeno quella posteriore, che offre uno spazio soddisfacente per le gambe solo se i sedili anteriori non sono molto arretrati.

L'allungamento si riflette tutto nella zona di carico che nel caso delle versioni con motori termici ha una capacità che va da 597 a 1.634 litri, superiore a quella della Plug-in che deve fare i conti con la batteria sotto il piano d'appoggio. Nelle versioni termiche si può contare anche sul pianale posizionabile su diversi livelli e inclinabile di 45° per evitare che i piccoli carichi “corrano” sul fondo nelle accelerazioni e nelle frenate. L'ibrida sotto il piano d ‘appoggio offre sempre un vano utilissimo per riporre i cavi per ricaricare la batteria. Operazione che si completa da impianti a 22 kW in meno di due ore.

Dopo avere prosciugato dopo un'ottantina di chilometri il pieno di elettroni nella prova di 93 chilometri su scorrevoli strade, guidando normalmente e sfruttando la forte rigenerazione assicurata dalla modalità B nei rallentamenti abbiamo registrato un consumo di 2,8 litri per cento chilometri, pari a una percorrenza di 35,7 chilometri. Dinamicamente la Plug-in Hybrid è piuttosto agile, rassicurante e gradevole da guidare. Aspetto su cui si riflette il lineare e silenzioso rendimento del powertrain, solo a volte intaccato nelle brusche riprese con la configurazione Sport da esitazioni del cambio. Nel complesso questa Sports Tourer offre un confort molto buono grazie alla coibentazione dell'abitacolo e al buon lavoro delle sospensioni sulle asperità della strada.

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