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Astrazeneca, Johnson & Johnson e richiami: in Europa regole diverse per ogni paese

Mancando una linea univoca sui provvedimenti da adottare si assiste a un puzzle di decisioni Stato per Stato

di Nicola Barone

AstraZeneca, Ciccozzi: stop della Danimarca è decisione politica

3' di lettura

La Danimarca rinuncia in via definitiva ad AstraZeneca. Dopo gli eventi avversi registrati è il primo Paese europeo a prendere precauzionalmente una decisione netta malgrado il freno all’avanzamento della campagna vaccinale. Pur riconosciuti i casi eccezionali di trombosi come «effetti indesiderati molto rari» dell’immunizzante, non più tardi di una settimana fa Ema non ha ritenuto di sconsigliare le somministrazioni per genere o fasce d’età, demandando la decisione ai singoli Stati in base alle diverse esigenze. Con il risultato che ognuno è andato per conto proprio.

Le reazioni ai casi anomali segnalati

Da noi è stato raccomandato l’uso di AstraZeneca solo per chi ha più di 60 anni. Alla società anglo-svedese sono stati chiesti dall’agenzia centrale di sorveglianza studi di laboratorio per cercare di comprendere meglio nel dettaglio l’effetto dei vaccini sulla coagulazione esaminando i dati esistenti di studi clinici ravvicinati. Ma le autorità sanitarie italiane hanno ritenuto di spingersi subito oltre il semplice aggiornamento delle avvertenze per l’uso, nel solco di quanti avevano già imposto delle restrizioni. Germania, Spagna e Belgio (per fare alcuni esempi) limitano l’uso sopra i 60 anni, la Francia i 55. Anche Oltremanica l’ente regolatore competente (Mhra) ha riservato un siero diverso alle persone sotto i 30 anni dal momento che le trombosi rilevate in relazione al vaccino anti Covid sono «un effetto collaterale potenziale sospetto» del siero, «su un numero estremamente limitato» di casi.

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Cronistoria di un mosaico decisionale

Con lo sguardo all’indietro tutto parte l’11 marzo, quando a Copenaghen viene deciso temporaneamente un blocco per AstraZeneca alla luce dei potenziali (e gravi) effetti collaterali, ossia i coaguli di sangue accompagnati dall’abbassamento verticale delle piastrine. Il 15 marzo, dopo la decisione della Germania di bloccare la somministrazione, si fermano anche Spagna, Francia e Italia. Tre giorni dopo Ema promuove AstraZeneca senza limitazioni come già era accaduto in precedenza («è sicuro ed efficace, solo 25 i casi sospetti su 20 milioni»). Ma l’indirizzo dell’agenzia centrale europea viene nella sostanza disatteso dalla maggior parte dei Paesi che si orientano autonomamente. Fino alle prime settimane di aprile, con i nuovi casi di trombosi che nel frattempo non sembrano risparmiare neppure l’altro attesissimo vaccino virale pronto per esser introdotto.

J&J, la Francia (in solitaria) conferma il piano

In scia alla decisione degli Stati Uniti di metttere in stand-by il siero della Janssen (dato in un mese a 7 milioni di americani) per limitati fenomeni avversi di tipo grosso modo analogo, una raccomandazione formale di Ema è allo studio per la prossima settimana. Per parte sua l’azienda ritarderà il lancio in commercio del preparato in Europa fino a che non si saranno pronunciati ufficialmente gli enti preposti. Anche se l’authority europea rimane al momento dell’avviso che i benefici del vaccino nella prevenzione del Covid-19 superino i rischi degli effetti collaterali. Secondo quanto annunciato da un portavoce del governo la Francia conferma il suo piano originario di usare il vaccino contro il Covid di Johnson&Johnson «nelle stesse condizioni di quelle previste oggi per AstraZeneca, vale a dire per le persone di più di 55 anni di età». L’Italia guarda con fiducia al corso delle cose. Le 184 mila dosi iniziali a noi destinate del vaccino “one shot”, più facile da conservare e trasportare, sono già arrivate all’aeroporto militare di Pratica di Mare.

Sul richiamo con altro vaccino ordine sparso

Anche sull'ipotesi di poter effettuare il richiamo con un vaccino diverso rispetto a quello della prima inoculazione manca una linea univoca. Da apripista Parigi ha stabilito di non somministrare la seconda dose di AstraZeneca alle persone con meno di 55 anni, che riceveranno quindi un vaccino diverso. E ora la Germania si accoda raccomandando di somministrare agli under 60 che hanno già fatto la prima dose di AstraZeneca un altro siero per il richiamo. L'indicazione è in linea con quanto consigliato dalla commissione speciale per i vaccini Stiko. Con il via libera di Aifa all’ospedale «Spallanzani» di Roma partirà invece una sperimentazione sulla seconda dose di vaccino anti-Covid facendo ricorso ad altri preparati tra cui Sputnik V.

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