La conferenza stampa del Cts

L’Italia raccomanda AstraZeneca per gli over 60. Seconda dose «non in discussione»

Locatelli: eventi trombotici rari ma maggiori dell’atteso in chi ha meno di 60 anni e minori negli ultrasessantenni. Figliuolo: si apre alla categoria 60-79

Covid, Ema: "Benefici AstraZeneca superano rischi"

3' di lettura

L’Italia raccomanda l’uso preferenziale del vaccino AstraZeneca nei soggetti oltre i 60 anni. Quanto alla seconda somministrazione in chi ha già ricevuto la prima dose, al momento «non ci sono elementi per metterla in discussione».

Lo dice il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, nella conferenza stampa del Cts che fa seguito a quella dell’Ema. «Come sapete - ha detto Locatelli - in queste ultime ore i comitati di farmacovigilanza e vaccinosorveglianza di Ema e Aifa hanno valutato nuovi dati sui fenomeni trombotici e trombo-embolici a carico dei seni venosi cerebrali e di quelli addominali. La valutazione dell’Ema è che il nesso di causalità è plausibile. Il meccanismo che sottende allo sviluppo di questi fenomeni non è definitivamente chiarito. Ci sono ipotesi. Gli episodi», secondo quanto spiega Locatelli, «sono rari ma superiori all’aspettato nei soggetti sotto i 60 anni e inferiori all’aspettato oltre i 60 anni d’età».

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Nelle prossime ore uscirà una circolare del ministero della Salute che fornirà le direttive sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca. Con tutte le incognite del caso sul piano vaccinale italiano. Il preparato, in ogni caso, «resta somministrabile a tutti oltre i 18 anni».

«Questo non è né il funerale né l'eutanasia del vaccino AstraZencea. E' un vaccino efficace» ha detto Locatelli. «Su 600mila trattati con due dosi di AstraZeneca - ha aggiunto il Direttore dell'Aifa, Magrini - nessuno ha mostrato eventi trombotici».

Seconda dose non in discussione

La maggior parte di questi eventi si sono osservati in soggetti di sesso femminile sotto i 60 anni. «Anche se va detto - ha continuato Locatelli - che non ci sono fattori di rischio identificati. La maggior parte di questi eventi si è avuto dopo i primi 14 giorni di somministrazione e la si è osservata solo dopo la prima somministrazione. Tuttavia, il numero di seconde dosi somministrate è troppo limitato per trarre conclusioni. Alla luce di queste considerazioni, si è aperta una riflessione su raccomandazioni di uso preferenziale per alcune fasce d’età». Considerando i dati sulla letalità» per il coronavirus «che confermano che le vittime perlopiù sono anziani, l’idea anche per Italia è di raccomandare l’uso preferenziale» del vaccino AstraZeneca «oltre i 60 anni. Non abbiamo elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose», ha aggiunto. E allora perché, in una fase, AstraZeneca è stato somministrato solo ai chi aveva meno di 55 anni? «Le valutazioni si riferivano all’efficacia», ha sottolineato Locatelli. Che impatto avranno le nuove disposizioni su AstraZeneca sulla campagna vaccinale in corso? «Io spero che acceleri la campagna degli anziani», è la risposta di Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute. «La priorità resta quella. Visto che abbiamo vaccinato quasi tutti gli insegnanti e le forze dell’ordine, dobbiamo proseguire con l’abbattimento dell’incidenza della malattia presso tutte le categorie a rischio».

Gli effetti collaterali

Locatelli, che ha parlato dopo l’introduzione del ministro Mariastella Gelmini, ha fatto riferimento a «trombosi a livello cerebrale e degli organi addominali e abbassamento della conta delle piastrine» come possibili, rari effetti collaterali del vaccino anglo-svedese. «Mentre l’altra volta non si era trovato un nesso di causalità - avrebbe detto Locatelli secondo quanto riferito da fonti presenti all’incontro -, oggi è dichiarato plausibile anche se non dimostrato. È più frequente fino ai 60 anni di età, con complicanze più in soggetti donne e sotto i 60 anni. Solo dopo la prima somministrazione, nell’arco di due settimane. Ma sulla seconda i numeri sono ancora troppo bassi. Più difficile trarre conclusioni».

Figliuolo: niente trombosi dopo la seconda dose

Non ci sono «casi di trombosi dopo la seconda dose» di Astrazeneca, avrebbe detto il commissario Francesco Figliuolo all’incontro con le Regioni, secondo quanto si apprende da fonti che assistono alla riunione. Sul piano vaccinale il generale ha affermato che «apriamo da domani la categoria 60-79 anni ad Astrazeneca. Una platea di circa 13 milioni di persone, due milioni dei quali hanno già avuto la prima dose. Bene che le Regioni abbiano aumentato la quota di over 80. Dobbiamo coprire prima possibile questa fascia di età», avrebbe aggiunto.

AstraZeneca a lavoro per comprendere meglio eventi rari

AstraZeneca «ha collaborato attivamente con le autorità regolatorie per implementare queste modifiche relative alle informazioni sul prodotto e sta già lavorando per comprendere meglio i singoli casi, l’epidemiologia e i possibili meccanismi che potrebbero spiegare questi eventi molto rari” connessi al suo vaccino anti-Covid», secondo quanto rende noto rende noto l’azienda stessa.

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