ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl caso

AstraZeneca, perché Danimarca, Norvegia e Islanda hanno sospeso il vaccino

Stop cautelare dopo alcuni coaguli di sangue. Indagini su tre vittime in Italia, ritirato un lotto. Draghi sente von der Leyen: «Nessun legame con la trombosi»

di Francesca Cerati

Vaccino Covid, Danimarca sospende AstraZeneca. Aifa blocca lotto

4' di lettura

La buona notizia dell’approvazione del vaccino monodose di Johnson & Johnson da parte dell’Ema, che amplia così il numero di dosi per la campagna vaccinale, è stata in parte offuscata dal temporaneo stop messo in atto dalla Danimarca (e poi anche da Islanda e Norvegia) del vaccino di AstraZeneca. Anche se la sospensione durerà solo 14 giorni ed è descritta come misura precauzionale, la notizia ha innescato un effetto domino anche in altri paesi. Italia compresa.

Le ragioni della scelta danese

La decisione presa dall’Autorità sanitaria danese «segue le notizie di gravi casi di formazione di coaguli di sangue, alla base di trombosi ed embolie, in persone vaccinate con il vaccino di AstraZeneca», ha spiegato in un comunicato l’Ente, aggiungendo comunque che «al momento non è stato determinato che ci sia un legame tra il vaccino e queste manifestazioni cliniche e ci sono buone prove che il vaccino sia sicuro ed efficace». In Danimarca, secondo i dati del Serum institut statale, hanno ricevuto una prima iniezione del vaccino AstraZeneca più di 142mila persone. Domenica scorsa anche l’Austria aveva sospeso la somministrazione di un lotto di vaccini AstraZeneca (il numero ABV5300) in seguito al decesso di una donna per trombosi multipla e il ricovero di un’altra per un’embolia polmonare dopo la somministrazione di due dosi del vaccino. In seguito a questi episodi anche Estonia, Lituania, Lussemburgo e Lettonia hanno sospeso in via precauzionale l’uso dei vaccini provenienti dallo stesso lotto, che conta un milione di dosi ed è stato distribuito in 17 Paesi.

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L’Aifa sospende il lotto ABV2856

Anche se l’Italia non è fra questi, l’Aifa ha comunque deciso di sospendere in via precauzionale un altro lotto AstraZeneca, l’ABV2856, in merito alla «segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti a questo lotto, anche se al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra vaccino e tali eventi», precisa Aifa. In serata il dg Nicola Magrini ha precisato che i casi sono tre. Due inchieste sono state aperte dalle Procura di Siracusa e Catania, dopo le morti sospette di un poliziotto e di un militare subito dopo la somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca, il cui lotto è stato sequestrato su decisione della magistratura.

La posizione di AstraZeneca

L’azienda che produce il vaccino sta «collaborando con le autorità sanitarie e regolatorie» e precisa che «da un'analisi dei nostri dati su oltre 10 milioni di somministrazioni non è emersa alcuna prova di un aumento del rischio di embolia polmonare o trombosi venosa profonda in qualsiasi gruppo di età, sesso, lotto o in qualsiasi paese in cui è stato utilizzato il vaccino AstraZeneca contro Covid-19. Il numero di questi eventi è significativamente inferiore nei soggetti vaccinati rispetto al numero osservato nella popolazione generale». Inoltre, precisa AstraZeneca, «dagli accertamenti di qualità internamente effettuati, non si sono evidenziati aspetti che possano avere avuto un impatto sulla qualità, sicurezza, efficacia del lotto in questione e di questo sono state prontamente informate le Autorità competenti».

Ema: non esiste correlazione

L’Ema ha affermato che non ci sono prove che colleghino AstraZeneca ai due casi austriaci, aggiungendo che in Europa il numero di persone che ha segnalato coaguli di sangue dopo l’iniezione non è stato superiore a quello della popolazione generale: 22 casi su 3 milioni (dato al 9 marzo). Comunque ha già avviato un’ulteriore review accelerata sul vaccino AstraZeneca. A ribadire che non ci sono evidenze di un nesso tra i casi di trombosi registrati in Europa e la somministrazione di questo vaccino sono stati anche il premier Mario Draghi e la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, durante una conversazione telefonica, rende noto palazzo Chigi.

Bassetti: «Legame con la patologia difficile»

«Il fatto che ci siano queste segnalazioni, significa che la rete di farmacovigilanza funziona - commenta Matteo Bassetti, ordinario di Malattie infettive e primario al San Martino di Genova - e che gli enti regolatori intervengono immediatamente di fronte a un minimo sospetto. Si tratta di una misura precauzionale che è sempre avvenuta nella storia dei farmaci, ma oggi fa clamore perchè c’è un’attenzione mediatica su questi vaccini». E alla domanda se in linea teorica possa esserci davvero un legame tra vaccino e trombosi, Bassetti risponde: «È rara e difficile, anche perché non è un’endovenosa, ma di un’iniezione intramuscolare, quindi è un effetto obiettivamente molto remoto. Andrà verificato e capire se ci sono delle categorie per cui occorre una maggiore attenzione».

Galli: «Una bufala che pagheremo a caro prezzo»

Se invece dipendesse da un difetto nella qualità di un lotto, «è successo anche per i vaccini antinfluenzali che si ritirasse un lotto perché durante la produzione ci sono state alterazioni qualitative, ma visto l’impressionante controllo di qualità che c’è su questi prodotti lo escluderei», conclude l’infettivologo. Anche Massimo Galli, primario infettivologo del Sacco di Milano, tranquillizza ma aggiunge: «È una “bufala” che pagheremo a caro prezzo, perchè le persone non vorranno vaccinarsi». Infine, se si considerano i dati elaborati nel Regno Unito, dove sono state già vaccinate 23 milioni di persone (impiegando in misura analoga l’antidoto di AstraZeneca e quello di Pfizer), il vaccino AstraZeneca è risultato sicuro ed efficace.

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