Ue minaccia blocco export

Vaccini AstraZeneca, ispezione Ue trova 29 milioni di dosi nello stabilimento di Anagni

L’Europa minaccia il blocco dell’export. Il comunicato di AstraZeneca: dosi destinati a paesi del piano Covax

AstraZeneca: l'effetto domino dello stop, il via libera in Italia per tutti e in Francia solo per over 55

4' di lettura

Ad Anagni, vicino a Frosinone, nello stabilimento dell’azienda statunitense Catalent, ci sono 29 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca pronte per essere spedite all’estero e scoperte dalle autorità italiane dopo un'indagine scattata su segnalazione della Commissione europea. Lo ha scritto questa mattina «La Stampa», lo scrive anche in tutta evidenza il Financial Times sul sito e poco dopo le 14 arriva la nota da Palazzo Chigi. È in tutta evidenza la notizia del giorno sul fronte della lotta alla pandemia che, tanto per cambiare, ha al centro il vaccino della big pharma anglo-svedese.

La ricostruzione di Draghi: «Due lotti partiti per il Belgio»

Due dei lotti di Astrazeneca bloccati ad Anagni «sono partiti oggi per il Belgio, alla casa madre. Da dove andranno da lì non so. Intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti». Ha spiegato così la situazione il premier Mario Draghi nella replica in Aula alla Camera. «Parlo di pragmatismo in senso positivo nei confronti dell’Ue, non metto la ricerca di altre strade prima. L’Italia ha mostrato che la sua azione è fondata su tre pilastri: il rispetto degli accordi da parte delle multinazionali dei vaccini; le sanzioni se questi accordi non sono rispettati; la pronta sostituzione dei vaccini mancanti con altri tipi di vaccino», ha continuato Draghi. «Sabato sera ricevo una telefonata della presidente della Commissione Ue su alcuni lotti che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati giacenti presso lo stabilimento di Anagni» dove «si infiala» il vaccino Astrazeneca. «Mi si suggeriva unììispezione. La sera stessa ho chiamato il ministro Speranza, da cui dipendono i Nas, e i Nas sono andati immediatamente e la mattina successiva, dopo aver lavorato tutta la notte, hanno identificato dei lotti in eccesso che a quel punto sono stati bloccati. Due oggi sono stati spediti in Belgio, dove c’è la casa madre. Ma sono lì, da lì dove andranno non so, ma intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti».

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La nota del governo italiano

«Nella giornata di sabato 20 marzo - si legge nella nota di Palazzo Chigi diffusa alle 14 - la Commissione europea ha chiesto al Presidente del Consiglio Mario Draghi di verificare alcuni lotti di vaccini presso uno stabilimento di produzione ad Anagni. Il Presidente del Consiglio ha informato il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha disposto un'ispezione che si è tenuta tra sabato e domenica grazie all'opera dei Carabinieri Nas. Dall'ispezione è risultato che i lotti erano destinati in Belgio. Tutti i lotti in uscita vengono controllati dai NAS». La nota di Palazzo Chigi rettifica quanto scritto stamane da «La Stampa»: secondo il quotidiano di Torino, le dosi erano dirette nel Regno Unito. Secondo Palazzo Chigi, invece, verso il Belgio.

A chi erano destinate le dosi?

La destinazione finale non è un fatto secondario perché se dirette nel Regno Unito, scatterebbe il blocco delle dosi visto che l’Ue è orientata a bloccare l’export di vaccini prodotti in Ue fuori dal gruppo dei 27 paesi. Se invece, come sostiene il governo italiano, la destinazione è il Belgio non ci sarebbe motivo di scandalo anche se non è chiaro il motivo della segnalazione Ue. Una fonte, citata dal Financial Times come un funzionario francese, affermava infatti che se questi 26 milioni di dosi non fossero stati destinati al blocco dei 27 paesi sarebbe scattato il blocco all’export. Ma appunto è un «se».

L’autodifesa di AstraZeneca

Interviene quindi AstraZeneca, l’azienda anglo-svedese che ha messo a punto il vaccino, e che comunica di «voler chiarire le dichiarazioni inaccurate» sul caso. «Attualmente non sono pianificati export al di fuori dei paesi che aderiscono al piano COVAX. Ci sono 13 milioni di dosi di vaccino in attesa del controllo di qualità per essere poi spediti a COVAX come parte del nostro impegno per fornire milioni di dosi a paesi a basso reddito, il vaccino è stato prodotto fuori dalla Ue e poi portato allo stabilimento di Anagni per l’infialamento. L’Ue supporta le forniture a paesi a medio e basso reddito attraverso COVAX. Ci sono altre 16 milioni di dosi - aggiunge la nota di Astrazeneca - che sono pronte per essere spedite in Europa. Quasi 10 milioni di dosi saranno consegnate ai paesi Ue nell’ultima settimana di marzo. Non è corretto definire questo carico come scorta. La produzione del vaccino è un procedimento molto complesso che molto complesso e richiede tempo».

L’accusa della Francia: «Ue non sarà l’utile idiota»

È a questo punto che interviene il governo francese, citato informalmente dal Financial Times. AstraZeneca ha mantenuto «quasi integralmente» i suoi impegni «con la Gran Bretagna ma non con l'Unione europea» in materia di consegna dei vaccini ed è «una situazione completamente inaccettabile» ha dichiarato, dopo il Consiglio dei ministri, il portavoce del governo francese Gabriel Attal. «L'Unione europea non sarà l’utile idiota di tutto questo», ha detto Attal, ricordando il caso di Anagni ovvero «uno stock di circa 30 milioni di dosi è stato identificato in occasione di un'ispezione» in Italia.

Commissione Ue chiede «piena trasparenza»

La Commissione Ue, attraverso fonti citate dall’Ansa, spiega come è partita l’ispezione. La richiesta di ispezione al sito di Anagni rivolta al governo italiano sulle dosi di AstraZeneca «è stata avviata dal commissario dell'Ue Breton» alla guida della Task force sui vaccini, «che ha sottolineato l'importanza della piena trasparenza sul numero di dosi che vengono prodotte nei siti europei di AstraZeneca. La Task Force è in attesa di conferma sull'esatta provenienza dei lotti individuati ad Anagni. Confidiamo che AstraZeneca faccia il possibile per garantire che tutti i lotti disponibili siano spediti non appena il processo di controllo qualità sarà completato». Finora l’unico export di vaccini che la Ue ha bloccato riguarda le 250mila dosi destinate dall’Italia all’Australia.

Johnson: «Il blocco all’export sarebbe un boomerang»

Non si è fatta attendere la risposta del premier britannico Boris Johnons: «Faccio solo gentilmente notare a chiunque stia considerando un blocco sull’esportazione» dei vaccini anti Covid, «o un’interruzione della catena delle forniture, che le aziende osservano queste azioni e traggono le conclusioni» del caso. Le conclusioni delle aziende farmaceutiche, ha proseguito Johnson, sarebbero quelle di domandarsi se fare o meno «investimenti in quei Paesi che impongano blocchi arbitrari».

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