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Il vaccino rallenta: AstraZeneca sospende i test clinici per una reazione sospetta (ma potrebbe riprenderli settimana prossima)

Sarebbe stata una infiammazione spinale la reazione sospetta registrata in un volontario ed a seguito della quale è stata decisa la sospensione cautelare della sperimentazione del vaccino anti Covid AstraZeneca-Oxford. L'infiammazione dei nervi spinali tuttavia potrebbe non essere collegata al vaccino inoculato

di Marzio Bartoloni e Francesca Cerati

Speranza: "Prime dosi vaccino Covid a fine anno"

Sarebbe stata una infiammazione spinale la reazione sospetta registrata in un volontario ed a seguito della quale è stata decisa la sospensione cautelare della sperimentazione del vaccino anti Covid AstraZeneca-Oxford. L'infiammazione dei nervi spinali tuttavia potrebbe non essere collegata al vaccino inoculato


4' di lettura

AstraZeneca ha interrotto i test clinici sul vaccino contro il Covid, allo studio insieme all'Università di Oxford, a causa di una reazione avversa sviluppata da uno dei partecipanti alla sperimentazione. La società farmaceutica ha comunicato in una nota che in una revisione standard dei trial del vaccino una persona ha sviluppato una malattia non spiegata. Lo stop temporaneo serve ai ricercatori per avere il tempo di esaminare i dati, mantenendo l'integrità della sperimentazione. Il vaccino è uno di quelli in fase di studio più avanzata, considerato tra i principali candidati per un precoce ingresso sul mercato.

Rallenta il vaccino
Anche se i test sul vaccino potrebbero riprendere la prossima settimana _ come riporta il Financial Times citando alcune fonti - l’obiettivo di avere le prime dosi per novembre si allontana e potrebbero slittare al prossimo anno. Del resto i tempi erano già strettissimi prima della sospensione dei test e tra l’altro all’Ema, l’Agenzia europea dei farmaci che deve autorizzare l’impiego del vaccino, non era ancora arrivata nessuna richiesta di valutazione del candidato vaccino. Del resto per sviluppare un vaccino normalmente ci vogliono 4-5 anni, mentre per quello contro il Covid si vorrebbero accorciare i tempi a un anno. «La battuta di arresto del vaccino AstraZeneca di Oxford è fisiologica e normale, non è uno stop ma una fase di valutazione, non è mai stato sviluppato un vaccino in un anno», ha detto Andrea Crisanti ordinario di microbiologia all'Università di Padova a 24Mattino su Radio 24. «Si tratta di processo lungo e complesso, che coinvolge circa 100mila persone, lo sviluppo di un vaccino dura circa 5 anni. Giustificato fare degli sforzi perché si tratta di una misura che dal punto di vista costi ed efficacia è la più conveniente ma ci vuole tempo». Cautela arriva anche dall’altra sponda dell’Oceano dove Anthony Fauci, il super esperto americano di malattie infettive, che non a caso aveva spiegato che era «improbabile avere una risposta definitiva sulla sicurezza e l'efficacia di una vaccino entro la fine dell'anno». Anche dalle big pharma stesse è arrivato un appello a non correre sullo sviluppo del vaccino magari sulla spinta di “pressioni politiche”.

«Noi, le sottoscritte società biofarmaceutiche, vogliamo rendere chiaro il nostro impegno continuo a sviluppare e testare potenziali vaccini per Covid-19 in conformità ad elevati standard etici e solidi principi scientifici», si legge nella dichiarazione. Aggiungendo che: «questo impegno contribuirà a garantire la fiducia del pubblico nel rigoroso processo scientifico e normativo attraverso cui i vaccini Covid-19 vengono valutati e possono essere infine approvati». L’appello è stato firmato dai Ceo di AstraZeneca, BioNTech, GlaxoSmithKline, Johnson & Johnson, Merck, Moderna, Novavax, Pfizer e Sanofi.

La decisione della sospensione

IIl ministro della sanità britannico Matt Hancock ha dichiarato che la decisione di AstraZeneca di sospendere le sperimentazioni sul vaccino contro il coronavirus è stata “una sfida”, ma non necessariamente una battuta d’arresto nello sviluppo del vaccino. «In realtà non è la prima volta che questo accade al vaccino di Oxford», ha risposto ai microfoni di Sky News. Alla domanda se ciò potrebbe ritardare il processo di sviluppo del vaccino, ha detto: «Non necessariamente, dipende da ciò che trovano quando fanno le indagini». Una chiarimento arriva anche da Piero di Lorenzo amministratore delegato dell'Istituto di ricerca Irbm di Pomezia che ha partecipato allo sviluppo del vaccino:  «Si è presentato un quadro clinico avverso in uno solo dei 50mila soggetti volontari su cui il vaccino è stato testato. La multinazionale Astrazeneca ha dunque deciso di sospendere temporaneamente la sperimentazione in nuovi soggetti mentre continua il monitoraggio degli altri volontari. Una precauzione standard prevista nella sperimentazione di vaccini, quella di Astrazeneca, che è utile ribadire». Il virologo Fabrizio Pregliasco, dell'Università di Milano, all’Huffington Post ha fatto sapere che la seria reazione avversa sarebbe legata a una «infiammazione del midollo spinale». Ora, aggiunge Pregliasco, «bisogna indagare per capire se c'è o meno una correlazione» con il vaccino.

Dati sugli effetti collaterali (febbre, dolori muscolari, irritazione e infezione cutanea nel punto di inoculazione del vaccino e mal di testa) erano già emersi nella fase I/II dei trial, ma apparivano di grado lieve o moderato.

La difesa della cinese CanSino

La cinese CanSino Biologics si difende dopo che scienziati esterni all'azienda avevano espresso la preoccupazione sull'efficacia del candidato Ad5-nCoV di CanSino, che si basa su un comune virus del raffreddore. La preoccupazione è che gli anticorpi esistenti contro il comune virus del raffreddore potrebbero minare Ad5-nCoV. «Lo sviluppo di vaccini è una scienza basata sulla pratica e non dovremmo seguire ciecamente gli esperti», ha detto Zhu Tao, direttore scientifico, durante una conferenza per gli investitori. Ha aggiunto che ci sono stati casi in cui i vaccini creati utilizzando metodi messi in dubbio dagli esperti avevano ottenuto le approvazioni normative dopo che gli studi clinici ne avevano dimostrato il funzionamento.

Nessuna prova ha dimostrato che gli anticorpi esistenti contro il raffreddore comune potrebbero avere un impatto negativo importante sulla capacità di Ad5-nCoV di innescare gli anticorpi contro il nuovo coronavirus, ha detto Zhu, citando i risultati di 128 partecipanti testati con una dose inferiore del candidato vaccino. Ad5-nCoV, ancora in fase di sperimentazione finale, è stato approvato per l'uso nell'esercito cinese.

Le aziende produttrici di vaccini devono normalmente raccogliere dati in sperimentazioni su larga scala per ottenere l'approvazione normativa per l'uso di massa. Non è scientifico confrontare i livelli di anticorpi generati finora da diversi candidati vaccini, perché vari metodi di test potrebbero distorcere i risultati, ha detto ancora Zhu.

Il vaccino di AstraZeneca utilizza una tecnologia simile a quella di CanSino.


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