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Astrazeneca, gli Usa contestano gli ultimi dati sui test: «Non aggiornati». L’azienda: entro 48 ore nuove informazioni

L’autorità indipendente di controllo guidata da Fauci dice che le informazioni potrebbero non essere aggiornate, e per questo saranno necessari ulteriori approfondimenti

di Agnese Codignola

Coronavirus, i vaccinati al 23 marzo 2021

2' di lettura

A sole 24 ore dall'annuncio dei dati più che positivi su 32.000 persone reclutate tra Stati Uniti, Cile e Perù, è dagli stessi Stati Uniti che arriva la doccia gelata: i numeri presentati da AstraZeneca, secondo quanto comunicato dal Data and Safety Monitoring Board, organismo indipendente di controllo, al Barda, ai National Institutes of Allergy and Infectious Diseases e alla stessa azienda, potrebbero essere non aggiornati, e per questo saranno necessari ulteriori approfondimenti.

Slitta così a data da destinarsi la prevista approvazione del quarto vaccino sul suolo americano, nonostante l'esito dello studio.Due giorni fa l'azienda aveva emesso un comunicato nel quale affermava che il vaccino protegge tutti (il 100% dei vaccinati) dal decesso e dal rischio di forme gravi di malattia, il 79% dal rischio di sintomi, e che è efficace anche negli over 65 che, in questo caso, a differenza degli studi precedenti, rappresentavano il 20% del campione.

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Inoltre – e su questo è stato molto chiaro lo stesso Anthony Fauci – un'analisi approfondita e specifica non avrebbe finora fatto emergere dubbi in merito alla sicurezza e, in particolar modo, ai rischi trombo-embolici, mentre avrebbe confermato l'efficacia sulle varianti in circolazione nei tre paesi.

Lo stesso Fauci in mattinata ad ABC News ha detto «questo è probabilmente un vaccino molto buono», ma il data and safety monitoring board ha espresso la «preoccupazione» che i dati «siano un po’ datati e possano dunque essere un po’ fuorvianti».

Però, finora, i dati non sono stati pubblicati su riviste scientifiche, e non sono quindi a disposizione della comunità scientifica per valutazioni indipendenti.Visti anche i numeri ottenuti nelle vaccinazioni in Gran Bretagna ed Europa, è improbabile che i dati più aggiornati che richiedono le autorità statunitensi si discostino molto da quelli annunciati, ma tant'è.

Per ora, le autorità americane richiedono con urgenza una stretta collaborazione con AstraZeneca, per chiarire ogni dubbio, prima di procedere nell'iter di approvazione.

AstraZeneca, in risposta, ha annunciato che «entro 48 ore» fornirà agli Stati Uniti altri dati sul vaccino. In un comunicato la società farmaceutica ha spiegato di aver utilizzato dati risalenti a un periodo antecedente il 17 febbraio per risultati delle sperimentazioni cliniche negli Stati Uniti e di voler mettersi in contatto «immediatamente» per fornire al Data and Safety Monitoring Board «informazioni più aggiornate possibile».

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