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Asvis, la manovra non contribuisce ad attuare la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile

Manca anche un impegno forte per un’efficace azione di accertamento della ricchezza sommersa e una reale lotta all’evasione fiscale e contributiva

di N.Co.

Giovannini: in Italia arretra lo sviluppo sostenibile

3' di lettura

La manovra per il 2024 nel mirino dell’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. «Il disegno di Legge di bilancio 2024 appare fortemente insoddisfacente in quanto non contribuisce ad attuare la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile approvata dal Governo Meloni due mesi fa, non fa chiarezza sulle fonti di finanziamento per gli investimenti che l’Esecutivo intende escludere dal Pnrr e non ridurrà le disuguaglianze che caratterizzano il nostro Paese». Questo emerge dal Policy brief pubblicato dall’Asvis, in cui si afferma che «il Ddl appare caratterizzato da una sostanziale inadeguatezza a stimolare una dinamica economica positiva in presenza di forti e numerose tensioni geopolitiche».

La manovra non porta il Paese su un percorso di sviluppo sostenibile

Inoltre, si legge, «il provvedimento non contribuisce a portare il Paese su un percorso di sviluppo sostenibile capace di affrontare in modo determinato le grandi sfide che abbiamo davanti, dalla transizione ecologica giusta alla riduzione delle disuguaglianze». Di questi temi si è discusso nel corso dell’Asvis Live che si è svolto a Roma presso la CeoForLife Clubhouse Montecitorio, dove esponenti di istituzioni, politica e società civile si sono confrontati sulla dimensione economica dello sviluppo sostenibile, partendo proprio dai contenuti del Policy brief e del Rapporto Asvis 2023 pubblicato il 19 ottobre.

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Giovannini: assenza di strategia per uno sviluppo sostenibile di medio e lungo periodo

«Analizzando il ddl colpisce l’assenza di una strategia per uno sviluppo sostenibile di medio e lungo termine - sottolinea Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Asvis - in totale contraddizione con la nuova Strategia adottata dal Governo il 18 settembre e con l’impegno assunto all’Onu lo stesso giorno di predisporre un ‘Piano di accelerazione’ per conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile».

Due terzi dei 24 miliardi sono in deficit

Giovannini osserva che «dei 24 miliardi di euro di manovra, quasi due terzi (15,9 miliardi di euro) sono in deficit e dunque a carico delle future generazioni. Il tema della fiscalità ambientale è totalmente assente, mentre ci sarebbero ampie opportunità per trasformare i Sussidi ambientalmente dannosi (Sad) in Sussidi ambientalmente favorevoli (Saf) e così sostenere lo sforzo che il sistema economico deve compiere per realizzare una transizione ecologica ‘giusta’».

Manca un impegno forte contro ricchezza sommersa ed evasione fiscale

Manca, inoltre, un impegno forte per un’efficace azione di accertamento della ricchezza sommersa e una reale lotta all’evasione fiscale e contributiva. Insomma, nel Ddl manca una visione sistemica in grado di offrire al nostro sistema economico un quadro chiaro della direzione nella quale investire e grazie alla quale costruire un futuro di sviluppo sostenibile per il Paese basato su un orientamento comune di investimenti pubblici e privati».

La legge dovrebbe contribuire a recuperare i ritardi sull’Agenda 2030

Secondo l’Asvis, la Legge di bilancio «dovrebbe avere come priorità quella di contribuire a recuperare i gravi ritardi accumulati dall’Italia rispetto all’Agenda 2030 e agli altri impegni europei, ma il testo in discussione non va in questa direzione. Le misure espansive presenti nel Ddl hanno un orizzonte temporale limitato al 2024, come nel caso del taglio del cuneo fiscale per chi guadagna fino a 35mila euro l’anno e l’unificazione dei primi due scaglioni dell’Irpef, con un’unica aliquota al 23% per i redditi fino a 28mila euro».

Imposte in aumento, con impatto sulle fasce più vulnerabili

«Al contempo, sono diverse le imposte che aumenteranno a partire dal 2024 e che avranno un impatto specialmente sulle fasce più vulnerabili della popolazione: aumento dell’Iva dal 5% al 10% sui prodotti per l’infanzia e per l’igiene femminile e per la tassa di soggiorno. Si segnala anche il nuovo rinvio dell’entrata in vigore della Plastic e Sugar Tax al 1 luglio 2024».

Si riduce la spesa sanitaria

«Sebbene sul fronte delle spese sono previste alcune misure a favore delle famiglie, tra cui sostegni alla genitorialità e alla natalità (congedi parentali, incremento bonus asili nido, decontribuzione per le lavoratrici con due figli - recentemente ridotta a un anno - e con oltre tre figli), la spesa sanitaria (che aumenta di 3 miliardi nel 2024, 4 miliardi nel 2025 e 4,2 miliardi dal 2026), si riduce dell’1,9% in termini reali, un taglio che si aggiunge a quello dell’1,7% avvenuto nel 2023», segnala Asvis.

Infrastrutture: fondi solo per il Ponte di Messina

Per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali, «l’unico intervento per cui sono allocate ampie risorse è quello per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, mentre viene ignorato il fabbisogno derivante dalla prosecuzione delle misure presenti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e nel Piano Nazionale Complementare (Pnc), cioè di interventi di lungo periodo in settori chiave (idrico, connessioni per il sistema della mobilità, ecc.) indispensabili per colmare i ben noti divari infrastrutturali di cui soffre l’Italia, anche nel confronto con i competitor internazionali». Inoltre, osserva Asvis, «non è previsto uno stanziamento per incrementare la percentuale di Reddito nazionale lordo destinata all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, che dovrebbe raggiungere lo 0,7% entro il 2030 e che oggi è fermo allo 0,3 per cento. A questa lacuna si aggiunge l’intenzione, riportata da alcuni organi di stampa, di spostare una cospicua parte delle risorse del Fondo italiano per il clima (il 70%) ai Paesi africani, nell’ambito del cosiddetto Piano Mattei».


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