Sviluppo

ASviS: «Ora un patto per l'occupazione giovanile per tutelare le nuove generazioni»

L’obiettivo è centrare i target fissati dal piano d’azione per attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali

di Enrico Netti

2' di lettura

Un patto per l’occupazione giovanile per concretizzare l’impegno del Governo e delle parti sociali e raggiungere, entro il 2030, una forte riduzione della percentuale dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (NEET), che a fine 2020 ha raggiunto il 23,3%. Un patto in linea con gli obiettivi fissati dal piano d’azione per attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali che ha definito come target un totale inferiore al 9%. Questa la proposta emersa durante l’evento nazionale del Festival dell'ASviS (L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile) «Un patto per l'occupazione giovanile», in cui le Istituzioni e i sindacati si sono confrontati su questo tema centrale per il futuro del paese.
All’evento, oltre al presidente dell’Alleanza Pierluigi Stefanini, hanno partecipato, tra gli altri, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando e la presidente del Consiglio nazionale dei giovani Maria Cristina Pisani. «Abbiamo il dovere di garantire alle generazioni che verranno le stesse opportunità di cui abbiamo beneficiato noi» ha commentato Pierluigi Stefanini.

Maria Cristina Pisani

«Cogliamo volentieri l’invito dell’ASviS a definire un Patto per l’Occupazione giovanile come strumento per sistematizzare le misure a impatto generazionale e promuovere un approccio integrato alla strategia per i giovani e all'elaborazione di politiche giovanili» dice Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio nazionale dei giovani. Il Cng chiede di integrare il Patto con alcune misure fondamentali: il contrasto del fenomeno dei tirocini non retribuiti in linea con la risoluzione del Parlamento Europeo COM (2020) 276, la realizzazione di una riforma, condivisa con le parti sociali, dell’apprendistato professionalizzante semplificando i numerosi oneri burocratici vigenti, l’allocazione di incentivi per l’autoimprenditorialità giovanile e infine la riforma dei servizi pubblici per l’impiego, innalzando i livelli di competenze degli operatori e assumendo figure specialistiche.

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