dopo il via libera al concordato preventivo

Atac, settimana decisiva: rischio di due scioperi a settembre

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(ANSA )


2' di lettura

Parte una settimana decisiva per l’Atac, l’azienda dei trasporti capitolina. Compiuto dal cda il primo passo per l’attivazionde del concordato preventivo, mercoledì 6 settembre si terrà il primo incontro tra l'assessore ai Trasporti Linda Meleo e Cgil, Cisl e Uil. L’indomani sarà la volta del consiglio straordinario sulla situazione e il futuro della municipalizzata dei trasporti, gravata da 1,3 miliardi di debiti. Nella stessa giornata i sindacati, preoccupati dagli effetti del concordato su stipendi dei dipendenti e posti di lavoro, terranno un presidio in piazza del Campidoglio.

Rischio scioperi
A settembre il rischio è di assistere a ben due scioperi nel settore dei trasporti in città: il primo è già stato proclamato da un gruppo di sigle per martedì 12; il secondo, di Cgil, Cisl e Uil, non è ancora certo ma potrebbe arrivare a fine mese. Intanto, l'assessore alle Partecipate Massimo Colomban non usa mezzi termini per dire che «in Atac il numero dei dipendenti è superiore di almeno il 10-15%, se si tiene conto della produttività, rispetto ad aziende analoghe di altre città italiane». «Le sue parole confermano le nostre preoccupazione su possibili ricadute del concordato preventivo sui lavoratori di Atac - tuona il segretario della Filt Cgil Eugenio Stanziale -. Nel rispetto delle procedure è possibile uno sciopero a fine settembre».

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Dal cda via libera al concordato preventivo
Il Campidoglio, con il neoassessore al Bilancio Gianni Lemmetti e l’imprimatur dei vertici M5S, sta lavorando a testa bassa con il management della società dei trasporti per approntare il piano. Nella speranza che la formula usata per l'Aamps di Livorno, seguita da Lemmetti con il sindaco Filippo Nogarin, funzioni anche nella Capitale guidata dalla pentastellata Virginia Raggi. Nonostante i numeri diversissimi: Aamps conta circa 300 dipendenti e aveva un debito a fine 2014 di 49 milioni; Atac ha 11.600 lavoratori e un debito di 1,35 miliardi.

Bilancio in rosso
Per capire l'entità del disastro bastano pochi numeri: anche se in calo rispetto agli anni passati, l'azienda è gravata da 1,35 miliardi di debiti (sui 3,2 miliardi di debito complessivo delle partecipate del comune di Roma), di cui 325 milioni con i fornitori. Atac ha bilanci in perdita dal 2003 nonostante le passate amministrazioni capitoline si siano svenate per oltre un miliardo in ricapitalizzazioni. Complessivamente, il parco mezzi ha un'età media di 12,2 anni, tra i più vecchi non solo d'Italia ma di tutta Europa, come rileva il documento redatto dalla Ragioneria Generale. Nel 2015 il numero di corse bus soppresse sono state oltre 550mila (il 28% in meno dell'anno precedente), e per la metà a causa di un guasto alle vetture. Proprio l'Antitrusti ha multato l'azienda per 3,6 milioni a seguito della cancellazione delle corse.

L’addio di Colomban
Intanto, l’assessore alle partecipate Massimo Colomban ha ufficializzato l’addio: «Io il 30 settembre mi dimetto». L’addio era programmato, ma arriverà non prima che l'imprenditore veneto abbia presentato il frutto della sua missione: il piano di razionalizzazione delle società partecipate. Una volta uscito di scena non è detto che sarà sostituito. In caso contrario, stando ai primi rumors, gli potrebbe subentrare Angelo Gennaro, che già lavora nello staff di Colomban.

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