trasporto pubblico locale

Atac, il Tribunale fallimentare approva il concordato

di Vittorio Nuti


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(Mimmo Frassineti / AGF)

2' di lettura

Via libera del Tribunale fallimentare di Roma al decreto che ammette Atac Spa - la municipalizzata del trasporto pubblico capitolino, con 13mila dipendenti, a un passo dal crac - al concordato preventivo “in continuità”. In pratica, la procedura con cui una azienda in crisi può tentare il risanamento attraverso la continuazione dell'attività evitando il fallimento. Il Collegio -informa l'azienda-, facendo seguito al parere positivo della Procura, ha valutato positivamente il lavoro effettuato dalla società del trasposto locale a Roma concretizzatosi nel Piano industriale depositato a gennaio 2018 e nella proposta Concordataria, «tesa a garantire la migliore soddisfazione possibile dei creditori, in discontinuità rispetto al passato e nel pieno rispetto delle regole».

La sindaca Raggi: «Vittoria dei cittadini»
a sindaca di Roma e principale “azionista” dell’azienda, Virginia Raggi, esulta via twitter: «#SalviamoAtac. Il Tribunale fallimentare di Roma ha ammesso al società al concordato preventivo che abbiamo presentato. Un passo verso il risanamento e il rilancio dei trasporti a Roma». «È una vittoria dei cittadini: Atac resterà in mano pubblica. Passo dopo passo cambiamo Roma», conclude la sindaca. Dal punto di vista procedurale la parola passa ora ai creditori che nell'assemblea convocata per il prossimo 19 dicembre dovranno votare il piano.

L’Ad Simioni: la strada ora è segnata, fiducia in risposta dei creditori
Soddisfatto del risultato - per nulla scontato, dati i conti dell’azienda passati al vaglio dei giudici della Procura e del tribunale fallimentare - il presidente di Atac, Paolo Simioni, che ricorda come al suo arrivo, lo scorso agosto, «l'azienda non riusciva più a pagare gli stipendi, i fornitori non rispondevano al telefono ed erano arrivati i primi pignoramenti dei conti correnti. Abbiamo subito preso atto della gravità della crisi e ci siamo messi immediatamente al lavoro». Il piano industriale «credibile» sottoposto al tribunale garantirà - assicura Simioni - «la migliore soddisfazione dei creditori», consentendo «il risanamento e rilancio della società». Ora la strada, conclude, «è segnata: a fine anno ci aspetta l'assemblea dei creditori. Siamo fiduciosi che il piano e la proposta concordataria consentiranno a tutti i creditori di valutare positivamente la nostra proposta, forti del positivo riconoscimento del Tribunale, della consistenza dei flussi che garantiremo loro, della nuova solidità che stiamo dimostrando giorno per giorno».

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