per 100mila posti di lavoro

Atene chiede 3 miliardi alla Banca Mondiale per 100mila posti di lavoro

di Vittorio Da Rold

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proteste dei lavoratori delle pulizie degli ospedali pubblici ad Atene


3' di lettura

La Grecia del premier Alexis Tsipras ha chiesto alla Banca mondiale - l’ente gemello del Fondo monetario internazionale, che in questo momento non partecipa al terzo piano di aiuti - un prestito da tre miliardi di euro per finanziare un piano speciale di rilancio dell'occupazione. Lo riporta in prima pagina dell’edizione online il Wall Street Journal, che cita funzionari del governo di Atene, ricordando però che l'iniziativa è inusuale, poichè di norma la Banca mondiale finanzia solo progetti di Paesi in via di sviluppo. Insomma, hanno pensato ad Atene, se il Fmi di Christine Lagarde non vuole dare i prestiti, allora chiediamo al suo omologo dedicato ai Paesi in via di sviluppo, visto che l’importante è avere una boccata di ossigeno che consenta politiche di sviluppo e non solo di austerità.

Un portavoce della Banca Mondiale ha dichiarato al Sole 24 ore: «Il governo della Grecia ha chiesto alla Banca mondiale di fornire assistenza tecnica e finanziaria per affrontare le pressanti sfide, tra cui la disoccupazione di lunga durata, la competitività e la crescita economica e la protezione sociale. La Banca Mondiale ha fornito servizi di consulenza in Grecia per aiutare il governo ad affrontare alcuni di questi problemi dal 2012. In accordo con la Banca mondiale (IBRD le procedure di qualsiasi decisione definitiva sulla fornitura di prestiti sarà soggetta ad approvazione da parte del Consiglio dei direttori esecutivi della Banca».

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Anche la Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, ha eccezionalmente deciso di aprire due anni oro sono, nel corso della riunione annuale in Georgia a Tbilisi, un ufficio ad Atene e ha concesso aiuti al Paese mediterraneo per sostenerne la ripresa pur non essendo esattamente nell’area ex comunista.

In Grecia il tasso disoccupazione è al 23% con quello giovanile al 60% e il programma messo a punto da Atene prevede la creazione di circa 100.000 posti di lavoro all'anno nell'arco dei prossimi tre anni. Circa il 74% dei disoccupati greci, secondo statistiche greche, è rimasto fuori dal lavoro per più di un anno senza ricevere nessun sussidio.

La troika ad Atene. Siamo molto vicini a un «accordo complessivo» per la seconda revisione del programma di salvataggio della Grecia. Lo ha detto il premier Alexis Tsipras, che oggi ha incontrato ad Atene il premier francese
Bernard Cazeneuve e il ministro delle Finanze Michel Sapin per spianare la strada al negoziato con i creditori internazionali.

Tsipras - riferisce l’agenzia internazionale Bloomberg - ha chiarito che con «accordo complessivo» non si intende solo una soluzione per concludere la
revisione del programma, ma un piano ad ampio raggio che include punti come l'alleggerimento del debito e l'accesso della Grecia al quantitative easing della Bce. Cazeneuve ha sottolineato che la questione dell'alleggerimento del debito greco deve essere affrontata immediatamente e il premier ellenico ha definito fattibile un accordo a livello tecnico in occasione dell'Eurogruppo del 20 marzo prossimo, spiegando che la trattativa con i creditori è alle battute finali ed è focalizzata su un mix equilibrato di politiche volte a coniugare misure di bilancio e a sostegno della crescita.

Atene e il mercato dei bond. La Grecia potrebbe tornare a finanziarsi sul mercato obbligazionario internazionale nel corso del 2017 se l'attuale impasse con i creditori internazionali sul salvataggio si risolverà in tempi rapidi. Lo ha detto il vice primo ministro del governo di Atene, Yiannis Dragasakis, spiegando che la Grecia potrebbe tenere un' «asta di prova» quest'anno se i negoziati per lo sblocco di nuovi prestiti si dovessero concludere «nelle prossime settimane». Atene è ancora esclusa dal Quantitave easing, cioè l’acquisto di bond da parte della Bce a causa del rating negetivo delle agenzie di rating.

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