L’intervista

«Ateneo in rete con le imprese Ora la sfida dottorati industriali»

Alessandra Petrucci. Sarà la prima donna a guidare l’Università di Firenze: 52 mila studenti, 138 corsi di laurea e un bilancio da 400 milioni. Dal 1° novembre partirà il suo mandato

di Silvia Pieraccini

 L’ateneo ha le sue origini nello Studium Generale che la Repubblica Fiorentina volle far nascere nel 1321

3' di lettura

Sarà la prima donna a guidare l’Università di Firenze, 52mila studenti, 138 corsi di laurea e un bilancio da 400 milioni di proventi. Alessandra Petrucci, 59 anni, nata a Milano e residente in Chianti, sposata, due figlie, ingegnere civile con un dottorato di ricerca in Statistica applicata, è stata eletta rettrice il 4 giugno scorso con il 60% dei voti espressi. Entrerà in carica il 1° novembre per coprire il mandato di sei anni. La aspettano due sfide importanti.

2021-07-09 21:10:32 ILSOLE24ORE REGIONALI 11

Cominciamo dalla prima. C’è bisogno di migliorare il rapporto tra imprese e università. Come intende farlo?
Quella che si chiama “terza missione” è un obiettivo decisivo, anche nel Pnrr (il piano nazionale di ripresa e resilienza) si chiede la partecipazione dell’università al trasferimento della ricerca e della conoscenza per far crescere il territorio e la società civile. Io credo che serva una programmazione strategica per la città. Dobbiamo riavviare il dialogo con le istituzioni e col sistema delle imprese per fissare gli obiettivi e creare delle reti che possano condurre alla diffusione della conoscenza. Le singole iniziative esistono, manca una rete e manca capacità di comunicazione.
Le dimensioni piccole e medie delle aziende toscane sono un ostacolo?
Beh, un tessuto produttivo come la Lombardia è molto diverso della Toscana, lì esistono molte realtà che hanno rapporti con l’università. Noi dobbiamo cercare, attraverso un sistema nuovo di comunicazione, di intercettare i bisogni delle imprese, anche attraverso contatti diretti con le associazioni: Confindustria per esempio si è fatta subito avanti per collaborare.

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2021-07-09 21:10:34 ILSOLE24ORE REGIONALI 11

Cosa potrà portare il Pnrr all’Università di Firenze?
Il potenziamento dei dottorati industriali e di quelli della pubblica amministrazione, che significa entrare a pieno titolo nella “terza missione” lavorando insieme con le imprese e gli enti pubblici. Queste misure sono citate nel Pnrr e finanziate. E poi c’è la progettualità con gli enti territoriali per andare a intercettare risorse: qui saranno molto importanti i tavoli di concertazione. Io vedo il Pnrr come una specie di scossa.
Una scossa di cui l’Università di Firenze ha bisogno?
Sì, certo, e siamo pronti ad accoglierla se ci potrà dare opportunità. Ci credo molto,
e credo possano esserci anche ritorni indiretti come la spinta alla digitalizzazione e semplificazione per sburocratizzare i processi universitari, terreno su cui
però ci vuole il supporto del ministero: ma confido molto nella ministra Messa.
Altre novità che potrebbero arrivare dal Pnrr?
Le riforme delle classi di laurea, cioè l’allargamento delle “gabbie” per configurare l’offerta formativa e disegnare così delle lauree più vicine agli obiettivi, consentendo maggiore interdisciplinarità: non è facile da realizzare, ma potrebbe essere un modo nuovo per dare la possibilità alle aziende di sviluppare questo paese.
Anche perché serve una spinta. La Toscana ha 558 start up innovative, metà della Campania. Come si cambia marcia?
Si deve lavorare sui giovani, sui nostri studenti, per metterli in condizione di esercitarsi sulle nuove idee. Negli ultimi tempi ci sono state diverse iniziative, il nuovo corso mi sembra avviato anche se rispetto ad altre realtà va recuperato terreno.
La seconda sfida del suo mandato sarà la riorganizzazione delle sedi. Quanto investirete?
Per il trasferimento della scuola di Agraria dalle Cascine al polo scientifico di Sesto Fiorentino abbiamo un finanziamento ministeriale di 30 milioni che libera risorse del bilancio da investire in altri progetti, a partire da quello di risistemazione della grande biblioteca umanistica “Brunelleschi”, la più grande d’Europa, della sede di Ingegneria a Santa Marta e di parte di Medicina a Careggi.
Come si risolleva l’immagine dell’Università di Firenze, appannata negli ultimi tempi da un'inchiesta della Procura sui concorsi pilotati?
Intanto bisogna attendere con serenità le decisioni della magistratura. L’Ateneo dovrà fare una riflessione, le criticità andranno affrontate, anche se c’è una legislazione nazionale da rispettare. Se il processo di trasparenza presenta delle pieghe bisognerà andare a operare a un livello superiore.

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