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Atlante punta allo scorporo di Bim e dei suoi Npl

di Luca Davi


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3' di lettura

Un piano di rilancio per Bim da varare nel primo semestre dell’anno. Con Atlante nel ruolo di azionista diretto, meno Npl in portafoglio e il radar acceso per realizzare possibili acquisizioni. È questo il progetto a cui sta lavorando il management della banca. Tutto parte dalla decisione dell’azionista Atlante di estrarre Bim dal perimetro di Veneto Banca per prendere il controllo diretto. L'operazione, che a quanto risulta al Sole 24Ore potrebbe vedere la luce nel primo semestre del 2017, non finirebbe però qui. Perchè potrebbe includere anche il contemporaneo smaltimento delle sofferenze del gruppo attivo nel private banking, pari a circa 570 milioni di euro lordi, ovvero 321 milioni al netto dell rettifiche.

A confermare il disegno di massima relativo al ridisegno societario è stato nelle scorse settimane lo stesso numero uno di Atlante, il fondo che è azionista di maggioranza della banca veneta, Alessandro Penati.

Il manager ha infatti espresso il desiderio che «allorché sussistano favorevoli condizioni patrimoniali e di mercato» Bim acquisisca «autonomia dal gruppo Veneto Banca, auspicando a tal fine una partecipazione diretta del Fondo Atlante nella società». Nel quadro di questa revisione interna, Penati potrebbe poi rivestire il ruolo di presidente di Symphonia sgr.

Nel corso del suo intervento alla convention di Bim, Penati si è infatti detto disponibile ad «assumere un incarico di responsabilità, ancorché di natura non esecutiva, nella società controllata Symphonia sgr, qualora gli organi di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni e della controllante Veneto Banca lo ritenessero opportuno e utile al fine di promuovere lo sviluppo della Sgr».L'estrazione di Bim da Veneto Banca avrebbe un doppio effetto.

Anzitutto asciugherebbe gli attivi ponderati per il rischio (risk weighted asset) in capo alla banca di Montebelluna, che fino ad oggi ha consolidato al 71% il gruppo di private banking. Un'ottima notizia per lo stesso Atlante, visto che con un ammontare ridotto degli Rwa, la banca necessiterebbe di un minor apporto di capitale fresco in fase di aumento.

La ricapitalizzazione è del resto data per scontata, come dimostra la scelta effettuata da Quaestio sgr di aver effettuato un versamento di 628 milioni di euro alla stessa Veneto Banca in conto futuro aumento di capitale. La seconda ragione dell'operazione ha a che fare con una crescita di Bim e Symphonia per linee esterne. «Per la nostra banca si prospetta un cambio radicale – spiega Giorgio Girelli, a.d. di Bim - Avere un azionista di riferimento strutturato come Atlante, anziché una banca retail, permetterebbe di avere maggiore forza sul mercato e maggiore indipendenza. Da parte nostra c'è interesse a valutare aggregazioni perché il mercato chiede consolidamento».

In questo contesto, Bim «con questa nuova struttura azionaria può diventare protagonista ed esaminare possibili acquisizioni nel settore».Nel piano di rilancio, come detto, rientra anche una revisione del pacchetto dei non performing loans della banca attiva nel private. L'ipotesi è una cessione tout court degli Npl, che porterebbe a un alleggerimento degli Rwa e a un beneficio di liquidità. «Stiamo lavorando al progetto e puntiamo a portarlo a termine nella prima metà del 2017», aggiunge Girelli.

Nella strategia di fondo, l'intenzione è «creare una realtà totalmente incentrata sul private banking, che abbandoni la politica di erogazione di crediti corporate che in passato ha procurato problemi: ora puntiamo a creare una banca “safe haven”, in cui il cliente non corra nessun rischio di controparte nel deposito dei propri investimenti. Quest anche un portafoglio di proprietà all'insegna della massima prudenza perché questo può essere una chiave di successo nel settore bancario italiano nei prossimi mesi», aggiunge Girelli. All'interno del progetto di rilancio di Bim cìè anche la rivisitazione dell'intera struttura, come già presentato nel 2016, e una focalizzazione sull'offerta di «servizi su misura, che va in direzione opposta a quella del mercato, tendenzialmente più standardizzata».
.@lucaaldodavi

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