infrastrutture

Atlantia-Acs chiudono su Abertis. Al via riassetto da 17 miliardi di euro

di L. Galvagni e M. Mangano


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(Afp)

3' di lettura

Si chiude l’operazione Abertis. Come anticipato da Il Sole24 Ore.com, stamattina Atlantia, ACS e Hochtief hanno fatto sapere di aver perfezionato l’accordoper la conquista del gruppo autostradale spagnolo. Nel dettaglio è stato costituito Abertis Partecipaciones S.A., società di diritto spagnolo il cui capitale è detenuto da Abertis HoldCo S.A., veicolo a sua volta partecipato da Atlantia 50% (più una azione), ACS 30% e Hochtief 20% (meno una azione).

Abertis Partecipaciones S.A. ha acquisito, al prezzo di 18,36 euro per azione, il 98,7% del capitale di Abertis detenuto da Hochtief, riveniente dall’offerta pubblica di acquisto lanciata sul gruppo iberico, terminata a metà maggio e incrementata con successivi acquisti sul mercato prima del delisting di Abertis dalla Borsa di Madrid . Per acquisire il 98,7% del capitale di Abertis le parti hanno investito complessivamente 16,5 miliardi di euro. Tale importo, ricorda la nota dissusa dai due gruppi, è stato finanziato tramite mezzi propri per 6,9 miliardi di euro confluiti in Abertis HoldCo, mentre il restante ammontare è stato finanziato attraverso un pacchetto finanziario comprendente un term loan amortising da 3 miliardi di euro (con scadenza compresa fra i 4 e i 5 anni), un prestito ponte (bridge-to-bond con scadenza a 18,5 mesi) per 4,7 miliardi di euro, un bridge-to-disposal per 2,2 miliardi di euro (dei quali 1,7 miliardi di euro saranno rimborsati con i proventi della vendita della quota di Abertis in Cellnex già perfezionata nel maggio 2018).
In una transazione separata, come previsto dal medesimo accordo, Atlantia ha acquisito il 23,9% del capitale di Hochtief da ACS a un prezzo pari a 143,04 euro per azione, per un corrispettivo totale di 2,4 miliardi di euro.
Atantia ha finanziato il proprio apporto di capitale in Abertis HoldCo e l'acquisizione del 23,9% di Hochtief attraverso disponibilità di cassa e un pacchetto finanziario con scadenze comprese fra il 2022 e il 2023.

Resta da capire, a questo punto, solo la definizione dell’assetto al vertice del nuovo gruppo. In proposito, il nome del presidente e del segretario generale dei due veicoli, Abertis holdco e Abertis Participaciones, che terranno le redini di Abertis. Il numero uno sarà di nomina italiana mentre il segretario sarà indicato dalle aziende che fanno capo a Florentino Perez.

La chiusura dell’operazione arriva a pochi giorni dalla scomparsa di Gilberto Benetton, di cui si sono tenuti venerdì i funerali a Treviso. Benetton è stato il primo sponsor convinto della “campagna di Spagna”. E molto si è speso perché l’offerta andasse in porto, complice anche lo stop subito nel 2006 quando l’allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, bloccò di fatto il primo tentativo di nozze.

Ora il riassetto è realtà, grazie anche alla pace firmata dal ceo di Atlantia, Giovanni Castellucci, e dal patron di Acs, Florentino Perez, lo scorso febbraio in un albergo di Londra, quando ormai sembrava che italiani e spagnoli fossero destinati a scontrarsi sul mercato in una guerra d’Opa. Ipotesi tramontata nel momento in cui è stato deciso di condurre congiuntamente l’assalto ad Abertis.

Il quadro per creare il campione globale delle infrastrutture è dunque sostanzialmente completo. Anche se, sullo sfondo, permane l’incertezza legata all’evoluzione dello scenario in Italia. Dal crollo del Ponte Morandi diverse cose sono cambiate e ora il futuro campione rischia di restare orfano delle autostrade italiane. Asset che, da solo, vale circa il 60% dei ricavi di Atlantia. Sul fronte dei flussi di cassa verrebbe dunque a mancare una voce assai rilevante anche se non tale da compromettere il profilo finanziario della società che, nel caso, avrà il baricentro completamente spostato all’estero. Tanto più perché, come è noto, l’operazione Abertis ha portato nel perimetro del gruppo italiano anche il 24,5% di Hochtief.

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