ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’alternativa alla revoca

Atlantia, la carta Sintonia per favorire l’asse con F2i

Ecco il piano, alternativo alla revoca, per fare entrare un socio-commissario nelle società controllate dai Benetton

di Laura Galvagni


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3' di lettura

I rapporti tra Gianni Mion, oggi alla guida della Edizione della famiglia Benetton, e Renato Ravanelli, capo di F2i, sono di vecchia data e in prospettiva l’idea di poter lavorare assieme potrebbe piacere ad ambo le parti. Tuttavia, perché questo possa avvenire è necessario che si realizzino alcune condizioni. Innanzitutto che la mossa possa produrre effetti positivi per tutti i soggetti coinvolti.

E in quest’ottica possa favorire in qualche modo anche la possibile risoluzione del delicato tema Autostrade per l’Italia. Tassello, quest’ultimo, che se non trova adeguata collocazione genererà effetti a catena significativi su Atlantia, impedendo qualsiasi tipo di ragionamento strategico sulla compagnia almeno nel breve periodo.

F2i, ci si chiede, può bastare da sola a stemperare la tensioni? Molto dipende evidentemente dallo schema che potrebbe essere scelto per promuovere l’asse. Siamo, al momento, nel campo delle ipotesi ma appare chiaro che il semplice ingresso del fondo nella partita non è una soluzione a patto che non garantisca in qualche modo poteri di governance sulla holding infrastrutturale e le sue controllate. Perché ciò avvenga, però, è necessario un intervento a un piano intermedio della catena di controllo. In proposito un ruolo centrale potrebbe giocarlo la vecchia Sintonia, oggi scatola vuota a metà strada tra Edizione e Atlantia ma in prospettiva un possibile condominio condiviso tra Ponzano Veneto e altri partner, capace di dare linfa alla holding e alle partecipate. Se l’eventuale ingresso del fondo si realizzasse infatti a quel livello sarebbe molto più facile definire un piano di governance gradito che possa poi incidere su Atlantia.

Ma come potrebbe concretizzarsi materialmente l’approdo di F2i in Sintonia? Qui la situazione si fa più complessa. Il fondo non dispone di risorse fresche e pur avendo in agenda il lancio di una nuova iniziativa di certo non potrebbe raccogliere i denari in tempi sufficientemente rapidi per favorire il riassetto. Questa, d’altra parte, potrebbe non essere l’unica opzione. Anzi, ne esiste un’altra che potrebbe raccogliere il favore di tutte le parti sedute al tavolo. F2i è un fondo “multi infrastrutturale”, ossia con un portafoglio che conta numerose iniziative nel settore. Ci sono aeroporti, ci sono torri, ci sono impianti di energia rinnovabile. Tutti asset che potrebbero interessare a una holding come Atlantia che punta ad essere un soggetto chiave nel mondo delle grandi opere. Ecco perché, si potrebbe immaginare il conferimento nel perimetro della holding di parte di queste attività e contemporaneamente l’entrata del fondo ai piani alti della catena.

Lo schema avrebbe un duplice effetto: quello di inserire nelle stanze dei bottoni un soggetto che ha tra i suoi sottoscrittori Cdp, istituzione governativa per definizione, senza innescare una spirale negativa per la compagnia. Va detto, tuttavia, che la sola presenza di F2i potrebbe non soddisfare completamente la controparte politica. Alcuni osservatori segnalano come potrebbe essere maggiormente gradito una presa diretta della Cassa in Aspi. Cosa che, però, potrebbe avvenire di pari passo con l’intesa tra fondo ed Edizione al piano superiore.

Plausibile? La palla, per ora, è nel campo del governo. L’esecutivo, almeno nella sua componente di maggioranza riferita ai 5 stelle, continua a propendere per la revoca della concessione in capo ad Autostrade per l’Italia secondo le regole del Milleproroghe. Una mossa contro la quale, nel caso, Atlantia e Aspi sono pronte a difendersi in ogni modo. Questo, però, non scongiurerebbe nel breve gli effetti più che destabilizzanti, in termini di tenuta finanziaria, sulle due compagnie come raccontato su Il Sole 24 Ore di ieri. Intanto oggi il cda di Aspi esaminerà il nuovo piano industriale, altra carta da tentare di giocare sul tavolo della trattativa con il Governo.

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