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Atlantia corre ma broker frenano su Opa, «difficile scalarla e serve alto premio»

Gli analisti, benchè per il momento vi siano poche certezze e molte ipotesi, hanno iniziato subito a esercitarsi suipossibili scenari, ponendo almeno tre punti fermi

di Cheo Condina

(AFP)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Atlantia vola subito in apertura (+10%) e aggancia quota 21 euro, ai massimi da febbraio 2020, in scia alla sfida per il controllo che si annuncia serrata. Da una parte infatti i fondi Gip e Brookfield nella notte hanno confermato una proposta preliminare non vincolante a Edizione (Benetton) per la società, proposta che coinvolgerebbe anche la Acs di Florentino Perez, interessata a tutti gli asset autostradali della holding. Dall'altra parte - secondo rumors - gli stessi Benetton sarebbero pronti a blindare Atlantia lanciando a loro volta un'Offerta con Blackstone. Al proposito, nelle prossime ore, potrebbero arrivare ulteriori chiarimenti al mercato.

Gli analisti, benchè per il momento vi siano poche certezze e molte ipotesi, hanno iniziato subito a esercitarsi sui possibili scenari, ponendo almeno tre punti fermi: scalare Atlantia in modo ostile sarà tutto fuorchè semplice; eventuali offerte dovranno avere un premio dal 20% in su rispetto alla chiusura di Borsa di martedì 5 aprile; la mossa di Perez mette in ogni caso a rischio la convivenza con Atlantia in Abertis.

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Secondo Equita, per esempio, si crea un interesse speculativo sul titolo anche se «vista la posizione di Edizione (che ha il 33% di Atlantia) e degli altri soci storici (Gic con l'8,2%, Crt con il 4,5% e Hsbc con il 5%) si dovrebbe arrivare a un accordo con questi azionisti in caso di offerta sul titolo». Insomma un'Opa ostile non si annuncia in discesa, anzi. Equita valuta Atlantia 20,5 euro (prezzo già superato oggi dalla Borsa), che include «un premio del 5% sulla nostra somma delle parti della holding per il significativo buyback che attendiamo verrà effettuato, anche con una probabile offerta parziale sul mercato». Anche secondo Akros, data la partecipazione dei Benetton, qualsiasi offerta ostile sarebbe «challenging» ma al tempo stesso la banca sottolinea come una aggregazione o «combinazione» con Acs porterebbe ulteriori sinergie sul business autostradale dell'America Latina, che Atlantia controlla sia direttamente sia attraverso Abertis, dove la holding ha il 50% più un'azione mentre il resto del capitale è riconducibile a Perez.

Anche secondo Banca Imi l'offerta di Acs potrebbe avere un razionale industriale perché permetterebbe al gruppo spagnolo di riguadagnare il pieno controllo di Abertis, ma la stessa Acs «avrebbe bisogno di un forte supporto da partner finanziari per rendere il deal fattibile vista la sua posizione di cassa». L'entità combinata infatti avrebbe debiti netti per 40 miliardi, sette volte circa l'Ebitda. Pur precisando che per il momento si parla «soltanto di intenzioni, ben lontane da impegni formali», Banca Imi aggiunge che un'Opa ostile avrebbe scarse possibilità di successo e metterebbe a rischio la convivenza di Atlantia e Acs in Abertis. In ogni caso il mercato ha di che festeggiare. «Ricordiamo - conclude il broker - che quando Gavio e Ardian hanno ritirato dal mercato Astm, secondo operatore autostradale italiano (e mondiale, ndr), il premio offerto è stato del 28%)».

Ubs rimarca che a breve Atlantia avrà oltre 8 miliardi di cassa in entrata grazie alla cessione di Aspi e che «una grande componente del suo valore, circa il 45% del Nav, è cash, cosa che potrebbe limitare molto il potenziale upside dell'azione». Anche secondo la banca svizzera, tuttavia, un'offerta ostile sarebbe in salita per le geometrie azionarie di Edizione. Lato Acs, invece, «permetterebbe di salire in Abertis e di passare dal 51% al 67% di Hochtief», altro colosso infrastrutturale.

Infine secondo Bestinver, «in caso di guerra per il controllo di Atlantia, la famiglia Benetton avrebbe un netto vantaggio, in quanto detiene già il 33% del capitale, ma il suo eventuale successo lascerebbe aperto il problema di Abertis, di cui Acs è socio al 50%». Una situazione simile «gioverebbe indubbiamente agli azionisti di minoranza ma rischierebbe di diventare troppo onerosa per i contendenti. Non escludiamo quindi la possibilità che Benetton e Perez si accordino, ritirando congiuntamente Atlantia dal mercato e procedendo poi al break up del gruppo».

In caso di acquisizione, conclude Bestinver «riteniamo che un'offerta per Atlantia che voglia avere qualche possibilità di successo non possa essere fatta per meno di 23 euro per azione (+21% sull'ultima chiusura di Borsa), corrispondente ad un equity value di 19 miliardi». «Riteniamo che Atlantia offra un mix di crescita, basso profilo di rischio del modello di business, sostenibilità, innovazione e remunerazione degli azionisti che rende il titolo particolarmente appetibile come investimento», concludono gli esperti, che raccomandano l'acquisto.

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