LA NOTA

Atlantia: dopo il taglio di Fitch, oltre 2 miliardi di debito a rischio rimborso anticipato

La ministra De Micheli: sui rimborsi «offerte irricevibili, non bastano»


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(Reuters)

2' di lettura

Dopo la riduzione del rating da parte di Fitch, Bei e Cdp potrebbero chiedere ad Atlantia l’estinzione anticipata di oltre 2 miliardi di prestiti. A dirlo è la stessa società infrastrutturale.

I 2 miliardi debito a rischio estinzione anticipata 
«La decisione di Fitch» di abbassare il rating di Atlantia e delle controllate Autostrade per l'Italia e Aeroporti di Roma, spiega il gruppo nel comunicato in cui annuncia il downgrade di Fitch, «unitamente ad analoga azione recentemente presa da un'altra agenzia di rating, potrebbe determinare, come potenziale effetto, la richiesta da parte della Banca Europea per gli Investimenti e della Cassa Depositi e Prestiti del ripagamento anticipato – sulla base dei contratti di finanziamento in essere - di prestiti erogati ad Autostrade per l'Italia per un importo di circa euro 2,1 miliardi di cui circa 1,8 miliardi garantiti da Atlantia, con conseguente assorbimento di linee di credito di Atlantia e di Autostrade per l'Italia».

Il downgrade di Fitch
Nella serata di mercoledì 8 gennaio, l’agenzia di rating Fitch, in relazione alle modifiche unilaterali introdotte con il Decreto Milleproroghe nei contratti delle concessionarie autostradali in Italia, ha rivisto il rating di Autostrade per l'Italia da “BBB+” a “BB+” e quello di Atlantia (holding) dal precedente “BBB” a “BB”; anche il rating di Aeroporti di Roma, legato a quello del gruppo Atlantia, passa da “BBB+” a “BBB-“. In relazione alla persistente incertezza sul profilo di credito del Gruppo, i citati rating sono posti in Rating Watch Negative, si legge nella nota.

Lo scontro con la politica
Intanto prosegue lo scontro tra Autostrade e il mondo politico. Sul tavolo l’ipotesi della revoca delle concessioni autostradali e delle possibili alternative, a partire dalla maxi-multa e dei risarcimenti. Sul tema è intervenuta oggi la ministra dei Trasporti Paola De Micheli. «Autostrade comprende i 600 milioni della ricostruzione del Ponte Morandi nel risarcimento che offre allo Stato? Sono soldi già previsti per legge. Se la discussione comincia così non è solo insufficiente, è anche irricevibile”, dice la titolare del dicastero per le Infrastrutture e i Trasporti Paola De Micheli.

«L'adozione dell'eventuale revoca poggia su due basi: giuridica ed economica. Vanno valutate entrambe. Le decisioni del caso verranno condivise con il premier e con i ministri» e la «verifica è praticamente conclusa». Per quanto riguarda l'alternativa alla revoca, De Micheli spiega che Aspi, la società che gestisce per la holding Benetton le concessioni, «ha fatto diverse proposte anche al precedente governo. Queste interlocuzioni sono sfociate in vari incontri nei quali sono state indicate delle disponibilità. Le abbiamo ritenute insufficienti per le ricadute a vantaggio dei cittadini».

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