NEL DECRETO MILLEPROROGHE

Atlantia ko, nuovo scontro Aspi-Governo su concessione autostrade

Le novità contenute nel decreto Milleproroghe porterebbero alla gestione automatica ad Anas in caso di inadempimento del concessionario e a una riduzione dell'indennizzo da riconoscere al concessionario in caso di revoca. Il titolo ha perso il 4,8% e ha bruciato market cap per 884 milioni di euro

di Andrea Fontana


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2' di lettura

Tonfo in Borsa per Atlantia, che ha ceduto il 4,8% a Piazza Affari ed è stata la peggiore del FTSE MIB, dopo la norma inserita nel decreto Milleproroghe, approvato dal Governo nel week end "salvo intese" (e quindi ancora modificabile), che modifica i criteri per la revoca delle concessioni. Il titolo ha bruciato 884 milioni di euro circa di capitalizzazione a 17,34 miliardi di euro, rispetto alla capitalizzazione precedente, pari a 18,224 miliardi.

Il decreto Milleproroghe
A pesare fortemente sul titolo sono non solo le norme inserite che prevedono la sospensione degli aumenti dei pedaggi per le società che non firmano le nuove convenzioni basate sul sistema introdotto dall'Autorità dei trasporti e l'individuazione di Anas quale gestore provvisiorio nei casi di revoca delle concessioni, ma soprattutto la parte dell'articolo 38 (ex 33) del Milleproroghe che riguarda l'indennizzo dovuto in caso di revoca della concessione per inadempimento: al concessionario, in caso di revoca per inadempimento del concessionario, verrà riconosciuto il solo valore delle opere realizzate più gli oneri accessori al netto degli ammortamenti e di eventuali costi/penali.

La reazione di Aspi: pronti a chiedere risoluzione
Il consiglio di amministrazione di Autostrade per l'Italia (controllata di Atlantia), in una nota, ha contestato le norme ritenendo che presentino "rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee": "l'eventuale adozione di una norma con contenuti analoghi a quelli indicati nell'art.33 determinerebbe il verificarsi dei presupposti di cui all'art.9 bis comma 4 della Convenzione Unica e quindi la risoluzione di diritto della stessa" dice Aspi. «Continuiamo a ritenere che l'obiettivo del governo sia di rafforzare la propria posizione nella rinegoziazione del contratto con ASPI - è il commento di Equita Sim - ma se confermato l'articolo 33 sarebbe molto negativo portando a una sostanziale riduzione del valore dell'indennizzoper ASPI e alzando il livello di scontro».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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