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Atlantia lavora al piano Telepass. Prima la vendita del 30%, poi l’Ipo

di Carlo Festa e Laura Galvagni


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Atlantia lavora al piano Telepass (Imagoeconomica)

3' di lettura

Il dossier Telepass passa alla fase due. Dopo la dichiarazione di intenti, ora Atlantia avrebbe avviato il processo per valorizzare uno dei suoi asset chiave: la controllata attiva nei sistemi di pagamento automatico del pedaggio autostradale. E lo farà secondo uno schema in parte già collaudato, ossia la cessione di una quota di minoranza, in questo caso si potrebbe arrivare a un 30% circa, a uno o più partner finanziari. Così aveva cercato di fare con Aeroporti di Roma, piano poi momentaneamente accantonato, e così aveva iniziato a fare con Autostrade per l’Italia, nel cui capitale sono entrati Allianz, Edf Invest, Dif Infrastructure e Silkroad.

Ora tocca a Telepass e in ragione di ciò è stato dato mandato, al momento ancora informale, a Mediobanca e Goldman Sachs di individuare i potenziali compagni di viaggio adeguati. Tanto più perché in prospettiva potrebbe poi essere valutata la successiva quotazione della società. Nel mentre, si lavora attorno a un’ipotesi di valorizzazione dell’asset intorno ai 2 miliardi di euro, complice anche la recente integrazione nel perimetro di Telepass dell’azienda di pagamento telematico acquistata da Abertis. La sola Telepass “italiana” ha chiuso il 2018 con un giro d’affari prossimo ai 200 milioni di euro (183 milioni l’anno precedente) e una marginalità particolarmente rotonda: il risultato operativo ha superato i 95 milioni mentre l’utile si è attestato a 68 milioni, in progresso rispetto ai 66,3 milioni dell’anno precedente.

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Secondo quanto è stato possibile ricostruire, la procedura competitiva potrebbe iniziare subito dopo l’estate. Ma già nel corso di questa prima fase embrionale il dossier sarebbe stato preso in considerazione sia da fondi infrastrutturali, sia da fondi sovrani. In corsa ci sarebbero gruppi come Partners Group e General Atlantic, che hanno già espresso interesse ad avanzare un’offerta, cosi come Kkr, Ardian e altri.

Tra le ipotesi c’è da segnalare anche un possibile interesse di gruppi strategici come Nexi e Sia, attivi appunto nei sistemi di pagamento, ma al momento questa opzione non sarebbe sul tavolo, in quanto Atlantia punterebbe a individuare un partner finanziario ed esclusivamente di minoranza.

In occasione della presentazione del bilancio 2018, il marzo scorso, il ceo di Atlantia, Giovanni Castellucci, aveva dato un assaggio di quelle che sarebbero state le mosse future: «Valutiamo l’opportunità di aprire il capitale delle nostre varie piattaforme ad investitori di minoranza» per «aumentare la potenza di fuoco» ma anche «per accelerare la rotazione del capitale», cedendo quote non rilevanti di asset maturi per raccogliere risorse da investire su nuove iniziative, proteggendo così il bilancio. Il ceo di Atlantia, Giovanni Castellucci, all’epoca aveva specificato che «non esistono tempistiche definite» ma molto dipenderà dalle opportunità che si apriranno. A riguardo le partecipate cruciali, come già raccontato da Il Sole 24 Ore lo scorso 30 gennaio, sono fondamentalmente due: Telepass e Autostrade per l’Italia. Con in più un progetto chiave sugli aeroporti: creare una piattaforma di investimento per gli scali aeroportuali attraverso lo sviluppo di veicoli dedicati e potenzialmente partecipati anche da investitori finanziari, da utilizzare quando si presenteranno le occasioni giuste. Ieri la società ha peraltro voluto aggiungere che allo stato «non c’è alcuna evoluzione concreta rispetto a quando dichiarato dal ceo di Atlantia Giovanni Castellucci» a marzo scorso. Anche se «negli ultimi mesi la società ha ricevuto numerose richieste di informazioni e manifestazioni di interesse da parte del mercato riguardanti la società Telepass, ma nessuna trattativa è in corso».

La decisione di cedere una minoranza è stata presa al termine di un percorso di crescita di Telepass in Europa, che proprio recentemente ha tra l’altro ampliato ulteriormente l’oggetto sociale con la finalità di potere operare nel «pagamento,acquisto di carburanti e di beni, nonché le prestazioni connesse al funzionamento di un veicolo, mediante una carta magnetica e/o apparato tecnologico e/o applicazione mobile».

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