M&A

Atlantia pronta a decidere su Telepass. Quattro concorrenti rimasti in gara

La holding infrastrutturale cederà una minoranza entro l’autunno prossimo. Dopo una scrematura scelti i fondi Apax, Warburg, Partners e la cordata Fsi

di Carlo Festa


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3' di lettura

Quattro concorrenti in corsa per Telepass, gruppo specializzato nei sistemi di pagamento automatico del pedaggio autostradale, di cui attualmente Atlantia controlla il 100%.

Nelle ultime ore il gruppo infrastrutturale della famiglia Benetton, che ha scelto di cedere una minoranza del capitale, avrebbe deciso di ammettere alla fase successiva del processo quattro soggetti, le cui offerte non vincolanti sono arrivate in estate: secondo quanto risulta al Sole 24 Ore sarebbero così in corsa la cordata tricolore composta da Fsi, Sia e Generali e tre fondi di private equity esteri. Questi ultimi sarebbero Apax, Partners Group e Warburg Pincus.

In vendita, secondo le intenzioni di Atlantia, ci sarebbe appunto un’ampia minoranza. Si parte da una valutazione attorno ai 2 miliardi di euro dell’intero gruppo. Il partner prescelto dovrà condividere un progetto industriale di crescita di Telepass. Dopo un primo incontro di qualche giorno fa, post-estivo, i vertici di Atlantia e i consulenti si ritroveranno la settimana prossima. Potrebbe essere decisa un’ulteriore scrematura dei concorrenti in gara, per arrivare a scegliere il partner ad inizio autunno.

Al lavoro sono i consulenti finanziari Goldman Sachs, Mediobanca e Banca Imi. Il nuovo investitore entrerà rilevando una quota da Atlantia, che quindi incasserà liquidità. Telepass è un piccolo gioiello, cresciuto anche all’estero negli ultimi anni. Ha circa 6,2 milioni di clienti in Italia e in Europa.

I riflettori sono sulla progressione nel tempo dei ricavi: passati dai 143 milioni dl 2015, ai 151 milioni del 2016, ai 183 milioni del 2017.Nel 2018 ha registrato ricavi operativi per 188 milioni di euro, prevalentemente costituiti dai canoni Telepass (per 116 milioni di euro), dalle quote associative Viacard (per 21 milioni di euro) e dalle opzioni premium (per 27 milioni di euro).

Stessa accelerazione anche dell’Ebitda: nel 2018 è stato di 111 milioni di euro. Era di 89 milioni nel 2015, 91 milioni nel 2016, 109 milioni nel 2017. Quindi la redditività è sempre vicina a quasi il 60 per cento.

In crescita anche i clienti dell’azienda. Al 31 dicembre 2018 gli apparati attivi di Telepass sono circa 8,6 milioni (con un incremento di 342 mila unità rispetto al 2017). Inoltre la società Telepass Pay, costituita nel 2016 e controllata al 100% da Telepass, per ampliare l’offerta di servizi di pagamento legati alla mobilità sia urbana sia extra-urbana, conta 303 mila clienti al 31 dicembre 2018.

Il perimetro del gruppo Telepass include inoltre altre controllate: cioè Urban Next, società elvetica che sviluppa software per la mobilità urbana, ma anche K-Master (attiva nei sistemi di monitoraggio e gestione delle flotte di mezzi di autotrasporto) oltre al 75% nella società Infoblu.

In termini di distribuzione geografica, Telepass è presente soprattutto in Italia, dove i circa 5.989 chilometri delle autostrade ne utilizzano i sistemi di pedaggio. Ma il gruppo ha accordi anche con le autostrade in Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Polonia, Austria, Germania, Svezia, Danimarca e Norvegia.

Atlantia ha acquisito nel 2016 il 100% di Telepass da Autostrade per l'Italia (il 96,15%) e Autostrade Tech (il 3,85%) con una valutazione di 1,1 miliardi di euro.

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