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Atlantia sotto i riflettori, sopra le stime la prima semestrale senza Aspi

Il mercato guarda a dividendi e buyback. Risultati leggermente migliori delle attese e i target confermati

di Chiara Di Cristofaro

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La prima semestrale senza Aspi si chiude in crescita per Atlantia, con risultati leggermente migliori delle attese e i target confermati e il titolo sotto i riflettori sul FTSE MIB di Piazza Affari.

Per la holding controllata dai Benetton, che viene da una lunga trattativa proprio per la cessione di Autostrade al consorzio Cdp-fondi, si trattava di un passaggio chiave: il futuro, infatti, già disegnato dalle linee guida illustrate dal Ceo Carlo Bertazzo al mercato, parla evidentemente di una ricalibrazione strategica che sarà imperniata, tra le altre cose, sulla mobilità sostenibile. Un futuro in cui verranno meno i numeri della prima concessionaria italiana e che, in termini dimensionali, hanno di fatto riportato Atlantia al 2018, cioè prima che rilevasse Abertis insieme con Florentino Perez, diventando il primo operatore infrastrutturale al mondo.

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I dati ieri, come detto, erano i primi in cui non veniva computato a livello di fatturati e di margini il contributo di Aspi, anche se il closing vero e proprio dell'operazione avverrà molto probabilmente nel 2021.

I ricavi sono stati pari a 2,8 mld contro attese di 2,7, mentre il mol è stato di 1,7 mld contro attese di 1,68. I risultati, per Equita, sono «leggermente migliori delle attese». Aspi è stata inserita nelle Discontinued Operations, mentre i numeri di Abertis erano già noti (ebitda +40% a 1,55 mld, grazie a tutti i Paesi positivi e al consolidamento di Messico e Usa). Positive le autostrade in America Latina (+15% a 181 mln), mentre l`ebitda di Adr peggiora da 44 a -32 mln (le attese erano a -61 mln) per il calo del traffico (-58%). Il debito netto di 28,2 mld (30,6 mld senza crediti finanziari) è superiore alle stime.

«Il debito della holding scende a 2,6 mld - sottolinea Equita - che stimiamo diventerà una cassa netta superiore a 5 mld con la cessione di Aspi». Confermate le stime, con il traffico autostradale previsto in calo del 10% e quello degli aeroporti del 70%. I ricavi 2021 sono attesi a 5,7 mld. «L`equity story è legata al re-investimento del cash, al sostegno di Abertis oltre che alla ripresa del traffico in Adr e Abertis e al rischio regolatorio», dicono gli analisti. La politica dei dividendi assicura un rendimento del 4,9%, «ben superiore ai peers (3%)», sottolinea Equita. «Considerando l`interim dividend che sarà pagato nel secondo semestre 2022 e soprattutto il buyback di 1/2 mld (Edizione non aderirà) la società restituirà nel 2022 agli azionisti di minoranza circa il 15-25% dell`investimento ai correnti prezzi», concludono gli analisti.

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